Appuntamento a cena con ATMosfera

Il ristorante più simbolico ed esclusivo di Milano è pronto a ripartire. Letteralmente. E’ infatti di poche ore fa la notizia ufficiale divulgata dai principali canali di comunicazione dell’azienda municipalizzata in cui viene menzionata la riprogrammazione di uno tra i maggiormente noti servizi tranviari meneghini ovvero, ATMosfera, il servizio catering semovente gestito ed allestito a bordo di due vetture serie 1500 (le “Ventotto”) opportunamente modificate nell’allestimento per ospitare i coperti necessari per offrire un’esperienza unica di ristorazione a tutti i partecipanti, consumando classiche pietanze della tradizione locale tra le location più suggestive della “Milano da bere”. Quest’attrattiva era stata in precedenza sospesa in concomitanza con le restrizioni governative imposte in piena pandemia, non potendo più garantire la sicurezza dei commensali, costringendo la cessazione, quindi l’uscita, delle eleganti ATMosfera – 1, matricola 1970, ed ATMosfera – 2, alias la gemella 1855.

Il ristorante ATMosfera di ATM segue da anni l’idea pioneristica della degustazione a bordo di vetture tranviarie lanciata inizialmente dall’azienda municipale torinese GTT (Gruppo Torinese Trasporti), attraverso i pacchetti Gustotram e Ristocolor, sempre svolti tra i finestrini di storiche motrici. In tempi recenti, prima dell’escalation dell’ondata pandemica, la vettura di linea matricola 2002 era stata radiata dal servizio ordinario per essere revisionata e subire la trasformazione finale in una possibile ATMosfera – 3 in grado così di soddisfare la richiesta di nuovi viaggiatori-degustatori, in costante incremento anche se probabilmente potrebbe trovarsi ancora in fase di lavorazione presso le maestranze incaricate. Le attuali “Carrello” ristorante si distinguono dalla colorazione verde scuro, tendente al grigio, con dettagli e filettature dorate, quali le grafiche, lo specchietto, i fanali o addirittura il dispositivo di captazione a pantografo, di grande raffinatezza, per regalare la sensazione nel trovarsi a bordo di un ambiente di classe, quasi fossero un prezioso pianoforte a coda che accompagna gli invitati in sottofondo ad una serata di gala. Il tutto confermato comunque da ottime recensioni che collocano quest’attività gourmet tra le più gettonate a Milano.

All’interno trova spazio, in luogo alle classiche panche in legno trasversali, un vero e proprio salone con otto tavoli (ben ventiquattro posti, suddivisi in quattro tavoli da quattro persone sulla sinistra, quattro tavoli da due persone sulla destra), guardaroba, cucina, bagno e due accessi, uno per clienti ed uno per il personale, avendo limitato rispetto al progetto d’origine, le porte per l’incarrozzamento a due (alle estremità della vettura, eliminando quella centrale normalmente presente). Ovviamente non può mancare l’area antistante riservata alla conduzione del tram da parte del manovratore, obbligatoriamente sempre impeccabile, un autentico ed elegante chauffeur. Di seguito la brochure estrapolata dal sito ufficiale di ATM concernente quanto appena descritto ma in versione grafica.

Dai primi dati pervenuti alla redazione di Passione Trasporti, risalenti alle nuove possibilità di prenotazione, per il turno “ATMosfera – 2” delle 20:30 è stato registrato il tutto esaurito mentre per “ATMosfera – 1” (ore 20:00, ndr) alcuni posti sono risultati non venduti, lasciando comunque auspicare una ripartenza degna di un così particolare modo di vivere la città in compagnia, dopo mesi di isolamento sociale. Degno di nota, come espressamente indicato sia dal sito ufficiale che dalla normativa vigente, l’accesso a bordo sarà consentito strettamente previo possesso di certificazione Green Pass ad eccezione dei soggetti esclusi dalla campagna vaccinale e soggetti esenti con idonea certificazione medica. Tutto questo, al fine di garantire, nell’arco di circa un paio d’ore, la piacevolezza di lasciarsi trasportare in tutti i sensi con gusto, tra i luoghi di culto città che non dorme mai, a bordo di uno dei tanti mezzi che la rendono quotidianamente caotica ed instancabilmente dinamica trasformato, per una sera, in un autentico ed inimitabile companatico scampanellante, tra un primo fumante, un ottimo vino o un gustoso dessert.

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A settembre tutti a scuolaintram

Settembre si sa, è tempo di ripresa: chi torna al lavoro, chi a scuola. Ma c’è una cosa che accomuna noi milanesi: almeno una volta per andare in aula o in ufficio abbiamo preso il tram. Ma cosa succederebbe se avessimo l’opportunità di imparare e conoscere mentre viaggiamo?

C’è chi sui tram insegna ad apprezzare le bellezze nascoste della città: è il caso di Carlo Livan e Andrea Milzoni, due grandi appassionati della “carrozza di tutti” nonché fondatori di TramarT, un progetto di valorizzazione del capoluogo lombardo e del territorio rivolto a grandi e piccini. Per loro il tram non è il solito noioso giro turistico ma una vera e propria esperienza di viaggio alla scoperta di tutta la bellezza che Milano mostra poco alla volta, come se fosse un tesoro da custodire gelosamente.

Giovedì 16 settembre è tornata a sgranchire le ruote per la prima volta dall’inizio della pandemia la vettura 1957, facente parte del lotto di 110 unità costruito dalle Officine Elettro-Ferroviarie Tallero (OEFT) di Milano. Dopo quasi 70 anni di servizio di linea nel 1999 ricevette questa singolare livrea argento con la vistosa scritta rossa “scuolaintram” ripetuta più volte sulle fiancate. Questo gioiellino, immortalato l’ultima volta durante un’uscita nel 2019, a causa della pandemia è rimasto tra le mura del deposito Baggio in attesa che le norme di prevenzione garantissero una ripresa sicura dei servizi speciali.

Nonostante la natura reclamasse l’autunno il sole ancora splendeva negli occhi dei bimbi in una incontenibile gioia che solo il fascino di un tram tanto originale come la scuolaintram può suscitare.

Il mondo è pieno di cose straordinarie che non conosciamo e che per qualche misterioso motivo tendiamo ad ignorare. Guardando alla vita con curiosità, è come se si aprisse una porta su un universo di possibilità dove l’unico limite è la fantasia. L’energia e la capacità dei bambini di saper ascoltare con curiosità e senza pregiudizio sono i motivi per cui riescono a divertirsi in ogni istante, trascinando in questa corrente inevitabilmente anche i più grandi. Forse è questo l’aspetto più bello che ci ha trasmesso TramarT: la mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere.

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100.000 volte Passione Trasporti

Un audace ma presumibilmente meritato traguardo è stato raggiunto in questi giorni dal sito web Passione Trasporti e dalla sua community i quali, con devozione e debita gratitudine a chi ha partecipato contribuendo alla sua crescita, sono lieti di promuovere perseverando, con ancora più cura e dedizione, i valori e le tematiche che sin dalle sue prime pubblicazioni hanno caratterizzato e continuano a caratterizzare attualmente l’offerta culturale e di entertainment digitale quotidianamente proposta, con contenuti nuovi, unici e frutto di una vera e propria ricercatezza tendente a raggiungere un pubblico globale rendendolo consapevole e curioso, interattivo e virtuoso.

Per l’occasione viene presentato un nuovo aggiornamento che integra la sezione “ARTICOLI” già presente nel sito. La nuova voce “EXTRA” comprende le seguenti pagine:

  • Articoli: contenente tutti gli articoli precedentemente realizzati andando a racchiudere anche quelli di futura stesura;
  • Eventi Speciali: dedicata ad eventi ed iniziative tematiche con relative descrizioni e gallerie fotografiche;
  • Titoli di viaggio: sezione dedicata ai biglietti e titoli di viaggio, racchiudendo oggettistica del passato e del presente;

  • Passione Trasporti – A TRIP IN A CLICK: una mappa interattiva dedicata ai migliori punti foto tranviari dell’area di Milano, sezione già presente sul sito ed integrata anch’essa sotto la voce “EXTRA”;
  • Video: filmografie inerenti il trasporto pubblico meneghino a 360°;
  • Siti consigliati: un pratico elenco di siti web paralleli a Passione Trasporti, per approfondire i valori e le qualità del TPL attraverso i tanti appassionati che ne sono coinvolti.

Passione Trasporti in numeri

  • 25 gennaio 2021: da un’idea ancora acerba appartenente ad un gruppo di giovani cultori milanesi viene creato il sito passionetrasporti.com nella sua essenzialità e ne viene acquistato il dominio per procedere nella crescita dello spazio digitale nell’attuale conformazione;
  • 3 marzo 2021: dopo quasi due mesi di programmazione ed impostazione del layout della pagina web, passionetrasporti.com è finalmente fruibile al pubblico con le sue molteplici aree tematiche, tra foto ed articoli;
  • 18 luglio 2021: il sito raggiunge le 100k visualizzazioni provenienti, secondo i dati forniti, da tutto il mondo.

Ad oggi il sito conta:

  • oltre 4000 fotografie;
  • 53 articoli e aggiornamenti;
  • 950 follower sulle pagine social;
  • 319 pagine tematiche;

Doveroso il ringraziamento anche a tutti i collaboratori intercorsi durante la realizzazione delle varie proposte tematiche del sito e per le preziose immagini messe a disposizione a titolo gratuito. L’ultimo ma non meno degno omaggio va a tutti i lettori/follower di Passione Trasporti per il ragguardevole obiettivo, ribadendo la continua crescita del sito per intrattenere con tantissimi nuovi progetti.

Tanti auguri Jumbotram!

I Jumbotram di seconda generazione sono diventati, a partire dalla fine degli anni ’70, parte integrante del panorama urbano milanese. Il segreto della loro affidabilità e rivoluzionaria progettazione si cela dietro alle novità introdotte da queste vetture, progettate con sapienza e lungimiranza oltre 45 anni fa, andando a caratterizzare i numerosi progetti successivi (ancora attuali) e segnando quindi un confine sparti acque tra un “prima” ed un “dopo” tecnologico/stilistico, specialmente nel parco veicoli di ATM a Milano.

Dopo il grande successo riscosso dalla prima generazione di Jumbotram della serie 4800, nati su elaborazione di vetture più datate, si decise di commissionare al consorzio Gruppo Aziende Italiane (G.A.I.) la costruzione di 100 vetture a grande capacità destinate a sostituire altrettante 95 motrici più anziane appartenenti alla serie 1500 (le ormai superate Ventotto).

I tram articolati a tre elementi milanesi adottarono subito questo originale soprannome derivato dall’entrata in servizio, nel medesimo periodo storico, dei primi Jumbo Jet, i famosi Boeing 747.

La prima unità delle 4900 consegnata alla cittadinanza fu la 4950 e non la 4900 come si potrebbe immaginare, seguendo una logica numerica coerente. La sua singolare presenza nel deposito ATM di Via Teodosio venne segnalata «in data 29 luglio 1976». La matricola 4900 fu presentata ai giornalisti il 7 ottobre 1976.

Le successive vetture furono consegnate al ritmo di circa quattro complessi al mese, dal gennaio 1977 al dicembre 1978 (due per serie), in seguito, esaurita la serie 4950÷4999, due al mese fino al giugno 1979. Seguirono prove di resistenza e solidità delle apparecchiature elettriche/meccaniche, consistenti in un adeguato periodo di rodaggio e una prova a pieno carico (con il peso massimo di occupanti a bordo trasportabile). I primi 5 esemplari entrarono in servizio per la precisione il 26 marzo 1977.

Una nuova concezione di tram

Lo styling era stato affidato ai noti designer industriali Giovanni Klaus Koenig e Roberto Segoni: il nuovo tram colpì per l’immagine moderna ed essenziale, per il comfort e per i sistemi di sicurezza di cui era dotato. Venne effettuato un vero e proprio lavoro di “pulitura” da tutti gli elementi che potevano rappresentare un costo o un’assenza di razionalità.

Bruno Munari, noto artista e designer, a riguardo si espresse:

L’intenzione del designer è dare qualità alla quantità. […] Come si vede, design è quando si semplifica e si facilita l’uso. Styling è quando si aggiungono valori di moda, colori, forme, materiali che hanno la durata di una stagione di moda, ma non migliorano le funzioni.

Caratteristiche e innovazioni

Le vetture sono state assemblate e suddivise in due lotti:

  • 4900÷4949: costruzione Fiat Ferroviaria Savigliano, equipaggiamento elettrico Ercole Marelli – ASGEN;
  • 4950÷4999: ostruzione Officine Meccaniche della Stanga di Padova, equipaggiamento elettrico AEG – Telefunken.

Le vetture serie 4900 non sono solamente dei complessi tranviari a grande capacità ma rappresentano un punto di svolta per quanto concerne la tecnica e l’innovazione nel settore ferrotranviario:

  • Per la prima volta in Italia l’ossatura delle vetture era interamente costituita da estrusi di lega di alluminio (come alcune automotrici elettriche leggere realizzate per le FS o convogli ad utilizzo metropolitano);
  • I carrelli OMS BE 4/8 costruiti su licenza Schlieren garantivano un nuovo sistema di sospensione estremamente flessibile;
  • Tutte le porte di salita e discesa erano allineate su un unico piano in in modo da favorire il movimento dei passeggeri in salita ed in discesa nonché il controllo delle porte da parte del conducente; le porte d’accesso furono cosi’ progettate in previsione della tranviarizzazione in sede propria della circolare 90/91, progetto succesivamente abortito;
  • I sedili erano fissati completamente a sbalzo sulle fiancate per facilitare la pulizia del pavimento;
  • La possibilità, grazie alle modularità del progetto, di variare la composizione del tram in diverse soluzioni;
  • Il radiotelefono consente al manovratore in ogni istante di ricevere o dare comunicazioni alla sala operativa preposta al coordinamento e controllo dell’esercizio;
  • L’apparato di diffusione sonora consente al manovratore di comunicare tempestivamente ai passeggeri notizie che possono agevolare la funzionalità del servizio;
  • L’impianto TV a circuito chiuso per il controllo delle porte è costituito da un monitor posto sul banco di manovra e da telecamere sistemate in corrispondenza delle porte da controllare;
  • Il sensibile aumento della velocità massima consentita (da 45 a 60 Km/h).

Modifiche e allestimenti sperimentali

Motrici articolate certamente di pregio, come illustrato fino ad ora, ebbero però alcuni problemi ad affrontare determinati percorsi della rete tranviaria meneghina. Le curve, infatti, furono il vero tallone d’Achille delle 4900: l’asimmetria permetteva di disporre tutte le porte sullo stesso piano ma la coda, nonostante le varie avvertenze riportate in vista sulla cassa circa il mantenersi a debita distanza di sicurezza, causa schiacciamento, rappresentava un pericolo concreto per pedoni e veicoli complice l’eccessivo ingombro della sagoma durante la fase di svolta. In seguito ad un grave incidente avvenuto nel settembre del 1980, tra il 1982 e il 1984 venne ricostruita la rastrematura di coda in modo da risultare simmetrica. Questa operazione di carpenteria venne svolta dalla Fiat Ferroviaria di Savigliano, per quanto riguarda alcune vetture, mentre le restanti dalle Officine Generali di Via Teodosio.

Nel corso degli anni le vetture 4900 sono state oggetto di alcuni allestimenti sperimentali:

  • 4916: allestimento sperimentale con equipaggiamento a chopper;
  • 4917: allestimento sperimentale con carrelli TIBB a boccole interne;
  • 4949: allestimento sperimentale con carrelli TIBB a boccole interne;
  • 4980: allestimento sperimentale con sospensioni pneumatiche, dal 1986 poi estese a tutta la serie.

Dalla seconda metà degli anni ’90 le vetture vennero progressivamente dotate di velette a matrice di punti.

Le 4900 negli anni duemila

Nel periodo a cavallo tra il 2000 ed il 2006, lo schema di coloritura subì qualche leggera variazione rendendole però meno dettagliate come in origine: scomparve la banda nera sotto il muso, il sotto cassa ricevette una tonalità di grigio più scura e la cornice del faro/matricola divenne arancione, uniformandosi al resto della cassa.

Le ultime vetture a mantenere la livrea d’origine furono le matricole 4930 e 4950. Altre hanno mantenuto nel tempo la cornice del fanale asimmetrico grigia mentre altre ancora hanno visto solo la rimozione della spessa linea nera.

Nel 2007 la vettura 4977, costruita da OMS nel 1977, è stata dotata di pantografo asimmetrico monobraccio tipo LEKOV, successivamente esteso a tutta la serie. Nel 2008 la serie 4951÷4999 e le vetture 4918, 4922, 4923 e 4947 sono state dotate di impianto A/C.

Il revamping

Il 6 ottobre 2011 viene presentata ai giornalisti la prima “quattromila novecento” ad essere sottoposta alle operazioni di revisione generale e revamping. Trattasi della vettura 4950 consegnata ad ATM Milano nel luglio 1976.

A partire dall’anno 2014 i complessi tranviari serie 4900÷4949 sono stati sottoposti a revisione generale e ad un importante intervento di revamping al fine di ripristinare l’integrità delle parti meccaniche, introdurre modifiche impiantistiche per apportare/migliorare decise funzionalità tra cui il comfort, la sicurezza ed il consumo energetico ai livelli comparabili a quelli di una vettura di nuova fabbricazione.

Con la consegna dell’ultima vettura – la 4946 – nel 2020 si sono conclusi gli interventi di revisione generale e revamping di 51 vetture serie 4900. 

Il rinnovamento degli interni e degli esterni è stato curato dallo studio Bruno & Partners. La nuova livrea, tigrata, e le nuove forme del muso e della coda, donano certamente alle 4900 un aspetto più dinamico e moderno, sottolineato da apparecchiature esterne decisamente di recente introduzione quali veletta luminosa a led più risaltante, gruppo ottico migliorato e maggiorato.

In seguito alle operazioni di riqualificazione ha avuto luogo un nuovo periodo di prova del veicolo al fine di testare l’efficienza dello stesso prima della messa in servizio, come avvenne proprio in origine con i primi esemplari consegnati.
Superata la fase di collaudo tecnico la vettura può essere immessa in servizio regolare di linea, pronta a sferragliare (meno rumorosamente) sulla rete tranviaria della città lombarda.

Questi interventi hanno permesso a tale serie di motrici tranviarie una seconda vita operativa, regalando al pubblico attenzione alla mobilità ed ai sistemi attraverso i quali viene attuata, soddisfacendo milioni di passeggeri che ogni anno usufruiscono del suddetto sistema di trasporto urbano a Milano.

Oggi è tempo di debite celebrazioni, festeggiando e ricordando con parole, immagini e fantasia un viaggio lungo 45 anni: tanti auguri Jumbotram, ad maiora semper.

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Sedriano: tra immagine e realtà

Il mitico “gamba de’ legn” della tranvia interurbana Milano – Magenta/Castano Primo, con il suo lento sbuffare ritmico, è ormai solo un lontano ricordo, nella memoria di chi l’ha vissuto ma non di chi ne ha solamente sentito raccontare dai presenti di un’epoca in cui il vapore era il deus ex machina, l’unica forza conosciuta per muovere macchine ed idee. Ecco perché nell’hinterland milanese, più precisamente a Sedriano, rimane ancora traccia di quegli antichi fasti. In questa località la linea si divideva in due diramazioni: quella per Castano primo, chiusa nel 1952, e quella per Magenta, soppressa con la chiusura completa della direttrice avvenuta il 30 agosto 1957.

In Via San Massimo sembra prendere vita il murales che ritrae la MMC 108, una locomotiva tranviaria costruita nel 1908 da St. Leonard, ritratta in una scena quotidiana: il tram sgomita tra la condensa, le case ed i passanti con la sua andatura oscillante, quasi zoppicante da cui verosimilmente parrebbe aver preso il nome secondo alcune dicerie locali.

Dalla soppressione della linea tranviaria il servizio tra Milano e Magenta è stato esercitato, sino ad oggi, sempre con autobus. Nello scorcio sottostante un’immagine dei tempi che cambiano, il “gamba de’ legn” pare quasi cedere il passo, o meglio la ruota, ad una moderna vettura gommata dell’azienda Movibus.

Oltre a questo piccolo scorcio, sono molte le iniziative ed i luoghi legati a tali leggendari tram semoventi grazie al fuoco di una caldaia ed al classico sistema biella-manovella per il moto. Nella mappa sottostante sono stati riportati alcuni angoli della Lombardia che meritano almeno una volta, una visita per scoprire quanta strada il trasporto pubblico abbia percorso sino ad affermarsi, in modo così rivoluzionario, al giorno d’oggi grazie anche ad innovativi sistemi di propulsione di recente applicazione.

Il rilancio di Milano viaggia… in tram

È opera di queste ore, sul sito ufficiale del Comune di Milano, la pubblicazione di un importante documento elaborato il 13 luglio scorso e frutto di dibattito della seduta telematica avvenuta tra i membri del consiglio di Municipio 1 del capoluogo lombardo. Come ordine del giorno, approvato all’unanimità, la valorizzazione delle vetture tranviarie storiche ATM a scopo turistico e culturale, ovvero, una presa di posizione importante su una questione da tempo rimandata o taciuta tanto da decretare il destino di numerosi veicoli di grande interesse storico in maniera definitiva ed irrecuperabile. Una strada lunga da percorrere, anche per sensibilizzare la coscienza dell’azienda municipalizzata che al momento non prospetta uno scenario adeguato a quest’originale attrattiva, la quale, in luoghi come Torino è, ad esempio, molto più sentita e rilanciata, con uno scontato ritorno di pubblico interessato veramente numeroso.


Nel testo, sono moltissimi i passaggi che vengono affrontati e le novità da introdurre proposte come carne sul fuoco, per sfruttare al massimo il “tesoro” celato da troppo tempo tra le mura dei depositi di mamma ATM. Importanti sono le condizioni emerse del materiale rotabile e delle strutture del deposito dismesso di Desio (MB) così come la collezione Ogliari del museo Volandia di Somma Lombardo (VA). Vetture e motrici che reclamano certamente giustizia, dopo l’onorato servizio prestato durante un secolo che, nonostante l’avvento della tecnologia, non le ha mai condannate in fretta e furia alla fiamma ossidrica grazie alla loro semplicità e robustezza in esercizio. L’istituzione di un museo, infatti, potrebbe racchiudere almeno in forma statica tanti pezzi di non quantificabile interesse mentre quelli ancora atti, potrebbero ogni giorno percorrere la città lungo un percorso realizzato su misura per toccare i luoghi più prestigiosi della città, un’ipotizzata linea 20, con un massimo di 4 o 5 tabelle, sia per giorni festivi che lavorativi. Da citare la figura chiave di Mattia Abdu, appassionato ma anche assessore di zona nell’ambito Urbanistica e Mobilità, il quale, da conoscitore, riporta differenti e precise matricole di vetture le quali potrebbero rivivere una seconda giovinezza proprio sui binari o, per lo meno, non nelle file degli accantonati nella cosiddetta Area 51 di ATM o meglio conosciuta come deposito Precotto.

Ecco quindi il desiderio di riabilitare, oltre alle classiche tipo 1928, le care serie 700, con allestimento per passeggeri, l’unità 609 di grandissimo valore per l’epopea tranviaria milanese, l’unità 5137 già protagonista nei mesi trascorsi di un glorioso ritorno nel deposito Baggio, l’unità 4825 da ripristinare funzionalmente e l’effimera nonché sperimentale vettura 4500 “tram innovativo a pavimento ribassato”, frutto nel 1984 di un Frankenstein by OMS ottenuto da due Ventotto incidentate. Il documento si conclude con paragrafi immancabili riguardanti lo stato di conservazione e manutenzione di quanto precedentemente citato intraprendendo azioni di tutela e di censimento al fine di scongiurare abomini quali demolizioni, cannibalizzazioni o cessioni a terzi/privati.


Grazie all’audace azione dall’assessore Abdu, rincarata e supportata da chi ha a cuore questo patrimonio pubblico, è auspicabile il poter iniziare ad ammirare i primi segnali di cielo sereno ed azzurro, oltre la coltre di nubi che imperversavano da decenni sui destini di agglomerati semoventi ferrosi e lignei, plasmati da antichi operai-artigiani per poi consacrarli al mito della storia attraverso il silenzioso lavoro quotidiano che dalla notte dei tempi contraddistingue il rapporto, dapprima tra uomo ed animale, in seguito tra uomo e macchina.


La documentazione inerente la seduta del 13/07 è riportata di seguito nella sua interezza, fruibile dal lettore.

Quando un tram tira l’altro… letteralmente!

La storia della vettura 1949 risale, come tutte le Ventotto, alla fine degli anni ’20. Venne infatti consegnata il 25 novembre 1929 dalle Officine Elettro-Ferroviarie Tallero (OEFT) in livrea, allora in uso, a due toni di verde. Nel 1935 venne aggiunta la mezza porta posteriore che venne poi raddoppiata al pari delle porte anteriore e centrale nel 1939.

Nel luglio 1971 la vettura ha ricevuto, con la sua prima revisione generale, la cromia arancio ministeriale ed ha regolarmente svolto servizio passeggeri sino al dicembre del 2000. Venne poi selezionata, nel gennaio 2001, per essere utilizzata come vettura adibita alla verifica dell’ingombro esercitato dai neonati Sirio mediante l’applicazione di alcuni spessori esterni simulanti la sagoma dei nuovi tram, collegati a sensori controllati da una postazione appositamente collocata a bordo della vettura stessa, nel comparto passeggeri.

Per diverso tempo, ha svolto il compito di traino per le vetture articolate delle serie 7100, 7500 e 7600 che venivano scaricate dai relativi trasporti eccezionali gommati, provenienti dalle linee di produzione, in Piazza Axum e condurle ai rispettivi depositi tranviari destinati ad accoglierle.

Dopo oltre 27 anni dall’ultimo ingresso in officina per revisione, la 1949 è stata sottoposta a nuovi interventi di restyling tra il 2019 e il 2020 presso le Officine Generali ATM di Teodosio riacquistando un vivido color arancione come ne testimoniano le immagini a corredo del testo.

Il 17 giugno 2021, è quindi stata trainata dalla gemella ma ancora in servizio ordinario 1747, dal deposito Precotto effettuando l’itinerario dep. Precotto – P.le Egeo – V.le Fulvio Testi – V.le Marche – V.le Lunigiana – Stazione Centrale – Via Vitruvio – P.le Bacone – V.le Abruzzi – P.za Aspromonte – Via Antonio Porpora diretta verso le Officine Generali di via Teodosio al fine di apportare alcune modifiche post-revisione che probabilmente le permetteranno di viaggiare autonomamente una volta concluse le lavorazioni.

→ per altre foto della vettura 1949 clicca qui

Un tram per una stella

Il 27 maggio 2021 è venuta a mancare l’étoile Carla Fracci, divenuta icona nazionale nonché mondiale per essere stata una delle più eccelse ballerine del ventesimo secolo. Il comune di Milano ha deciso di ricordarla e celebrarla rivestendo una vettura tranviaria di un bianco candido, con la modesta ma ben composta dicitura in rosso “Milano per Carla Fracci”.

L’iniziativa è stata subito avanzata dal sindaco Giuseppe Sala, in seguito ai funerali (celebrati il 29 maggio) della quasi ottantacinquenne artista prima danzatrice della Scala di Milano, ed è stata ben accolta da ATM che ha realizzato per l’occasione, giusto il tempo tecnico di ideare, trasporre ed applicare la singolare dedica, una veste adatta alla selezionata vettura 1880, l’ultima delle 125 unità della serie “Carrello” 1500 per il servizio di linea ad essere sottoposta alla Revisione Generale.

Dal 7 giugno la vettura circola ufficialmente sulla linea 1 transitando proprio davanti il Teatro alla Scala, omaggiando anche sonoramente, con la squillante campanella di cui ogni tram è dotato, la memoria della Fracci e del padre tranviere.

Da menzionare anche una splendida iniziativa tenutasi proprio il giorno delle esequie, voluta e sentita dai tranvieri di Milano, con i tram della linea 1 in servizio deputati a “scampanellare” simbolicamente, dalle ore 12:00 alle ore 18:00, ad ogni passaggio dinanzi lo splendido teatro sito in Via Filodrammatici, a pochi passi dal Duomo. In particolare ed accolta da un grande applauso della folla, la vettura 1785, in direzione Greco, è apparsa vestita a lutto durante la cerimonia funebre con una rappresentanza dell’Azienda Trasporti Milanesi: a corredo le bandierine delle grandi ricorrenze svolazzanti sopra la cabina del manovratore e la veletta rigida, normalmente utilizzata come supporto pubblicitario, divenuta una grande fascia nera da requiem.

📌 RIEPILOGO SETTIMANA 24/05/21 – 30/05/21


🔄 AGGIORNAMENTO

IN QUESTO AGGIORNAMENTO SONO STATE AGGIUNTE OLTRE 40 FOTO MOLTE DELLE QUALI DEDICATE AI 90 ANNI DELL’AZIENDA TRASPORTI MILANESI CON I SUOI MEZZI “VESTITI” A FESTA (CON ARTICOLO)


✒️ ARTICOLI PUBBLICATI


🚋 TRAM

MOTRICI TIPO 1928 (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

VETTURE ARANCIO MINISTERIALE ADIBITE AL SERVIZIO DI LINEA
  • AGGIUNTE FOTO: ATM 1539, ATM 1704, ATM 1819, ATM 1846, ATM 1861, ATM 1974

MOTRICI ARTICOLATE A 2 CASSE TIPO 4700 (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

REVAMPING
  • AGGIUNTE FOTO: ATM 4725-3, ATM 4733-2

MOTRICI ARTICOLATE A 3 CASSE TIPO 4900 I serie (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

PRE-REVAMPING
  • AGGIUNTE FOTO: ATM 4901, ATM 4905
REVAMPING
  • AGGIUNTE FOTO: ATM 4902-2, ATM 4916-3, ATM 4924, ATM 4926, ATM 4929-2

MOTRICI ARTICOLATE A 3 CASSE TIPO 4900 II serie (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

PRE-REVAMPING
  • AGGIUNTE FOTO: ATM 4987-3, ATM 4999

MOTRICI ARTICOLATE TIPO 7000 (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 7025

MOTRICI ARTICOLATE TIPO 7100 (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

LIVREA VERDE GRIGIO
  • AGGIUNTE FOTO: ATM 7106
LIVREA GIALLO CREMA
  • AGGIUNTE FOTO: ATM 7112

MOTRICI ARTICOLATE TIPO 7600 (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 7603, ATM 7605

🚌 AUTOBUS

BYD K9C (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 2004-5, ATM 2004-6

SOLARIS URBINO ELETTRICO (2040-2078) (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 2041, ATM 2060, ATM 2068

IVECO 491.12.29 CITYCLASS CURSOR (2200-2299) (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 2232-2

IVECO 491.12.29 CITYCLASS CURSOR (2300-2399) (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 2305-4

IVECO 491.12.29 CITYCLASS CURSOR (6000-6109) (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 6000-2, ATM 6010, ATM 6106

IVECO URBANWAY IBRIDO EURO VI 18 m (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

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MERCEDES CITARO O530GN EEV (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

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ATM e la storia: quando i mezzi si “vestono” a festa

In questi novant’anni di ininterrotto e prestigioso servizio pubblico, fatto di un crescendo costante nella qualità del tipo di offerta proposta, ATM nella sua storia ha inevitabilmente introdotto diverse situazioni culturali e sociali a stretto contatto con la città che rappresenta e serve. Tra i tanti rimane degna di nota per la sua curiosità, l’usanza di celebrare alcune ricorrenze attraverso l’impiego di bandierine collocate su appositi alloggi ai lati dei montanti frontali, in alto, sulle diverse categorie di veicoli circolanti nel parco municipale.

Nel tempo e nelle epoche sono cresciuti a dieci i momenti durante l’arco dei trecentosessantacinque giorni nei quali i mezzi escono dai depositi prendendo servizio adornati con questi singolari piccoli vessilli sventolanti durante la marcia. I drappi, di forma solitamente triangolare, riportano il tricolore nazionale e lo stemma della città di Milano con la croce rossa ed il “bisson” (biscione) con fanciullo su campo bianco.

Quando poter osservare questo particolare e temporaneo abbellimento?

11 febbraio 

Le bandierine vengono installate in occasione della firma dei Patti Lateranensi, avvenuta nel febbraio 1929 tra il Regno D’Italia (Benito Mussolini) e la Santa Sede (Cardinale Gasparri) nel riconosciuto stato pontificio ed entrati in vigore dal 7 giugno dello stesso anno sino al 1984, durante il quale subirono una revisione legislativa. Tutt’oggi, se pur questa ricorrenza non sia più così sentita, come lo fu nonostante la caduta del governo fascista e la nascita della Repubblica Italiana, è rimasta tra i motivi storicamente istituiti da ATM designati per la circolazione dei mezzi urbani decorati “a festa”.

Dal 18 al 22 marzo

Cinque dì che ricorrono a marzo nella memoria dei milanesi e lombardi più attenti: le cinque giornate di Milano. Una situazione in cui, nel 1848, Milano (capitale dell’allora Regno Lombardo-Veneto) venne temporaneamente liberata dal giogo austriaco grazie ad un’audace e storica rivolta cittadina causata dal malcontento generatosi dopo un lungo periodo di dominazione. Fu il preludio della I Guerra di Indipendenza italiana, gettando così le basi per una serie di moti rivoluzionari esplosi in quella che sarebbe diventata successivamente l’Italia, nell’unità del suo regno.

25 aprile

Importantissima data che segna la svolta ufficiale di una delle pagine più buie ma fondamentali della giovanissima ed incombente Repubblica Italiana. Il 25 aprile 1945 prese atto l’insurrezione fomentata dai comandi delle truppe partigiane e di liberazione contro i rimasugli dell’occupazione nazifascista nonché contro gli alleati nostrani, ultimi fedelissimi del Duce, Benito Mussolini. Una battaglia civile, ideologica e convinta, combattuta al grido di “Arrendersi o perire!” rivolto agli sconfitti della grande scena degli schieramenti sullo scacchiere di guerra mondiale.

1 maggio

Per i festeggiamenti riguardanti la festività mondiale dei lavoratori, coincidente per la cultura cattolica con il giorno dedicato a San Giuseppe, biblicamente citato come un artigiano dedito alla lavorazione del legno. La data risale all’entrata in vigore nel 1867 a Chicago (Illinois) della prima legge che regola il lavoro quotidiano esercitato nel limite di otto ore. In Italia, questa decisione ancora in vigore attualmente, venne presa in considerazione ed approvata solamente durante il periodo fascista dal governo Mussolini nel 1923. Per un breve periodo di tempo, dal 1924 al 1945, si decise di anticiparla al 21 di aprile, con il conio del “Natale di Roma”. 

9 maggio 

“Giorno Europeo” oppure “Festa dell’Europa”, a memoria del piano di cooperazione economica presentato nel 1950 da Robert Schuman e Jean Monnet con una lungimirante visione federale composta dai diversi stati compresi nell’area continentale, appunto, europea. Celebrazione inizialmente concordata con il Consiglio d’Europa il 5 di maggio a memoria della fondazione avvenuta nel 1949. Tale denominato “Giorno dell’Europa” sopravvisse fino al 1964. La decisione definitiva venne presa dalla Comunità Economica Europea nel 1985, tutt’oggi rimanente in vigore.

Da sottolineare anche, avvenuta proprio il 9 maggio 1945, la capitolazione della Germania nazista caduta principalmente per mano dell’Armata Rossa. Per tale occasione le bandierine esposte sui veicoli in servizio raffigurano il vessillo europeo, con le stelle gialle disposte in modo circolare su sfondo rettangolare blu.

2 giugno

Tra il 2 ed il 3 giugno 1946, l’Italia intera, stremata da anni di guerra, carestia e sofferenza, viene chiamata alle urne per decidere il futuro della nazione: repubblica oppure monarchia. La vittoria della prima sul regno italiano fu ottenuta ma non con poche difficoltà. Il referendum costituzionale portò quindi alla formazione della Repubblica Italiana, quindi alla sua ricorrenza concordata proprio il 2 giugno. In questa giornata sono diverse le celebrazioni svolte principalmente nella capita. A Roma infatti il Presidente della Repubblica depone puntualmente una corona d’alloro sull’Altare della Patria in omaggio al Milite Ignoto, anonimo caduto per la patria tra i tantissimi che si sacrificarono e dei quali non si seppe la reale sorte delle spoglie mortali. Segue, successivamente una splendida parata lungo il viale dei Fori Imperiali che vede in campo tutti i reparti militari impiegati nella sicurezza e controllo del Paese. Anche a Milano vi si rende omaggio in modo così unico, attraverso i mezzi di trasporto come “veicolo” culturale.

28 settembre

Episodio storico meno conosciuto al quale sono riservati pochi onori se pur di grande contributo per la fondazione dell’attuale stato italiano. Il 28 settembre è una delle quattro giornate che videro Napoli protagonista di accesi scontri tra civili, dissidenti e militari tedeschi con la partecipazione dell’italico alleato fascista. Dal 27 al 30 settembre 1943 un’aspra battaglia per le vie locali vide la perla partenopea tra le primissime grandi città europee ad insorgere contro il giogo nazifascista ormai in disfatta. Venne così reso possibile lo sbarco in sicurezza delle truppe alleate angloamericane proseguendo nell’opera di ridimensionamento dei territori controllati dalla Wehrmacht. 

4 ottobre

Cade il 4 ottobre la memoria liturgica dedicata al santo patrono più importante d’Italia, San Francesco d’Assisi, meglio reso noto come il “poverello d’Assisi” per la sua vita dedicata all’accudire il prossimo ed il povero, il bisognoso, con aiuto morale, materiale e soprattutto spirituale. Fondò l’ordine monastico dei padri francescani. Divenne simbolo religioso italiano nel 1939, il 18 giugno più precisamente, grazie a Papa Pio XII. Fu ispiratore in tempi recenti dell’attuale pontefice Jorge Mario Bergoglio che nel 2013 scelse per primo in tutta la storia della Chiesa cattolica il nome pontificale del santo di Assisi. Uomo ricchissimo di umiltà e grande dovere samaritano, San Francesco ha segnato anche nell’arte a trecentosessanta gradi un punto di riferimento importante oltre che nella vita quotidiana di tanti religiosi e laici. 

24 ottobre

La Giornata delle Nazioni Unite (più precisamente il 24 ottobre 1945 con l’entrata in vigore dello Statuto delle Nazioni Unite) è parte della “settimana delle Nazioni Unite”, compresa tra il 20 ed il 26 ottobre di ogni anno. Dal 6 dicembre 1971 l’Assemblea ONU ne stabilì ufficialmente la ricorrenza. Durante questo momento internazionale molto importante, l’agenda degli eventi diventa ricca di incontri, conferenze, esposizioni e convegni tematici nonché culturali dedicati ad una vasta platea di esperti sociali/politici e non. In Italia è prevista l’esposizione simbolica della bandiera dell’ONU al di fuori degli edifici pubblici.

4 novembre  

Ultima grande occasione dell’anno in cui esibire la tanto citate bandierine non può che essere la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Istituzione risalente al 1916 come festa in onore alla vittoria italiana nella I Guerra Mondiale, con l’annessione dei territori di Trento e Trieste. Il 4 novembre indica la data di entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti nel quale i governanti concordarono la resa austro-ungarica nei confronti dell’Italia. Tale ricorrenza presenta la singolarità di essere stata la prima ed unica festa nazionale ad aver superato immutata almeno tre stati della storia italiana: età liberale, Ventennio fascista (durante il quale fu chiamata Anniversario della Vittoria) e Italia repubblicana. Nel 1921 vennero consegnate alla gloriosa struttura dell’Altare della Patria sita in Roma le spoglie del Milite Ignoto. Fino al 1976 il 4 novembre venne considerato giorno festivo mentre a partire dal 1977 con la riforma del calendario delle festività nazionali divenne “festa mobile” (ovvero che non possiede un giorno prefissato nel calendario ma la cui data cambia giorno da un anno all’altro) venendo ripercorsa puntualmente la prima domenica di novembre.


Tra le curiosità che compongono questa scelta singolare di celebrare avvenimenti (nazionali ed internazionali) degni di nota ed istituiti in modo consolidato dalla storia di ATM, per quanto riguarda le vetture tranviarie Sirio e Sirietto, bisogna denotare la mancanza dei supporti atti ad ospitare le bandierine facendo supporre un po’ di non intenzionale incuria per un dettaglio così minimo ma da quasi un secolo importante e presente su tutti i mezzi del parco meneghino. 

Altro aneddoto, conclusivo ma non meno trascurabile, la presenza dei piccoli vessilli viene assicurata anche durante particolari eventi quali, i più recenti ad esempio, la 92esima Adunata degli Alpini a Milano (centenario dell’Associazione Nazionale Alpini) nel 2019, la vittoria di Milano e Cortina d’Ampezzo per lo svolgimento degli XXV Giochi Olimpiadi Invernali previste nel 2026, e l’ultima, il 90° compleanno proprio dell’Azienda Trasporti Milanesi nel 2021 tenutosi lo scorso 22 maggio. A correndo sono state/possono essere integrate da speciali diciture unificate proposte sui display informativi esterni dei veicoli (Le “velette”) oltre che veri e propri mezzi interamente dedicati al tema.

Veletta speciale “W GLI ALPINI” e bandierine in occasione dell’Adunata degli Alpini

Veletta speciale “MILANO 2026” e bandierine per l’assegnazione delle Olimpiadi Invernali a Milano e Cortina d’Ampezzo

Veletta speciale “ATM 90 ANNI” e bandierine in concomitanza con il novantesimo anniversario dell’azienda municipale