A settembre tutti a scuolaintram

Settembre si sa, è tempo di ripresa: chi torna al lavoro, chi a scuola. Ma c’è una cosa che accomuna noi milanesi: almeno una volta per andare in aula o in ufficio abbiamo preso il tram. Ma cosa succederebbe se avessimo l’opportunità di imparare e conoscere mentre viaggiamo?

C’è chi sui tram insegna ad apprezzare le bellezze nascoste della città: è il caso di Carlo Livan e Andrea Milzoni, due grandi appassionati della “carrozza di tutti” nonché fondatori di TramarT, un progetto di valorizzazione del capoluogo lombardo e del territorio rivolto a grandi e piccini. Per loro il tram non è il solito noioso giro turistico ma una vera e propria esperienza di viaggio alla scoperta di tutta la bellezza che Milano mostra poco alla volta, come se fosse un tesoro da custodire gelosamente.

Giovedì 16 settembre è tornata a sgranchire le ruote per la prima volta dall’inizio della pandemia la vettura 1957, facente parte del lotto di 110 unità costruito dalle Officine Elettro-Ferroviarie Tallero (OEFT) di Milano. Dopo quasi 70 anni di servizio di linea nel 1999 ricevette questa singolare livrea argento con la vistosa scritta rossa “scuolaintram” ripetuta più volte sulle fiancate. Questo gioiellino, immortalato l’ultima volta durante un’uscita nel 2019, a causa della pandemia è rimasto tra le mura del deposito Baggio in attesa che le norme di prevenzione garantissero una ripresa sicura dei servizi speciali.

Nonostante la natura reclamasse l’autunno il sole ancora splendeva negli occhi dei bimbi in una incontenibile gioia che solo il fascino di un tram tanto originale come la scuolaintram può suscitare.

Il mondo è pieno di cose straordinarie che non conosciamo e che per qualche misterioso motivo tendiamo ad ignorare. Guardando alla vita con curiosità, è come se si aprisse una porta su un universo di possibilità dove l’unico limite è la fantasia. L’energia e la capacità dei bambini di saper ascoltare con curiosità e senza pregiudizio sono i motivi per cui riescono a divertirsi in ogni istante, trascinando in questa corrente inevitabilmente anche i più grandi. Forse è questo l’aspetto più bello che ci ha trasmesso TramarT: la mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere.

– TramarT (sito ufficiale): https://tramart.it/

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In tram al Fuorisalone 2021

Cala il sipario e si spengono i riflettori su una delle settimane più coinvolgenti che il capoluogo di regione lombardo normalmente ospita durante l’anno, il quale come da copione, genera puntualmente un’ampia risonanza mediatica nonché interesse tra curiosi e cultori delle novità stilistiche a trecentosessanta gradi. Il mese di settembre, ovviamente, sancisce il periodo di giorni dedicati al del Salone Internazionale Del Mobile, una tradizione meneghina dal 1961 che fissa il punto di incontro mondiale per gli operatori (produttori, creatori, acquirenti, ecc…) del settore casa/arredamento. Manifestazione nata tra le mura della storica Fiera Di Milano, oggi dislocata nel distaccamento di Fieramilano realizzato nel 2005 nella città-satellite di Rho a ridosso di importantissime direttrici ferroviarie e stradali. Il Salone Del Mobile inoltre, da diversi anni, genera un coinvolgimento della città stessa ove numerosissime sono le attrattive ed iniziative che a colpi di stile, arte, design e creatività meravigliano i visitatori spaziando tra tantissimi luoghi, edifici e quartieri selezionati per presentare le ultime novità sul mercato: il cosiddetto Fuorisalone (o Fuori Salone). Insieme alla mostra principale nella sede di Rho creano la citata Milano Design Week. I padiglioni del polo fieristico presentano solitamente diverse macro-realtà:

Classico;

Design;

EuroLuce;

EuroCucina;

Salone Internazionale Del Bagno;

SaloneSatellite;

Anche la redazione di Passione Trasporti ha quindi avuto l’opportunità di partecipare ad alcune di queste promozioni “originali” invogliata dalla trovata pubblicitaria estremamente allettante e pertinente con quello che puntualmente viene trattato tra le righe di questa rubrica d’informazione. Due vetture tranviarie della serie 1500 (le classiche Ventotto) sono state le protagoniste di altrettante due differenti collezioni d’arredamento semoventi presentate ed apprezzate nei particolari qui di seguito.

– 1830 – “Fuorisalotto” di Febal Casa

Per l’azienda del Gruppo Colombini è stata riservata ed allestita per l’evento la Ventotto storica del deposito Baggio, da poco rigenerata nella sua veste arancione ministeriale. Attraverso la collaborazione ormai consolidata con IGP Decaux è stato possibile applicare sui colori originali una particolare livrea adesiva (tecnica del “wrapping”) rossa e bianca con il brand di Febal Casa, incluse decalcomanie “#FuorisalottoFebalCasa” e “Sali e…PARTY con noi!”. La vera sorpresa si cela ovviamente all’interno. Il classico comparto passeggeri con panche in legno e sostegni metallici è stato camuffato con un vero e proprio arredamento dedicato in grado di adattarsi alle forme della “Carrello”, organizzando così un lungo bancone con inserti a scomparsa, lato interbinario, uno spazio con pista dalla pavimentazione zebrata per ballare tra il mobile e la fila di sedute (ammorbidite da soffici cuscini) lato porte. I colori dominanti sono toni contrastanti, su tutti nero e rosso oppure bianco e nero. Gli storici finestrini a cremagliera hanno saputo coesistere con tenui tendine grigie svolazzanti nell’aria ancora calda di fine estate. Una postazione con consolle da disk jockey è stata collocata a ridosso del fondo della vettura, con l’ultima porta fuori servizio ed oscurata da uno specchio generante un più appartato angolo privato molto simile ad un salottino con tanto di confortevoli poltroncine e tavolini. Anche alcune piante hanno trovato posto lungo il tram, vicino alle porte di salita per godere della luce naturale entrante dai vetri e per generare un’atmosfera tipicamente domestica.

Il manovratore ha visto anch’esso ricoprire lo spazio retrostante la postazione di condotta con pannelli decorati e neon luminosi. La struttura lignea della 1830 ha permesso una splendida filodiffusione sonora dal vivo delle varie DJ interpellate per allietare l’evento a ritmo di musica mixata non-stop. Un piacere è stato apprezzare alla consolle la playlist della dolce Play Eva, seguita da altri artisti alternatisi nei vari giorni quali Norabee, Andy Rosh, Valentina Sartorio, Ellen Beat, Gisele, Lolla e Lateq.

A bordo non sono mancati momenti di intrattenimento come un moderno piano-bar, con un vero e proprio rinfresco servito da sorridenti ed espansive ragazze quali Anastasia e Laura, coordinate e supervisionate (così come tutto l’evento con il suo cronoprogramma) dalla giovane Federica Baldacci, social media specialist di Colombini Group. Un rinfrescante momento offerto ai presenti a base di veri e propri cocktail “da passeggio” realizzati da The Botanical Club (innovativa micro distillery di Gin a Milano) e da Dink It, il primo liquorificio italiano capace di imbottigliare ed offrire al cliente ottimi preparati alcolici. Una borsetta in tela commemorativa ed alcuni dépliant di Febal Casa corredano splendidamente l’esperienza di viaggio. La presenza originale di Febal Casa al Fuorisalone ha di certo avuto un grande impatto mediatico tra i visitatori, grazie anche all’indissolubile stato di connettività multimediale nel quale siamo immersi e nel cui oceano elettronico di informazioni possiamo, istante per istante, condividere i nostri momenti. Doveroso quindi spendere qualche precisazione sull’azienda e la sua attività. La sammarinese Febal Casa nasce come attività a sé stante, acquisita negli anni dal Gruppo Colombini all’interno del quale, tramite la guida dello studio A++, vengono progettate e realizzate le nuove collezioni. Oggigiorno coesiste con le divisioni Colombini Casa, Colombini Group Contract, Offic’è e Rossana. La 1830 ha eseguito, durante la design week dal 4 al 10 settembre, un itinerario tipico dei servizi tranviari turistici e/o a noleggio con classici passaggi che hanno riguardato gli angoli più salienti della Milano “da bere” (qui nel dettaglio le due tabelle utilizzate dalla 1830 durante il Fuorisalone: https://www.febalcasa.com/it/percorsi-tram-fuorisalone/).

– 1702 – “My Senses: muoversi con stile” di Michele Perlini (Lapitec + Mafi + Arthesi)

Una grande firma necessità il giusto supporto per veicolare la sua capacità creativa. Per questo la 1702 è stata prescelta ad ottemperare tale compito. La vettura è l’unica dell’attuale parco storico a rivestire una curiosissima tinta bianco latte con inserti grigi ed azzurri. Negli anni Ottanta, precisamente nel 1984, AMSA, ATM e Centrale del Latte si fecero promotrici dell’iniziativa “Tramcittà Biancopulita” con il patrocinio del Comune di Milano e del WWF. Essa nacque per sensibilizzare i cittadini di tutte le fasce di età, ma soprattutto le nuove generazioni, verso la cultura del rispetto per l’ambiente che ci circonda. La 1702 ha per ciò ricevuto questa livrea speciale durante l’evento, mantenuta a ricordo dell’idea di una grande collaborazione per una città che ha sempre visto sino a quel periodo, causa estrema industrializzazione, una scarsa attenzione verso un equilibrio ecologico ideale. È stata successivamente salvaguardata come veicolo storico del parco ATM, noleggiabile ed utilizzabile per eventi come appunto, il Fuorisalone. L’interior designer Michele Perlini, giovanissimo artista, ha quindi avuto l’onore di progettare e curare il riallestimento della Ventotto attraverso l’esposizione denominata “My Senses”, un’occasione unica per veicolare le novità del momento sfruttando i cinque sensi. Ma procediamo per ordine. Perlini nasce a Verona nel 1982 mentre dal 2007 è laureato in architettura sostenibile, titolo ottenuto presso l’università IUAV di Venezia. Per anni ha frequentato lo studio di famiglia fondato nel 1974 a Verona. Trattasi di uno specialista in architettura sostenibile, a basso consumo energetico e ovviamente, in design. “My Senses” vuole essere un’esperienza di sostenibilità e mobilità studiata essere sviluppata dall’ideatore nei cinque giorni di esposizione (dal 5 al 10 settembre). Infatti ogni giornata della Milano Design Week in cui il tram ha percorso l’itinerario cittadino è stato dedicato al design di un senso percettivo differente come ad esempio lo showcooking affiliato al gusto. Per ultimi ma non meno importanti la vista e l’udito, attraverso un DJ set ed uno show con videomapping dei massimi progetti dell’architetto. Gli interni della 1702 hanno quindi subito una rivisitazione in chiave moderna con la creazione di uno spazio mondano. Il nostro, con il suo ARCSTudio Perlini, si è avvalso della collaborazione di importantissimi marchi del settore per raggiungere l’obiettivo quali Lapitec (collezione “Musa”) per i tavoli in pietra sinterizzata, Mafi per il parquet e Arthesi per la consolle da cucina. Seguono come partnership e sponsor Dornbracht, Galante Sas, Davide Groppi e Dedar per rifiniture e dettagli. La livrea, sempre ad opera di IGP Decaux con pellicole apposite, ha visto dei toni bianco e azzurro, interrotta sui finestrini da un’immagine raffigurante il designer stesso e la parola chiave per la condivisone social dell’evento “#TraMySenses” realizzata con una font retrò. Insomma, nel complesso uno stile tra futuro, eleganza praticità, modernità dinamica con le radici metaforiche che affondano in un elemento consolidato dalla centenaria storia e dal tempo: il tram.

Urge per doverosa cronaca, non prima giungere al punto conclusivo, menzionare altre tre vetture, 1597, 1879 e 1968, le quali nel contempo hanno effettuato servizio ordinario sponsorizzando sempre le iniziative del “Supersalone 2021” di Rho con pellicolatura realizzata appositamente e velettone pubblicitario sull’imperiale a corredo.

– Salone Del Mobile (sito ufficiale): https://www.salonemilano.it/it/manifestazioni

– Fuorisalone Design Guide 2021: https://www.fuorisalone.it/2021/it

– IGP Decaux (sito ufficiale): https://www.igpdecaux.it/

– Febal Casa (sito ufficiale): https://www.febalcasa.com/it/
– Febal Casa programma e  “Fuorisalotto” 2021: https://www.febalcasa.com/it/2021/08/05/febal-casa-al-supersalone-e-fuorisalone-2021/

– ARCStudio Perlini di Michele Perlini (sito ufficiale): https://arcstudioperlini.com/
– Lapitec (sito ufficiale): https://www.lapitec.com/
– Mafi (sito ufficiale): https://mafi.com/it
– Arthesi (sito ufficiale): https://www.arthesi.com/

Uno sfratto (temporaneo) per la Ventotto “da corsa” monzese

Scemano, così come le rigeneranti, agognate ma brevi vacanze, gli ultimi momenti d’agosto, lasciando spazio alla fondamentale ciclica ripresa delle attività abituali che caratterizzano da sempre settembre pur regalando ancora temperature favorevoli e giornate pienamente estive, miti.

Uno degli appuntamenti stagionali più importanti nel mondo del motorsport è sicuramente il Gran Premio di Formula Uno che prenderà il via sull’asfalto del circuito dell’Autodromo Nazionale di Monza il weekend di domenica 12 settembre, tra le mura e la natura di uno dei parchi recintati più belli e grandi d’Europa. Il tracciato secolare (costruito nel 1922 a tempo di record, quasi voler imitare i campioni che lo avrebbero percorso) ospita questa tradizione velocistica da innumerevoli anni così come una singolare presenza tra le file del suo “dietro le quinte”, ovvero i paddock, dove meccanici e team si sono adoperati nella messa a punto dei micidiali bolidi di ogni epoca.

La vettura tranviaria appartenente precedentemente all’Azienda Trasporti Milanesi, matricola 1904, venne acquistata per sole 150 mila lire (oggi meno di un centinaio di euro) nel febbraio del 1981 dall’Associazione Amici dell’Autodromo & Del Parco Di Monza che ne organizzò il trasporto tramite carrello stradale sino al Parco di Monza, quindi entro il perimetro del circuito e, infine, la nuova colorazione in un rosso molto somigliante a quello delle invincibili automobili del cavallino di Maranello. Mantenendo molti elementi d’origine, con un restauro estetico in quanto non più semovente, risalente a pochi anni fa, ha ospitato tra le panche in legno al suo interno momenti associativi della congregazione di appassionati che ne ha sempre gestito e curato l’integrità. Negli scorsi giorni, grazie all’ausilio di gru e mezzi stradali per trasporti eccezionali, è stata sollevata e temporaneamente “sfrattata” dall’attuale sede dinanzi il padiglione deputato all’area destinata a locali e negozi con caratteristica copertura arcuata per permettere il rinnovo di tale porzione d’Autodromo dedicata alla Ventotto con il suo caratteristico spezzone di binario. È stata quindi prontamente collocata in uno spazio a lato dell’ex residenza del direttore dell’impianto sportivo, oggi Casa Brembo a ridosso delle tribune interne in uscita dalla variante Ascari, protetta da alcune transenne ma facilmente (e finalmente) ammirabile nella sua completezza dopo decenni di segregazione tra un perimetro composto da fitte, rigogliose ma curate, siepi. Nonostante ciò, la 1500 “da corsa” non prenderà parte all’evento automobilistico quest’anno richiamando i tifosi con la sua eccezionale sagoma degna di un vero pesce fuor d’acqua, una nave in una foresta, in questo caso, un tram tra le fronde arboree.

Questo tipo di motrici tranviarie non ha mai storicamente percorso gli antichi binari della tranvia monzese, raggiungendo sulle proprie ruote, in quanto deputate al solo servizio urbano, il deposito brianzolo di Desio ma come inoltro alla demolizione, trainate da altrettanti veicoli elettrici ferrati del medesimo notevole valore culturale. A completezza è doveroso menzionare, stimolando la curiosità del lettore, di un breve tratto armato con binari a scartamento non ordinario presente in autodromo durante e successivamente la sua costruzione: inizialmente utilizzato per la movimentazione di carrellini tipo decauville minerari per il trasporto di materiali edili, cambiandone la disposizione dei binari il tragitto è servito come breve linea per intrattenere i primi visitatori del nuovissimo tracciato deputato a glorificare il pilota come figura tra i massimi simboli del futurismo italiano.

La 1904 troverà la definitiva collocazione proprio dinanzi Casa Brembo in un futuro imminente, concedendo tempo per la realizzazione del nuovo spazio espositivo. 

Clicca qui per visualizzare l’intera galleria fotografica della vettura 1904

– Amici Dell’Autodromo & Del Parco Di Monza (sito ufficiale): http://www.amiciautodromo.it/

Tanti auguri Jumbotram!

I Jumbotram di seconda generazione sono diventati, a partire dalla fine degli anni ’70, parte integrante del panorama urbano milanese. Il segreto della loro affidabilità e rivoluzionaria progettazione si cela dietro alle novità introdotte da queste vetture, progettate con sapienza e lungimiranza oltre 45 anni fa, andando a caratterizzare i numerosi progetti successivi (ancora attuali) e segnando quindi un confine sparti acque tra un “prima” ed un “dopo” tecnologico/stilistico, specialmente nel parco veicoli di ATM a Milano.

Dopo il grande successo riscosso dalla prima generazione di Jumbotram della serie 4800, nati su elaborazione di vetture più datate, si decise di commissionare al consorzio Gruppo Aziende Italiane (G.A.I.) la costruzione di 100 vetture a grande capacità destinate a sostituire altrettante 95 motrici più anziane appartenenti alla serie 1500 (le ormai superate Ventotto).

I tram articolati a tre elementi milanesi adottarono subito questo originale soprannome derivato dall’entrata in servizio, nel medesimo periodo storico, dei primi Jumbo Jet, i famosi Boeing 747.

La prima unità delle 4900 consegnata alla cittadinanza fu la 4950 e non la 4900 come si potrebbe immaginare, seguendo una logica numerica coerente. La sua singolare presenza nel deposito ATM di Via Teodosio venne segnalata «in data 29 luglio 1976». La matricola 4900 fu presentata ai giornalisti il 7 ottobre 1976.

Le successive vetture furono consegnate al ritmo di circa quattro complessi al mese, dal gennaio 1977 al dicembre 1978 (due per serie), in seguito, esaurita la serie 4950÷4999, due al mese fino al giugno 1979. Seguirono prove di resistenza e solidità delle apparecchiature elettriche/meccaniche, consistenti in un adeguato periodo di rodaggio e una prova a pieno carico (con il peso massimo di occupanti a bordo trasportabile). I primi 5 esemplari entrarono in servizio per la precisione il 26 marzo 1977.

Una nuova concezione di tram

Lo styling era stato affidato ai noti designer industriali Giovanni Klaus Koenig e Roberto Segoni: il nuovo tram colpì per l’immagine moderna ed essenziale, per il comfort e per i sistemi di sicurezza di cui era dotato. Venne effettuato un vero e proprio lavoro di “pulitura” da tutti gli elementi che potevano rappresentare un costo o un’assenza di razionalità.

Bruno Munari, noto artista e designer, a riguardo si espresse:

L’intenzione del designer è dare qualità alla quantità. […] Come si vede, design è quando si semplifica e si facilita l’uso. Styling è quando si aggiungono valori di moda, colori, forme, materiali che hanno la durata di una stagione di moda, ma non migliorano le funzioni.

Caratteristiche e innovazioni

Le vetture sono state assemblate e suddivise in due lotti:

  • 4900÷4949: costruzione Fiat Ferroviaria Savigliano, equipaggiamento elettrico Ercole Marelli – ASGEN;
  • 4950÷4999: ostruzione Officine Meccaniche della Stanga di Padova, equipaggiamento elettrico AEG – Telefunken.

Le vetture serie 4900 non sono solamente dei complessi tranviari a grande capacità ma rappresentano un punto di svolta per quanto concerne la tecnica e l’innovazione nel settore ferrotranviario:

  • Per la prima volta in Italia l’ossatura delle vetture era interamente costituita da estrusi di lega di alluminio (come alcune automotrici elettriche leggere realizzate per le FS o convogli ad utilizzo metropolitano);
  • I carrelli OMS BE 4/8 costruiti su licenza Schlieren garantivano un nuovo sistema di sospensione estremamente flessibile;
  • Tutte le porte di salita e discesa erano allineate su un unico piano in in modo da favorire il movimento dei passeggeri in salita ed in discesa nonché il controllo delle porte da parte del conducente; le porte d’accesso furono cosi’ progettate in previsione della tranviarizzazione in sede propria della circolare 90/91, progetto succesivamente abortito;
  • I sedili erano fissati completamente a sbalzo sulle fiancate per facilitare la pulizia del pavimento;
  • La possibilità, grazie alle modularità del progetto, di variare la composizione del tram in diverse soluzioni;
  • Il radiotelefono consente al manovratore in ogni istante di ricevere o dare comunicazioni alla sala operativa preposta al coordinamento e controllo dell’esercizio;
  • L’apparato di diffusione sonora consente al manovratore di comunicare tempestivamente ai passeggeri notizie che possono agevolare la funzionalità del servizio;
  • L’impianto TV a circuito chiuso per il controllo delle porte è costituito da un monitor posto sul banco di manovra e da telecamere sistemate in corrispondenza delle porte da controllare;
  • Il sensibile aumento della velocità massima consentita (da 45 a 60 Km/h).

Modifiche e allestimenti sperimentali

Motrici articolate certamente di pregio, come illustrato fino ad ora, ebbero però alcuni problemi ad affrontare determinati percorsi della rete tranviaria meneghina. Le curve, infatti, furono il vero tallone d’Achille delle 4900: l’asimmetria permetteva di disporre tutte le porte sullo stesso piano ma la coda, nonostante le varie avvertenze riportate in vista sulla cassa circa il mantenersi a debita distanza di sicurezza, causa schiacciamento, rappresentava un pericolo concreto per pedoni e veicoli complice l’eccessivo ingombro della sagoma durante la fase di svolta. In seguito ad un grave incidente avvenuto nel settembre del 1980, tra il 1982 e il 1984 venne ricostruita la rastrematura di coda in modo da risultare simmetrica. Questa operazione di carpenteria venne svolta dalla Fiat Ferroviaria di Savigliano, per quanto riguarda alcune vetture, mentre le restanti dalle Officine Generali di Via Teodosio.

Nel corso degli anni le vetture 4900 sono state oggetto di alcuni allestimenti sperimentali:

  • 4916: allestimento sperimentale con equipaggiamento a chopper;
  • 4917: allestimento sperimentale con carrelli TIBB a boccole interne;
  • 4949: allestimento sperimentale con carrelli TIBB a boccole interne;
  • 4980: allestimento sperimentale con sospensioni pneumatiche, dal 1986 poi estese a tutta la serie.

Dalla seconda metà degli anni ’90 le vetture vennero progressivamente dotate di velette a matrice di punti.

Le 4900 negli anni duemila

Nel periodo a cavallo tra il 2000 ed il 2006, lo schema di coloritura subì qualche leggera variazione rendendole però meno dettagliate come in origine: scomparve la banda nera sotto il muso, il sotto cassa ricevette una tonalità di grigio più scura e la cornice del faro/matricola divenne arancione, uniformandosi al resto della cassa.

Le ultime vetture a mantenere la livrea d’origine furono le matricole 4930 e 4950. Altre hanno mantenuto nel tempo la cornice del fanale asimmetrico grigia mentre altre ancora hanno visto solo la rimozione della spessa linea nera.

Nel 2007 la vettura 4977, costruita da OMS nel 1977, è stata dotata di pantografo asimmetrico monobraccio tipo LEKOV, successivamente esteso a tutta la serie. Nel 2008 la serie 4951÷4999 e le vetture 4918, 4922, 4923 e 4947 sono state dotate di impianto A/C.

Il revamping

Il 6 ottobre 2011 viene presentata ai giornalisti la prima “quattromila novecento” ad essere sottoposta alle operazioni di revisione generale e revamping. Trattasi della vettura 4950 consegnata ad ATM Milano nel luglio 1976.

A partire dall’anno 2014 i complessi tranviari serie 4900÷4949 sono stati sottoposti a revisione generale e ad un importante intervento di revamping al fine di ripristinare l’integrità delle parti meccaniche, introdurre modifiche impiantistiche per apportare/migliorare decise funzionalità tra cui il comfort, la sicurezza ed il consumo energetico ai livelli comparabili a quelli di una vettura di nuova fabbricazione.

Con la consegna dell’ultima vettura – la 4946 – nel 2020 si sono conclusi gli interventi di revisione generale e revamping di 51 vetture serie 4900. 

Il rinnovamento degli interni e degli esterni è stato curato dallo studio Bruno & Partners. La nuova livrea, tigrata, e le nuove forme del muso e della coda, donano certamente alle 4900 un aspetto più dinamico e moderno, sottolineato da apparecchiature esterne decisamente di recente introduzione quali veletta luminosa a led più risaltante, gruppo ottico migliorato e maggiorato.

In seguito alle operazioni di riqualificazione ha avuto luogo un nuovo periodo di prova del veicolo al fine di testare l’efficienza dello stesso prima della messa in servizio, come avvenne proprio in origine con i primi esemplari consegnati.
Superata la fase di collaudo tecnico la vettura può essere immessa in servizio regolare di linea, pronta a sferragliare (meno rumorosamente) sulla rete tranviaria della città lombarda.

Questi interventi hanno permesso a tale serie di motrici tranviarie una seconda vita operativa, regalando al pubblico attenzione alla mobilità ed ai sistemi attraverso i quali viene attuata, soddisfacendo milioni di passeggeri che ogni anno usufruiscono del suddetto sistema di trasporto urbano a Milano.

Oggi è tempo di debite celebrazioni, festeggiando e ricordando con parole, immagini e fantasia un viaggio lungo 45 anni: tanti auguri Jumbotram, ad maiora semper.

Collegamenti utili

Sedriano: tra immagine e realtà

Il mitico “gamba de’ legn” della tranvia interurbana Milano – Magenta/Castano Primo, con il suo lento sbuffare ritmico, è ormai solo un lontano ricordo, nella memoria di chi l’ha vissuto ma non di chi ne ha solamente sentito raccontare dai presenti di un’epoca in cui il vapore era il deus ex machina, l’unica forza conosciuta per muovere macchine ed idee. Ecco perché nell’hinterland milanese, più precisamente a Sedriano, rimane ancora traccia di quegli antichi fasti. In questa località la linea si divideva in due diramazioni: quella per Castano primo, chiusa nel 1952, e quella per Magenta, soppressa con la chiusura completa della direttrice avvenuta il 30 agosto 1957.

In Via San Massimo sembra prendere vita il murales che ritrae la MMC 108, una locomotiva tranviaria costruita nel 1908 da St. Leonard, ritratta in una scena quotidiana: il tram sgomita tra la condensa, le case ed i passanti con la sua andatura oscillante, quasi zoppicante da cui verosimilmente parrebbe aver preso il nome secondo alcune dicerie locali.

Dalla soppressione della linea tranviaria il servizio tra Milano e Magenta è stato esercitato, sino ad oggi, sempre con autobus. Nello scorcio sottostante un’immagine dei tempi che cambiano, il “gamba de’ legn” pare quasi cedere il passo, o meglio la ruota, ad una moderna vettura gommata dell’azienda Movibus.

Oltre a questo piccolo scorcio, sono molte le iniziative ed i luoghi legati a tali leggendari tram semoventi grazie al fuoco di una caldaia ed al classico sistema biella-manovella per il moto. Nella mappa sottostante sono stati riportati alcuni angoli della Lombardia che meritano almeno una volta, una visita per scoprire quanta strada il trasporto pubblico abbia percorso sino ad affermarsi, in modo così rivoluzionario, al giorno d’oggi grazie anche ad innovativi sistemi di propulsione di recente applicazione.

Il rilancio di Milano viaggia… in tram

È opera di queste ore, sul sito ufficiale del Comune di Milano, la pubblicazione di un importante documento elaborato il 13 luglio scorso e frutto di dibattito della seduta telematica avvenuta tra i membri del consiglio di Municipio 1 del capoluogo lombardo. Come ordine del giorno, approvato all’unanimità, la valorizzazione delle vetture tranviarie storiche ATM a scopo turistico e culturale, ovvero, una presa di posizione importante su una questione da tempo rimandata o taciuta tanto da decretare il destino di numerosi veicoli di grande interesse storico in maniera definitiva ed irrecuperabile. Una strada lunga da percorrere, anche per sensibilizzare la coscienza dell’azienda municipalizzata che al momento non prospetta uno scenario adeguato a quest’originale attrattiva, la quale, in luoghi come Torino è, ad esempio, molto più sentita e rilanciata, con uno scontato ritorno di pubblico interessato veramente numeroso.


Nel testo, sono moltissimi i passaggi che vengono affrontati e le novità da introdurre proposte come carne sul fuoco, per sfruttare al massimo il “tesoro” celato da troppo tempo tra le mura dei depositi di mamma ATM. Importanti sono le condizioni emerse del materiale rotabile e delle strutture del deposito dismesso di Desio (MB) così come la collezione Ogliari del museo Volandia di Somma Lombardo (VA). Vetture e motrici che reclamano certamente giustizia, dopo l’onorato servizio prestato durante un secolo che, nonostante l’avvento della tecnologia, non le ha mai condannate in fretta e furia alla fiamma ossidrica grazie alla loro semplicità e robustezza in esercizio. L’istituzione di un museo, infatti, potrebbe racchiudere almeno in forma statica tanti pezzi di non quantificabile interesse mentre quelli ancora atti, potrebbero ogni giorno percorrere la città lungo un percorso realizzato su misura per toccare i luoghi più prestigiosi della città, un’ipotizzata linea 20, con un massimo di 4 o 5 tabelle, sia per giorni festivi che lavorativi. Da citare la figura chiave di Mattia Abdu, appassionato ma anche assessore di zona nell’ambito Urbanistica e Mobilità, il quale, da conoscitore, riporta differenti e precise matricole di vetture le quali potrebbero rivivere una seconda giovinezza proprio sui binari o, per lo meno, non nelle file degli accantonati nella cosiddetta Area 51 di ATM o meglio conosciuta come deposito Precotto.

Ecco quindi il desiderio di riabilitare, oltre alle classiche tipo 1928, le care serie 700, con allestimento per passeggeri, l’unità 609 di grandissimo valore per l’epopea tranviaria milanese, l’unità 5137 già protagonista nei mesi trascorsi di un glorioso ritorno nel deposito Baggio, l’unità 4825 da ripristinare funzionalmente e l’effimera nonché sperimentale vettura 4500 “tram innovativo a pavimento ribassato”, frutto nel 1984 di un Frankenstein by OMS ottenuto da due Ventotto incidentate. Il documento si conclude con paragrafi immancabili riguardanti lo stato di conservazione e manutenzione di quanto precedentemente citato intraprendendo azioni di tutela e di censimento al fine di scongiurare abomini quali demolizioni, cannibalizzazioni o cessioni a terzi/privati.


Grazie all’audace azione dall’assessore Abdu, rincarata e supportata da chi ha a cuore questo patrimonio pubblico, è auspicabile il poter iniziare ad ammirare i primi segnali di cielo sereno ed azzurro, oltre la coltre di nubi che imperversavano da decenni sui destini di agglomerati semoventi ferrosi e lignei, plasmati da antichi operai-artigiani per poi consacrarli al mito della storia attraverso il silenzioso lavoro quotidiano che dalla notte dei tempi contraddistingue il rapporto, dapprima tra uomo ed animale, in seguito tra uomo e macchina.


La documentazione inerente la seduta del 13/07 è riportata di seguito nella sua interezza, fruibile dal lettore.

Due Ventotto storiche per il “Servizio Celere”

Importanti novità in vista per le due “biverdi” del parco storico tranviario operativo di ATM. Le Ventotto 1723 (e molto probabilmente) 1847, da anni facenti parte dell’asset di vetture preservate e riportate già in condizioni d’origine circa le varie epoche attraversate dall’azienda municipale, hanno visto collocarsi sul frontale squadrato, vanto del design razionalista, l’alloggio con la relativa cassetta dedicata al Servizio Celere postale. Dotazione urbana riservata alle motrici di alcuni depositi percorrenti determinate linee (1, 2, 25, 29 e 30) le quali transitavano da luoghi di interscambio commerciale quali le stazioni ferroviarie. Una su tutte, la “cattedrale del movimento” (secondo Ulisse Stacchini, architetto) alias Milano Centrale la quale vantava anche un servizio avanzatissimo di posta pneumatica. Un addetto durante la sosta alla fermata tranviaria, provvedeva allo svuotamento della cassettina metallica trasferendone il contenuto in appositi sacchi. Una curiosità, capitava non di rado che i contenitori fossero chiusi o non svuotati, generando malcontento e lamentele da parte dell’utenza.

Inizialmente sprovviste, le unità 1723 e 1847 durante la revisione generale (operata e conclusa per la prima, ancora in atto durante la stesura dell’articolo per la seconda vettura citata) verranno abbellite con tale dispositivo, dal chiaro fascino retrò, grazie alle maestranze dell’Officina Generale di ATM sita in Via Teodosio, salvo variazioni in corso d’opera. Un manufatto ancora originale facente parte della collezione di memorabilia appartenente ad Ambrogio Mortarino, presidente della locale Associazione Rotabili Storici Milano Smistamento, ha permesso, previo prestito ad ATM, la riproduzione in più copie dello stesso con un sorprendente risultato verosimile, anche attraverso le sapienti mani degli operatori della manutenzione e del restauro.

È stato quindi possibile quindi ammirare già la sferragliante 1723, lucente, con il nuovo dettaglio alloggiato tra il faro centrale e la porta di salita anteriore, dove anticamente era previsto. Le motrici serie 1500 nei due toni verdi, così anacronistici oggigiorno, avranno occasione di mostrarsi.

Nella sequenza di immagini a corredo, la 1723 movimentata tra i depositi Baggio e Teodosio avente già ricevuto la nuova cassettina postale.

Eurotram: altri indizi del revamping?

In servizio da oltre vent’anni, iniziando una discussa carriera sulla rete ATM sin dal 1999, giungono ora a ricevere quello che, secondo discrezioni pubbliche risalenti al 2019, sembrerebbe il programma definito di revamping a loro dedicato, per svecchiarne e correggere problemi o errori di gioventù mai del tutto estinti e che hanno a lungo costretto tali prodotti ABB Tecnomasio/Adtranz a soste per manutenzione molto frequenti oppure all’utilizzo dedicato ad una sola linea, ad oggi il 15.
Sono questi gli Eurotram o tram serie 7000 per la municipalizzata di Milano, vetture snodate a più elementi (7, identificati con lettere: A, C, E, G elementi dispari intercalati ai moduli con comparto viaggiatori, corti e sostenuti da carrelli, B, D F gli elementi pari con le aree per il pubblico), che hanno visto assegnata il 12 gennaio del 2021 la gara di tale operazione tecnica all’azienda Bombardier Transportation Italy di Vado Ligure (da poco acquistata dal gruppo Alstom). Il design di Zagato, che nel 2001 valse l’ambito premio “Compasso D’Oro”, verrà salvaguardato da interventi sia dedicati alla sostituzione delle apparecchiature elettriche di trazione e sia alla stessa linea estetica con l’adesione alla livrea gialla standardizzata, attualmente in corso di estensione anche sui tram Sirio (vedi news PT del 23/03/2021) divenendo molto più simile al medesimo modello in forza alla tranvia di Porto, in Portogallo.
Già da alcuni anni, infatti, è presente su diversi forum e circolante on-line, una serie di immagini ritraenti un semi-Eurotram presso l’officina ATM di Via Teodosio che parrebbe lasciare intendere il risultato finale di quello che potranno osservare gli utenti quando i primi di tali veicoli tranviari a pianale ribassato torneranno “in pista” dopo il revamping: è la vettura 7022, coinvolta in un tamponamento contro un altro Eurotram nel 2015 a Rozzano (in Via Grandi) per distrazione del tranviere, su sua medesima ammissione (clicca su questo link per visionare una serie di immagini sulla vicenda).
Trattasi, se pur con alcuni dubbi, di un prototipo il quale però non verrà riabilitato al servizio, utile per sperimentare le soluzioni di allestimento (ad esempio le sedute a muro gialle tipo Leonardo AnsaldoBreda/Hitachi Rail) e probabilmente di altri dettagli più legati all’affidabilità. Infatti, i restanti veicoli del complesso risiedono accantonati presso il deposito Precotto in attesa di miglior destino.

Il complesso 7008 lascia quindi intendere alcune variazioni estetiche ricavate grazie ai dettagli fotografici quali alcuni sostegni per i viaggiatori, delle fasce nere ad oscurare la parte bassa dei finestrini ed una colorazione di una parte del frontale con la cromia giallo Milano. Tutto ciò alimenta l’idea di continue prove e modifiche atte a definire l’aspetto definitivo che contraddistinguerà gli Eurotram nei prossimi anni.

Altra serie di particolari utili a capire quanto stia avvenendo dietro i portoni della stanza dei bottoni di ATM è stata proposta indirettamente venerdì 18 giugno 2021 con il trasferimento trainato dell’Eurotram 7008 tramite l’ausilio della vettura 1771 in arancio ministeriale del deposito Ticinese. Movimentazione avvenuta tra le officine di Via Teodosio sino il deposito Baggio attraverso il percorso Lambrate – Adelaide Di Savoia – Bixio – Porta Venezia – Repubblica – Garibaldi – Monumentale – Procaccini – Sempione – Arco Della Pace – Quinto Alpini – Ariosto – Baracca – Piemonte – De Angeli.

A conclusione, una dettagliata sequenza di immagini ad immortalare l’insolito trasferimento lungo i differenti scorci cittadini come contesto fotografico dell’inusuale accoppiata.

Quando un tram tira l’altro… letteralmente!

La storia della vettura 1949 risale, come tutte le Ventotto, alla fine degli anni ’20. Venne infatti consegnata il 25 novembre 1929 dalle Officine Elettro-Ferroviarie Tallero (OEFT) in livrea, allora in uso, a due toni di verde. Nel 1935 venne aggiunta la mezza porta posteriore che venne poi raddoppiata al pari delle porte anteriore e centrale nel 1939.

Nel luglio 1971 la vettura ha ricevuto, con la sua prima revisione generale, la cromia arancio ministeriale ed ha regolarmente svolto servizio passeggeri sino al dicembre del 2000. Venne poi selezionata, nel gennaio 2001, per essere utilizzata come vettura adibita alla verifica dell’ingombro esercitato dai neonati Sirio mediante l’applicazione di alcuni spessori esterni simulanti la sagoma dei nuovi tram, collegati a sensori controllati da una postazione appositamente collocata a bordo della vettura stessa, nel comparto passeggeri.

Per diverso tempo, ha svolto il compito di traino per le vetture articolate delle serie 7100, 7500 e 7600 che venivano scaricate dai relativi trasporti eccezionali gommati, provenienti dalle linee di produzione, in Piazza Axum e condurle ai rispettivi depositi tranviari destinati ad accoglierle.

Dopo oltre 27 anni dall’ultimo ingresso in officina per revisione, la 1949 è stata sottoposta a nuovi interventi di restyling tra il 2019 e il 2020 presso le Officine Generali ATM di Teodosio riacquistando un vivido color arancione come ne testimoniano le immagini a corredo del testo.

Il 17 giugno 2021, è quindi stata trainata dalla gemella ma ancora in servizio ordinario 1747, dal deposito Precotto effettuando l’itinerario dep. Precotto – P.le Egeo – V.le Fulvio Testi – V.le Marche – V.le Lunigiana – Stazione Centrale – Via Vitruvio – P.le Bacone – V.le Abruzzi – P.za Aspromonte – Via Antonio Porpora diretta verso le Officine Generali di via Teodosio al fine di apportare alcune modifiche post-revisione che probabilmente le permetteranno di viaggiare autonomamente una volta concluse le lavorazioni.

→ per altre foto della vettura 1949 clicca qui

Un tram per una stella

Il 27 maggio 2021 è venuta a mancare l’étoile Carla Fracci, divenuta icona nazionale nonché mondiale per essere stata una delle più eccelse ballerine del ventesimo secolo. Il comune di Milano ha deciso di ricordarla e celebrarla rivestendo una vettura tranviaria di un bianco candido, con la modesta ma ben composta dicitura in rosso “Milano per Carla Fracci”.

L’iniziativa è stata subito avanzata dal sindaco Giuseppe Sala, in seguito ai funerali (celebrati il 29 maggio) della quasi ottantacinquenne artista prima danzatrice della Scala di Milano, ed è stata ben accolta da ATM che ha realizzato per l’occasione, giusto il tempo tecnico di ideare, trasporre ed applicare la singolare dedica, una veste adatta alla selezionata vettura 1880, l’ultima delle 125 unità della serie “Carrello” 1500 per il servizio di linea ad essere sottoposta alla Revisione Generale.

Dal 7 giugno la vettura circola ufficialmente sulla linea 1 transitando proprio davanti il Teatro alla Scala, omaggiando anche sonoramente, con la squillante campanella di cui ogni tram è dotato, la memoria della Fracci e del padre tranviere.

Da menzionare anche una splendida iniziativa tenutasi proprio il giorno delle esequie, voluta e sentita dai tranvieri di Milano, con i tram della linea 1 in servizio deputati a “scampanellare” simbolicamente, dalle ore 12:00 alle ore 18:00, ad ogni passaggio dinanzi lo splendido teatro sito in Via Filodrammatici, a pochi passi dal Duomo. In particolare ed accolta da un grande applauso della folla, la vettura 1785, in direzione Greco, è apparsa vestita a lutto durante la cerimonia funebre con una rappresentanza dell’Azienda Trasporti Milanesi: a corredo le bandierine delle grandi ricorrenze svolazzanti sopra la cabina del manovratore e la veletta rigida, normalmente utilizzata come supporto pubblicitario, divenuta una grande fascia nera da requiem.