Prime apparizioni e possibili assenze per il “Toto-Sabbiere” 2021

Le prime sfumature d’autunno, accompagnate da temperature sempre più costrittive a coprirsi gradualmente con indumenti termicamente protettivi, hanno cominciato a spodestare la piacevolezza del clima e degli scenari estivi i quali ormai, come ogni anno in questo periodo, sembrano solo un ricordo lontano, con alcuni ritorni di fiamma a sprazzi tra lunghi momenti di umido maltempo o cupo grigiore urbano senza sole. Ed è proprio verso la fine di ottobre che il traffico tranviario si popola di particolari presenze fugaci che appaiono tra all’alba e l’affievolirsi della breve luce concessa, cospargendo la rete di sabbia silicea al fine di scongiurare pericolosi pattinamenti in frenata o slittamenti in trazione delle vetture di linea. Le “sabbiere” sono un gruppo di tram adibite ed attrezzate al compito unico della cosiddetta “sabbiatura” attraverso un sistema di tramogge ed ugelli dai quali la finissima polvere grigio chiaro viene lasciata sulla rotaia quasi come i sassolini bianchi della favola del “Pollicino” di Perrault. Anno dopo anno, le motrici serie 700, sopravvissute nel tempo, atte a svolgere questo compito si sono ridotte drasticamente venendo progressivamente sostituiti da più semplici veicoli bimodali strada-rotaia a propulsione termica capaci anche di ottemperare eventualmente ad altre esigenze quali spazzamento neve o traino di materiali richiedenti soccorso per impossibilità nel procedere. Sono quindi poche le caratteristiche “sabbiere” ancora in funzione e soprattutto manutenute a dovere. Lo scorso anno questi meravigliosi tram d’epoca semoventi (più anziane delle stesse “Ventotto”) sono state introdotte al pubblico di Passione Trasporti grazie ad un articolo riepilogativo “L’inverno a Milano è sabbia tra i binari” il quale elencava circa sette motrici che negli ultimi periodi di attività sono state avvistate sui percorsi urbani milanesi. Di queste, due unità in particolare hanno già avuto modo di apparire prematuramente nelle scorse settimane lasciando così intendere una possibile partecipazione nella stagione invernale imminente, oltre ad alcune supposizioni logiche prettamente giornalistiche in una sorta di “Toto-Sabbiere” che puntualmente proveremo a proporre di anno in anno anche al fine di monitorare tali elementi di indubbio interesse culturale e storico.

Nel mese di settembre le matricole 719 e 713 sono state trasferite dai depositi di appartenenza alle Officina Generale ATM di Via Teodosio dove hanno sostato alcuni giorni prima di rientrare nuovamente alla locazione d’origine. All’interno delle maestranze, hanno probabilmente ricevuto alcuni interventi di manutenzione mirati al mantenimento in esercizio. In particolare la 713 la quale, come da immagine a corredo dell’articolo, vanta sicuramente, a seguito di un incidente con un autoveicolo non recentissimo, il rifacimento completo in modo vistoso delle estremità della cassa, con un lavoro accurato di falegnameria e manodopera in generale ed una verniciatura parziale tale da decretare, come per la 718, il termine di nuovo conio “triverde” in luogo del classico, nonché previsto da schema costruttivo, doppio tono di verde. Nel 2020 era stata provvisoriamente fermata con dicitura cartacea sui finestrini “VETTURA IN USO NON PRELEVARE MATERIALE” lasciando quindi presagire ad un possibile ritorno. In data 27 settembre ha poi lasciato il deposito Teodosio per giungere in quello di Via Messina ed attendere successivamente le condizioni per intervenire seguendo le tabelle delle rispettive linee lungo le quali effettuare lo spargimento di sabbia.

L’unità 719, anch’essa immortalata fotograficamente, è rientrata al deposito Precotto una settimana prima della gemella, il 20 settembre, ma senza presentare in modo evidente segni di attività e manutenzione. Apprezzandola ancora in movimento si è potuto stimare che potrebbe prestarsi presentarsi nuovamente all’arrivo della stagione fredda, quando l’azienda municipalizzata darebbe il via all’attuazione del piano per le “sabbiere”. Un’altra vettura che non dovrebbe mancare in questo finale del 2021, ad occhio e croce è la atipica 705, con tutta la sua bellezza tecnica nella diversità che la caratterizza, anche se al momento non è dato da sapere delle sue condizioni elettromeccaniche o strutturali. È doveroso far presente ancora una volta che si tratta di mezzi di servizio riconvertiti e ricostruiti, non più atti e sicuri per svolgere il trasporto ordinario di utenti. L’ultima Revisione Generale per la maggior parte di essi risale all’incirca agli anni Sessanta del secolo scorso, approdate ad oggi grazie unicamente ad interventi di manutenzione correttiva.

Le matricole 704, 706, 712 (con dispositivo di captazione ancora originale di costruzione TIBB) e 718 rimangono quindi ancora una grande incognita tra le “guest star” della nuova stagione che le vorrebbe presenti alternandosi accanto ai Mercedes-Benz Unimog U400 con i quali da sempre si contendono la sopravvivenza, sempre messa a repentaglio da un acquisto ed un uso massiccio di questi ultimi.

A conclusione di ciò, questo vuole essere un semplice pronostico, un ragionamento il più oggettivo possibile sulle sorti di uno dei tantissimi simboli di Milano minacciato ogni giorno dal progresso ed una presunta incontrastabile modernità. Non ci sono certezze ma nemmeno troppi dubbi. Ergo, chi avrà coraggio di vivere, vivrà e vivendo vedrà e testimonierà quanto di più prezioso per custodire la memoria storica del nostro presente. 

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