Milano-Limbiate: signori si scende, capolinea!

Una notizia ormai ufficiale, secondo le ultime dichiarazioni di ATM, è quella che nessuna testata la quale si occupi quotidianamente di trasporti e mobilità, incentivandole, vorrebbe mai battere: l’ultima tranvia interurbana che collega Milano alla Brianza, conosciuta più freddamente sui quadri orario come linea 179, è giunta letteralmente al capolinea. Dal 1° di ottobre la centenaria direttrice sarà sostituita, con buona pace dei pendolari e dei tanti affezionati al simpatico “Frecciarancio”, da un collegamento svolto da autocorse il quale, parallelamente, seguirà la tranvia sulla trafficatissima SP 44 in entrambi i sensi.

La motrice storica 92 tipo “Reggio Emilia”, appena riverniciata, è stata esposta nel 2017 a Gorgonzola a ricordo della tranvia (anch’essa soppressa ma sostituita con la linea M2)
Prove di ingombro per stabilire le caratteristiche di acquisto dei nuovi tram e valutarne la compatibilità con l’esercizio della Milano-Limbiate. Era il 12 giugno 2017.
La vettura 92 in deposito a Varedo nel 2021, anno in cui la linea ha celebrato un secolo di esercizio con una madrina su rotaia di tutto rispetto ad aprire i festeggiamenti

Stando al verdetto ormai decretato dall’azienda esercente, il termine ultimo per salutare e mirare ancora in servizio questo particolare quanto unico collegamento tranviario, è sicuramente venerdì 30, corrente mese ed anno. In seguito al rientro dell’ultimo complesso di motrici nella serata di tale data, salvo imprevisti o cambi di politiche interne nonché miracoli mantenendo antiche promesse elettorali, alcun tram solcherà e fischierà più con il suo riconoscibile richiamo acustico, gli antichi binari posati tra Milano e la Briansa.

Un doveroso commiato attanaglia il cuore di chi lotta sempre per il diritto e la facilitazione d’accesso ad una mobilità sempre più “smart”, più “green” ed altre importanti parole di stampo internazionale, purtroppo ancora lontana dalle vere necessità di chi più ne ha bisogno per essere libero di vivere senza barriere nel mondo moderno. Un addio che vuole dimostrarsi più un “arrivederci” per la secolare ed umile istituzione semovente ferrata, linea tranviaria fautrice della “carrozza di tutti”, massima istituzione democratica ed educativa, scuola ambulante di cortesia e di relazioni civiche ma anche testimone dell’evoluzione storica e sociale della provincia milanese, brianzola e delle generazioni di uomini che hanno creduto nell’idea di un futuro migliore per tutti.

Dalla Milano da bere alla Milano da viaggiare

Milano è una metropoli che si rinnova e promuove il necessario cambiamento per sopperire alle richieste di chi la abita e la vive (Credit: ATM Milano)

Non saranno certo pandemie, crisi di Governo o guerre a piegare la riscossa sociale del capoluogo di una Lombardia che, nonostante anche gli acciacchi frutto di politiche nazionali sempre distratte e lontane dal cittadino, investe nel futuro di chi la abita. Prosegue infatti a ritmi serrati il rinnovo dei mezzi e delle relative infrastrutture facenti capo alla municipalizzata ATM Milano. Sempre in ottica della tanto decantata mobilità migliore, sostenibile ed al passo coi tempi sono molteplici gli interventi a breve e lungo termine che la giunta comunale ha varato per la cittadinanza e soprattutto in ottica dei Giochi Olimpici Invernali del 2026 i quali, nel febbraio di tale anno, vedranno la città della Madonnina al centro delle attenzioni di tutto il mondo sportivo e non. Proprio per non sfigurare e sostenere i visitatori durante le competizioni di Milano-Cortina 2026, si assisterà ad un importante rimpiazzamento delle unità più datate circa il parco delle vetture di superficie e dei treni metropolitani ancora in servizio ordinario.

Il cambio di rotta è ormai segnato sia dai precedentemente citati giochi olimpionici, che dall’ormai nota disponibilità economica riassumibile nei fondi europei del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e dai molteplici progetti avviati dal comune di Milano negli ultimi anni, atti a ridurre i consumi e le emissioni localizzate di CO2. Sono diversi infatti i piani di riorganizzazione che vedranno concretezza nei prossimi mesi, stravolgendo così la mobilità della metropoli lombarda. Di seguito è stata redatta un’analisi più specifica di quanto introdotto, partendo dai primi concetti che saranno trampolino di lancio per progetti studiati per un piano attuativo più lungimirante.

Per quanto concerne le attività a breve termine, entro la fine dell’anno corrente il sistema dei trasporti pubblici meneghino, soprattutto sul fronte automobilistico, sarà materia ricca di grandi novità. Autentica colonna portante della flotta gommata, sono giunti agli sgoccioli della loro carriera gli Irisbus CityClass dal vivido arancione ministeriale i quali, percorsi milioni di chilometri da protagonisti assoluti nel TPL del bacino milanese, stanno man mano cedendo il passo a vetture di ultima generazione, meno impattanti e più prestanti anche dal punto di vista di un comfort che strizza l’occhio al cliente più esigente.
L’ultimo quadrimestre del 2022 vedrà infatti sbarcare nel capoluogo lombardo 75 Solaris Urbino OC 12 metri serie 31xx, analoghi alla precedente serie 30xx ma dotati di batterie maggiorate da 400 kWh con oltre 325 km di autonomia (contro i 316 kWh per 275 km degli attuali). Queste nuove unità fanno parte dell’accordo quadro da 250 vetture siglato da ATM e Solaris Bus & Coach sp. z o.o. nel 2019 e saranno assegnate per la maggiore al deposito Giambellino, dove i lavori propedeutici ad ospitare le vetture elettriche sono quasi giunti al termine ed è già a pieno regime il servizio sperimentale sulla direttrice 50 (Cairoli M1-Lorenteggio) con 25 vetture a disposizione. Nel 2023, ultimate le consegne dei citati Solaris Urbino previsti, ATM potrà inoltre opzionare ulteriori 35 vetture e concludere senza dubbio uno dei più grandi bandi di acquisto di veicoli elettriche che abbia visto protagonista l’azienda polacca.

Matricole & VIN dei primi 12 nuovi Citaro Hybrid di ATM

Entro i trecentosessantacinque giorni ancora valevoli per il 2022, salvo ritardi nelle consegne e negli allestimenti dovuti a cause non dipendenti dall’azienda meneghina, le sorprese potrebbero non finire. Nell’ambito dell’iniziativa PON Metro REACT-EU (Programma Operativo Nazionale delle città metropolitane), sovvenzionato dalla Comunità Europea, a Milano giungeranno a partire dal mese di ottobre, 117 bus urbani 12 metri Mild-Hybrid “Citaro HYB” di Mercedes-Benz EvoBus, a cui si aggiungeranno 12 esemplari acquistati direttamente da ATM in cofinanziamento con Regione Lombardia e previsti nel piano del DGR XI/3853 del 2020. A conclusione delle forniture, le vetture in gioco saranno 129 quasi del tutto analoghe al piccolo lotto delle stesse consegnato ad AGI per espletare i servizi in subappalto ma dotati di allestimento urbano e 3 porte. Questo bando dal valore di oltre 32 milioni di euro, incrementato di altrettanti 2,5 milioni di euro da ATM e Regione, andrà ad impattare con gran probabilità sulla dismissione della maggior parte degli Irisbus CityClass ancora presenti e circolanti. Secondo le prime informazioni ed indiscrezioni un gran numero imprecisato di questi autobus, i quali andranno a formare la serie 6800-6928, saranno assegnati al deposito di Via Novara ove è in corso l’allestimento un piccolo spazio d’officina EvoBus specifico atto alla loro manutenzione. Tale locazione di rimessaggio, a causa della propria conformazione strutturale e per la particolarità di essere interamente coperta, sarà infatti l’unica a non essere soggetta ad “elettrificazione” ed attualmente risulta essere la maggiore assegnataria delle ormai superate, secondo i canoni contemporanei, vetture “arancioni”. La consegna dei nuovi esemplari prodotti è praticamente imminente (l’intera serie ha ricevuto l’autorizzazione all’immissione in servizio in tempi recentissimi, n.d.r.) e si attende appunto la prima occasione di poter apprezzare le prime vetture nella loro concretezza entro la fine del mese di dicembre.

I Mercedes-Benz Citaro consegnati nei mesi scorsi ad AGI per i subappalti ATM

Una piccola escursione non di minore importanza è rivolta alla flotta operativa di NET (Nord Est Trasporti), azienda controllata ATM con sede a Monza in Via Aspromonte. Anche per essa è stata bandita con massima urgenza una gara per la fornitura di 7 autobus a 12 metri Low Entry adibiti al collegamento autostradale. Queste sette unità, le quali verranno impiegate praticamente esclusivamente sulla linea z301, permetteranno l’accantonamento degli sfruttatissimi Mercedes Integro i quali molto spesso pagano problemi legati ai chilometraggi troppo alti dovuti alle lunghe percorrenze autostradali quotidiane.

Il Solaris Trollino “829” analogo alle vetture in consegna

Non poteva certo mancare anche uno sguardo all’ambito filoviario, come già precedentemente trattato, è stato confermato il volere di ATM nel proseguire con la fornitura di 50 filobus tipo Solaris Trollino da 18 metri, facenti parte di un accordo quadro da 80 vetture firmato nel 2019 e da oltre 40 milioni di euro di budget. L’arrivo di questi filosnodati andrà a ridurre sensibilmente l’età del parco mezzi sotto filo e permetterà l’accantonamento dei più vetusti, robuste macchine risalenti agli anni ’80 e ’90 del secolo scorso ma concepite senza troppe pretese legate agli attuali standard di accessibilità, un tema oggigiorno sempre più sensibilizzato e prioritario nella progettazione di un veicolo moderno. Secondo i dati rilasciati da Solaris, le consegne inizieranno entro il primo quadrimestre del 2023 per poi concludersi durante l’anno stesso. Con l’arrivo di tutte le 50 nuove vetture dal 2023 sarà previsto un servizio filoviario esercitato unitamente da soli filosnodati “Environmentally Friendly” quali VanHool serie 700 e i nuovi Solaris Trollino serie 800. I gommati saranno analoghi agli altri 30 già in servizio ma dotati di nuovi display TouchDash atti al controllo integrale del veicolo posizionati nell’abitacolo e di un moderno ed evoluto sistema conta passeggeri.

Stabilimento di produzione Stadler presso Valencia

L’ultima notizia d’attualità, forse la tematica più attesa, è legata alla fornitura delle nuove motrici tranviarie. Nonostante le presentazioni in pompa magna dei nuovi Stadler Tramlink Leo presso Expo Ferroviaria 2021, attualmente l’unità prototipo prevista ed attesa per metà 2022 sembra essere decisamente in ritardo. Non c’è dubbio ma solo comprensione del fatto che in tale settore, queste dilazioni di tempo sono ormai all’ordine del giorno, spesso e volentieri provocate della richiesta crescente da parte delle case del settore automotive di materie prime utili all’ambito tecnologico e costruttivo (materiali specifici, terre rare, ecc…), non soddisfabile tenendo il passo dei ritmi delle produzioni.

Nonostante ciò, i primi veicoli Stadler andranno a comporre, una volta a regime, la serie 7200, per quanto concerne le vetture strutturalmente più lunghe e 7700 per le più corte. Il complesso multiarticolato, a pianale ribassato, parla spagnolo: arriveranno dalla penisola iberica infatti le prime 30 vetture a cassa snodabile facenti parte di una fornitura di 80 unità complessive, prodotte dall’azienda oramai definibile leader, Stadler Rail di Valencia. Appresi quindi i citati ritardi accumulati durante il corso dell’anno, rimane difficile pensare ad un arrivo entro il termine del 2022 lasciando quindi facile immaginare che il successivo sarà con molta probabilità l’anno del debutto dei moderni Tramlink Leo a Milano, con una prima possibile assegnazione delle vetture consegnate al deposito Ticinese di Via P. Custodi.

Il mock-up dei nuovi Tramlink Leo presentato presso Expo Ferroviaria 2021

Attività di lungimiranza tecnologica per il miglioramento sensibile del collegamento sotterraneo metropolitano è previsto grazie sia a risorse comunali ma anche ai preziosi fondi del PNRR. E’ osservabile nonché tangibile, infatti, un importante e grande rinnovo della flotta “underground” il quale porterà ad un rilevante abbassamento dell’età media dei rotabili circolanti. 

Negli scorsi mesi è stata difatti aggiudicata ad Hitachi Rail Italy STS SRL la gara per la progettazione, produzione, consegna e messa in servizio di altrettanti treni metropolitani comprensivi di garanzia estesa quinquennale. Saranno 46 in totale i treni interoperabili sulle tre principali linee “pesanti”; questi verranno impiegati per le direttrici che ne necessitano, a discrezione dell’azienda ATM. Il primo contratto applicativo prevede la consegna di 21 treni destinati alla linea rossa M1, il quale permetterà così il completo accantonamento delle vetture tradizionali risalenti agli anni ‘70 e ‘80 del secolo scorso. Le restanti 25 vetture saranno invece, con tutta probabilità, destinate alla linea gialla M3. L’investimento sarà di 9 milioni di euro + iva per unità opzionata. ATM è attualmente in attesa di fondi pubblici, quindi, una volta avviato il contratto, il primo treno dovrà essere consegnato entro 18 mesi da tale stipula.

I “Leonardo”, gli ultimi elettrotreni consegnati ad ATM sempre da parte del costruttore Hitachi Rail STS

I 2 nuovi treni per M5 saranno dello stesso tipo già in circolazione ma verranno prodotti da Hitachi Rail STS (Credit: ATM Milano)

Per quanto concerne il medesimo ambito è stato approvato lo scorso anno, lo stanziamento di fondi per l’acquisto di altrettante 2 vetture driverless Hitachi Rail Italy destinate ad un aumento della regolarità della linea M5 e un incremento delle frequenze durante gli eventi previsti presso lo stadio Meazza.

Un’informativa resa pubblica nelle ultime settimane pone inoltre nuovamente un doveroso riguardo alla citata flotta tranviaria, con un nuovo investimento stimato di 170 milioni di euro di cui 52 milioni già stanziati dal PNRR. ATM Milano ha intrapreso una gara per un Accordo Quadro che potrebbe vedere l’arrivo di 50 nuove vetture articolate bidirezionali a pianale ribassato. Di queste, metà sarà concepita con soluzioni ad alta capacità e lunghezza di 35 metri mentre la restante metà a media capacità per un totale di 26 metri effettivi di lunghezza. Gli iniziali 14 tram del primario contratto applicativo, finanziati totalmente da fondi europei, arriveranno in Lombardia entro il giugno 2026, pena la revoca dei fondi. Il primo lotto sarà formato unicamente da motrici bidirezionali ad alta capacità. Ancora incognite le caratteristiche tecniche che verranno comunicate dall’azienda appaltatrice entro il termine delle offerte e la conseguente apertura delle buste, prevista per il mese di novembre del corrente anno.

ATM nelle righe e nei concetti sopra riportati nonché descritti, ha probabilmente saputo dimostrare di non aver lasciato nulla al caso, rendendosi protagonista anche per quanto concerne la ristretta sezione operativa aziendale relativa ai mezzi d’opera e di servizio. Con grande probabilità durante la stagione più umida e fredda, sfociante quindi nell’inverno ormai imminente, saranno in esercizio i 3 nuovi veicoli multifunzione Mitsubishi Canter bimodali ferro-gomma, adibiti all’importante servizio di spargimento sabbia sulle rotaie nei punti più difficoltosi (meccanicamente parlando) del tracciato tranviario. Furgoni a classica trazione termica, di recentissima produzione con allestimento personalizzato per gli scopi della municipalizzata, i quali affiancheranno le storiche motrici “due assi” serie 700, le famose “sabbiere” ed i Mercedes-Benz Unimog in precedenza acquisiti e già consolidati come parte del parco mezzi operativo. Nell’ultima settimana sono state ben due le apparizioni (collaudi, test su particolari tratti o forse formazione per i conducenti) che lasciano presagire questa ventata di novità anche nel campo tecnico e specifico della manutenzione e mantenimento dei percorsi ferrati cittadini di superficie. L’unità 9345 è stata avvistata nei pressi dello stadio di San Siro durante una corsa prova mentre pochi giorni dopo, per il medesimo scopo, la gemella 9344 ha corso lungo i binari che lambiscono la città di Cinisello Balsamo.

Un nuovo futuro per i tram storici di Desio?

Un’inaspettata ed inattesa decisione quella attuata dall’azienda di trasporto municipalizzata di Milano negli scorsi giorni quando, sotto il solleone di un’estate ormai rovente nonché asfissiante, il discusso ex (dal 2011) deposito tranviario di Desio (MB) è stato oggetto della ricollocazione dei tram storici in esso ancora contenuti. Una manovra atta a trasferirli, come si evince da testimonianze ufficiali dei presenti, tramite appalto all’azienda specializzata Travel S.r.l., in un luogo più sicuro ed inaccessibile da parte del pubblico di vandali ed esploratori quale il deposito ATM di Precotto ove è stato riservato un binario interno per questi manufatti dalla storia antica e sempre in bilico dalla loro dismissione.

L’attenzionata movimentazione di vetture (motrici e rimorchi) è stata eseguita tra il 25 ed il 26 luglio 2022, con una pausa estiva prima di riprendere l’operazione nei prossimi mesi. Un prezioso risultato ottenuto dopo anni di campagne popolari e richieste da parte di un pubblico sempre più numeroso atte ad interessarsi al patrimonio locale, sfociato nella petizione realizzata e ancora aperta alla raccolta firme, nel settembre 2018 da Stefano Paolini (autore del noto sito tematico Photorail – Italian Railway Photos Online e collaboratore di numerose iniziative atte alla salvaguardia di manufatti ed opere su rotaia) quando la stessa ATM decise di emettere, qualche giorno prima, il 13 settembre 2018 per la precisione, un bando di demolizione circa i 42 veicoli superstiti, da aggiudicarsi entro il 18 ottobre del medesimo anno. Una serie di “monumenti” su rotaia costruiti e rimaneggiati tra gli anni ’20 e gli anni ’60 del secolo scorso, simbolo di un’Italia amava primeggiare con il resto del mondo nello stile e nella tecnica, aveva voglia di crescere e di unire paesi, città, località isolate dalle guerre e dallo scarso sviluppo territoriale. Forti baluardi di un’equità sociale trasportata quotidianamente da capo a capo delle linee urbane ed interurbane, sulle cui panche lignee non esisteva distinzione di classe o ceto.

La petizione sulla piattaforma Change.org ottenne a suo tempo diversi importantissimi risultati (e circa cinquantamila firmatari) i quali hanno inevitabilmente condotto ATM a ritornare sui suoi passi e compiere il gesto di pietas a cui si è assistito proprio questa settimana. Inizialmente, proprio grazie all’insurrezione democratica digitale, venne modificata la scadenza del bando di demolizione entro il 18 novembre 2018.

Successivamente, la stessa ATM tramite i suoi canali relazionali aveva inviato a diverse istituzioni pubbliche e private informative per chiedere se fossero disposti ad assumersi l’assegnazione di una o più vetture per preservarne l’integrità ed iniziare un discorso di restauro, pur perseverando sulla linea dei “gusci vuoti senza alcuna importanza” riferita al contenuto del deposito, negando quindi la futura esistenza di un museo dei trasporti cittadino, tanto richiesto e proposto dai milanesi tra cui esponenti del partito di maggioranza lombardo come Alessandro Corbetta o Curzio Trezzani, di Commissione Cultura. Da questi ultimi sorse addirittura un’interrogazione regionale presentata nella giornata di giovedì 11 ottobre 2018 indirizzata alla giunta Fontana unendosi al coro dell’Ordine degli Ingegneri di Monza e Brianza atta a valorizzare e sottrarre i tram da una demolizione certa e scellerata.

Il tam-tam mediatico conseguente non si fece attendere da parte delle più importanti testate giornalistiche di settore nonché locali. Si arriva così al giugno 2019 con un giro di boa importantissimo per la vicenda: la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano è riuscita nell’intento di vincolare vetture ed edifici aventi oltre 70 anni di esistenza quindi rientranti di diritto in quanto affermato dall’articolo 10 del DL 22 gennaio 2004, dall’articolo 42 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, con successive modifiche ed integrazioni in cui si menziona l’obbligo dell’ente proprietario (ATM in questo caso) di verifica dell’interesse storico e culturale dei beni in questione, ai sensi del combinato disposto dall’articolo 12 degli articoli da 55 a 57 bis del suddetto Codice. Questo quanto inviato ad ATM per rendere nota della decisione istituzionale sui propri possedimenti.

Infine, per proseguire l’iter e non abbassare mai l’attenzione su Desio e le rimanenze ATM, dal 2020 ad oggi, attraverso il F.A.I. – Fondo Ambiente Italiano, il deposito desiano è divento oggetto della campagna nazionale “I Luoghi Del Cuore” nata per la difesa e la preservazione dei luoghi italiani da non dimenticare cercando di classificarsi, con l’appoggio dei votanti, nei primi posti per ottenere la precedenza nelle priorità che attendono una lieta sorte in questo Paese. Si ricorda che ad oggi è ancora possibile ed importante apporre la propria preferenza per quanto concerne l’edizione 2022.

La cronistoria merita però attenzione anche sull’ultimo atto, ad oggi, riguardante il Deposito ATM di Desio. Un misterioso incendio divampato sabato 26 febbraio 2022, quando in una mattinata di cielo terso e sole, senza nemmeno il calore necessario per innescare un’autocombustione spontanea, ha colpito le due motrici tipo “Desio” matricola 46 (ultima “Desio” funzionante nel 2011 n.d.r.) e tipo “Reggio Emilia” matricola 85 distruggendole in modo irrecuperabile. Sul caso rimangono ancora ombre e dubbi della mano dolosa e del fine ultimo al quale si volesse giungere con questo gesto ma saranno le indagini mirate delle Forze dell’Ordine a chiarificare eventualmente colpe e responsabilità anche se da tempo immemore, in questo Paese, è divenuto più probabile ottenere la verità grazie ad una trasmissione televisiva d’inchiesta piuttosto che da un magistrato in un tribunale delegato a stabilire l’equità giudiziaria (così come nei più noti casi irrisolti della storia italiana, pane per uomini di una certa cultura come Carlo Lucarelli autore di “Blu Notte” o Corrado Augias con “Telefono Giallo”).

Finalmente i lenti ingranaggi della burocrazia hanno lasciato il posto ad attrezzi ed operai, complici della dipartita e del salvataggio vero e proprio dei rotabili più discussi della Brianza.

Di seguito, per dovere di informazione e completezza della stessa, la serie di nove elementi tranviari interessati sotto forma di elenco (1️⃣) pervenuto dall’azienda di trasporto stessa, rimessati a Precotto ATM questa settimana (2️⃣) e a settembre, quando l’operazione sarà conclusa dopo la pausa estiva di agosto:

1️⃣) Prospetto generale del materiale rotabile interessato dal processo di rimessaggio presso Precotto ATM

  • 1 – motrice tipo “Desio”, matricola 45
  • 2 – motrice tipo “Desio”, matricola 48
  • 3 – motrice tipo “Reggio Emilia”, matricola 87
  • 4 – motrice tipo “Littorina” Breda, matricola 114
  • 5 – motrice tipo “Littorina” OEFT, matricola 122
  • 6 – motrice OMS, matricola 802
  • 7 – rimorchio tipo Carovana, matricola 177
  • 8 – rimorchio tipo Costamasnaga, matricola 181
  • 9 – rimorchio Breda, matricola 309

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2️⃣) Prospetto relativo al trasferimento delle vetture nei giorni 25 e 26 luglio 2022

25/07/2022

  • mattina: rimorchio tipo Costamasnaga, matricola 181
  • pomeriggio: motrice tipo “Desio”, matricola 48

26/07/2022

  • mattina: rimorchio tipo Carovana, matricola 177 e motrice tipo “Littorina” OEFT, matricola 122 (più relativi pantografi a parte)

  • pomeriggio: motrice OMS, matricola 802

È stato inoltre possibile, durante la realizzazione del servizio, immortalare ed osservare sul posto veicoli tecnici aziendali di supporto del tutto inediti nel contesto interurbano quali il Carro Soccorso FIAT 160F26 punzonatura di servizio 9339 (immatricolato nella provincia di Milano nel lontano 1983. Allestito come veicolo speciale dalla Carrozzeria Baribbi, n.d.r.) per ripristinare, tramite l’attrezzatura ospitata a bordo, i tram fermi da tempo e probabilmente con boccole o meccanismi di trasmissione segnati da ruggine o parti a scorrimento deteriorate. Oppure il bimodale Mercedes Unimog unità 9302 assegnato al deposito di Via Messina e normalmente utilizzato come veicolo spargisabbia, impegnato in loco per l’aggancio e movimentazione dei tram rimessati sino al loro carrellamento su gomma con argano.
In chiusura ma non meno importante, sempre secondo fonti ATM sul posto, il restante materiale rotabile non interessato dai vincoli storico-culturali, verrà appaltato ad un demolitore per porre fine all’agonia che l’impatto di agenti atmosferici ed incuria ha sicuramente contribuito a complicarne un possibile inserimento nella sopra citata selezione.

La redazione di Passione Trasporti, nonostante ciò, rassicura il lettore sull’importante tema continuando a seguirne, nel limite del possibile, le vicissitudini per poter riportare ogni aggiornamento inedito a scopo puramente informativo ed imparziale nei confronti dei protagonisti (aziende o enti) che si sono susseguiti negli anni in questo percorso il quale, pare, conclusosi con una nota decisamente positiva per la sottrazione dall’oblio di manufatti atti a completare con la loro presenza (non più solo fotografica) la narrazione di un contesto locale nelle sue mille sfaccettature.

Non da meno nel guadagnarsi uno spazio in questo articolo, un’altra simile apparizione sulle strade meneghine ha destato la curiosità di chi ne ha potuto apprezzare il passaggio sino vederne inghiottire la sagoma all’interno delle officine di Via Messina. La vettura tipo Carrello 1966, conservata in tono arancione ministeriale presso il deposito di Precotto, è stata carrellata lo scorso 26 giugno nel precedentemente citato punto manutentivo ATM, dopo essere stata coperta da un cellophane protettivo per le probabili condizioni non del tutto rosee in cui era decaduta durante gli anni della radiazione dal servizio e dal mancato utilizzo, nonostante da inizio anni ’00 fosse stata designata come storica ed equipaggiata con lo zatterone ligneo su cui poggiavano sia il trolley ad asta + rotella (ovviamente con relativo retriver) ed il recente dispositivo per captazione della corrente a monobraccio per l’utilizzo sotto la rete rimodernata nel tempo, dismettendo così la classica “pertegheta”. Circa tale esemplare non sono oggigiorno ancora chiare le intenzioni dell’azienda municipalizzata anche se le nubi all’orizzonte sembrano oscurare il sole della ragione che governa il buonsenso.


Salviamo il deposito ATM di Desio!

Per l’edizione 2022 dei “Luoghi Del Cuore” indetta dal F.A.I. – Fondo Ambiente Italiano è stata nuovamente proposto tra i soggetti in concorso, la rimessa tranviaria interurbano ATM di Desio (MB), comprendente un ricco piazzale animato (si fa per dire) ancora da vetture dal gran valore storico e culturale, assolutamente degne di vivere una seconda vita da veri e propri oggetti narranti le vicissitudini sociali del territorio di Milano e della Brianza. Una storia segnata da lunghe carovane multicolore su rotaie che univano ogni giorno, specialmente negli anni ruggenti dello sviluppo economico, il centro città ai principali centri abitati sviluppatisi nell’area di Monza, a nord di Bresso e Sesto San Giovanni. Mille sfaccettature di un tempo in cui il tram era sinonimo di integrazione ed uguaglianza, le quali sono state ingiustamente abbandonate al disinteresse più totale, ai vandali e ad un’insolita colonia felina che contribuiscono a rendere in un futuro sempre più prossimo, irrimediabilmente irreparabile questa lunga storia italiana di tram e viaggiatori, macchina e uomo. Ecco perché la semplice e democratica espressione popolare attraverso l’antichissimo gesto del voto, forse non più così in voga ultimamente, deve poter concedere una possibilità a Desio ed a parte della sua essenza.

La locandina ufficiale dell’evento del FAI relativa al deposito ATM di Desio (ex STEL)

I “Luoghi Del Cuore” è una campagna nazionale, attiva da diversi anni, nata per la difesa e la preservazione dei luoghi italiani da non dimenticare, promossa dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo. È il più importante progetto italiano di sensibilizzazione sul valore dell’immenso patrimonio nostrano che permette ai cittadini di segnalare al FAI, attraverso un censimento biennale, gli spazi che necessitano di essere portati all’attenzione di progetti di riqualifica e relativi investitori, al fine di compiere restauri, messe in sicurezza ed infine, la fruibilità completa al pubblico. Dopo tale censimento, le realtà che hanno raggiunto una soglia minima di voti entrano a far parte di una classifica generale che ne decreterà il vincitore entro un tempo stabilito.

Un treno bloccato TB800 riqualificato sosta lungo il muro perimetrale del deposito costeggiante Corso Italia

La storia del deposito Desio

Il deposito tranviario ATM di Desio, fu costruito nel 1926 dalla STEL (Società Trazione Elettrica Lombarda) a servizio della tranvia Milano Carate-Giussano che la stessa azienda aveva rilevato due anni prima dalla Lombardy, con l’impegno a elettrificare la linea. Il 1° luglio 1939, le linee gestite dalla STEL passarono in mano alla ATMI (Azienda Tranviaria Municipale Interurbana), in seguito incorporata in ATM, attuale proprietaria dell’area. Il deposito è rimasto attivo fino al 30 settembre 2011, quando la linea tranviaria è stata sostituita da un blando servizio di autocorse con fermata proprio nel golfo di sosta dinanzi il caratteristico fabbricato giallognolo in stile liberty piuttosto semplice e classica scritta “ATM” tricolore. Scelte di partito, forse elettorali, ed aziendali hanno contribuito ad inceppare per sempre la magia del tram che attraversava fischiando educatamente lungo il centro dei paesi coinvolti e nella campagna che preannunciava l’ingresso nell’area meneghina.

Il complesso rappresenta un importante esempio di archeologia industriale. Basti pensare al solo sistema di rotaie che compie, per effettuare le manovre dei convogli tra strada e piazzale interno, quello che in gergo tecnico viene chiamato “cappello di prete“, sfruttando la presenza di due ingressi e del capolinea posto qualche centinaio di metri oltre il deposito lungo la viabilità urbana. Inoltre all’interno della suddetta area sono rimessati, purtroppo in precarie condizioni, ben 42 rotabili storici originali ATM.

Panoramica del piazzale del deposito desiano comprendente caratteristiche elettromotrici di differenti epoche e differente aspetto costruttivo

Il Ministero dei Beni Culturali lo scorso anno ha evidenziato a tutela del luogo e delle vetture, le conformi caratteristiche per rientrare sotto quanto previsto dai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (DL 22 gennaio 2004, n. 42). Dal 2018 è comunque presente una specifica petizione sulla piattaforma Change.org, ad opera del fotografo nonché cultore del tema Stefano Paolini (admin del sito e forum personale Photorail – Italian Railway Photos Online) liberamente firmabile per richiedere la modifica dei trattati di demolizione dei mezzi tranviari ancora in loco. Tutti gli aggiornamenti a riguardo sono nell’apposita sezione del noto sito di mozioni popolari.

Oggigiorno, come riferimento per i poco avvezzi, l’ultimo esempio tangibile di collegamento interurbano ancora in esercizio, con caratteristiche del tutto simili all’esperienza tranviaria desiana, è la direttrice ATM 179 con deposito a Varedo, il quale vede i treni arancioni denominati affettuosamente dai residenti “Frecciarancio”, correre tra Mombello (frazione di Limbiate) e Comasina, periferia di Milano con interscambio M3 e autobus, da quando il segmento di binari diretto sino allo storico capolinea di Via Valtellina è stato interrotto. Anch’essa vive una condizione di continua precarietà con le attuali norme sulla sicurezza sempre più stringenti e soluzioni per gli adeguamenti necessari che ritardano ad essere attuate, costringendo ad una riduzione (già in atto) dei turni effettuati fino ad una non impossibile cessazione di ogni servizio in favore degli anonimi automezzi che normalmente espletano corse sostitutive in alcune fasce orarie. Un gruppo specifico sul social network Facebook, gestito dagli stessi dipendenti ATM, permette di seguirne le vicissitudini quotidiane. Politiche sempre più burocraticamente lente, fondi inizialmente investiti e successivamente dirottati altrove, progetti e modifiche degli stessi ai quali non tutti sono concordanti sono le principali cause dello sfacelo per quanto riguarda spesso e volentieri i servizi del TPL in Italia.

Il tempo per operare e strappare alla demolizione questa opera civile ed il suo contenuti risulta quasi esaurito. Non sufficienti le incursioni negli anni caratterizzate da atti gratuiti di vandalismo e da falsi “cultori” in cerca di souvenir, un incendio dalle cause poco chiare divampato il 26 febbraio 2022 alle ore 15:00 circa, ha minato la sorte di due elettromotrici: la tipo “Desio” matricola 46 e la tipo “Reggio Emilia” numero 85. Pur spento tempestivamente dai VVF, non ha lasciato scampo alla loro fragile integrità.

Di seguito, per completezza d’informazione, quali e quante unità sono quindi ancora potenzialmente recuperabili:

  • Motrici tipo “Desio” (anno 1926): 45, 47 e 48;
  • Motrici tipo “Reggio Emilia” (anno 1928): 87 e 89;
  • Motrici OM con carrello Brill 77E (anno 1931): 95;
  • Motrici OM con carrello Brill 77E2 (anno 1930): 93, 94;
  • Locomotore Costamasnaga (anno 1928): 101;
  • Motrici Breda tipo “Littorina” (anno 1935): 114;
  • Motrici OEFT (anno 1936): 122;
  • Rimorchi Carovana (anno 1918-1923, trasformazione 1963): 177 e 179;
  • Rimorchi Costamasnaga (anno 1918-1923, trasformazione 1961-1963): 181;
  • Rimorchi Breda con porte all’estremità: 308 e 309;
  • Treni Bloccati TB500 (anno 1953, trasformazione 1961-1964):
    • 541(R)+506(M)+542(R)
    • 531(R)+512(M)+533(R)
    • 553(R)+501(M)+554(R)
    • 547(R)+511(M)+548(R)
  • Treni Bloccati TB800 (anno 1941, trasformazione 1964):
    • 831(R)+801(M)+832(R)
    • 839(R)+804(M)+840(R)
    • 833(R)+802(M)+834(R)
    • 841(R)+806(M)+842(R)

(R = unità rimorchiata | M = unità motrice)

Di seguito è possibile collegarsi, tramite pulsante interattivo, direttamente alla pagina del FAI relativa al deposito tranviario di Desio nella sezione “Luoghi Del Cuore” ove, previa iscrizione tramite registrazione my FAI al sito, è possibile votare tale area per portarla sino ai primi posti della classifica nazionale.

Noi, ovviamente, lo abbiamo già fatto!

Porta Lodovica si rinnova: via ai lavori

E’ stata programmata in data odierna, lunedì 2 maggio 2022, la partenza dei lavori che porteranno al completo rinnovo l’armamento e gli impianti di trazione tranviari che attraversano lo storico incrocio di Porta Lodovica (Municipio V), proprio nelle immediate vicinanze del deposito ATM Ticinese.

In seguito alle operazioni preliminari tenutesi negli scorsi giorni, comprendenti la posa di isolatori provvisori finalizzati a sezionare elettricamente i tratti di impianto da mantenere in servizio nelle varie fasi di lavoro rispetto alle aree di cantiere messe in sicurezza, il grande progetto si è messo in moto. Gli interventi non avranno un limite d’orario e proseguiranno anche durante le notti, fino all’11 di settembre. Essi si svolgeranno in tre distinte fasi le quali porteranno gradualmente le linee passanti per l’area del cantiere ad operare con deviazioni e cambiamenti di percorso, regalando interessanti momenti di transito dei mezzi TPL lungo viali insolitamente battuti.

Nello specifico saranno soggette a variazioni di tratta (oppure sostituite da bus), le linee tranviarie 9 e 15 mentre devieranno le linee automobilistiche 59, 71 (serale), 79, N15 e N25/26.

Alcuni esempi di automezzi o vetture tranviarie solitamente avvistabili in P.le di Porta Lodovica

Nell’ottica di un miglioramento continuo della sicurezza nell’esercizio tranviario, ed al fine di ridurre le vibrazioni al passaggio delle vetture, il Comune di Milano ha stanziato oltre 6 milioni di euro che consentiranno il rinnovamento straordinario di rotaie, deviatoi e diramazioni tranviarie in sede propria e promiscua; verranno inoltre installati i sistemi di azionamento scambi in radiofrequenza (RCS) in luogo degli attuali ed obsoleti attuatori a lancio di corrente e manuali, inoltre saranno sostituiti e razionalizzati gli impianti di trazione, nonché palificazione e catenaria.

L’intervento prevede opere nei tratti finali di binari siti in Viale Bligny e Via Teuliè, Via Col di Lana, Corso Italia e l’integrità di Piazzale di Porta Lodovica.

La prima fase, che avverrà dal 2 maggio al 9 luglio, prevede l’interruzione dell’esercizio nella direttrice Est-Ovest (linea 9) e di tutte le svolte verso la direttrice stessa, l’esercizio sarà comunque garantito nella direttrice Nord-Sud (linea 15). Durante tale fase le operazioni verteranno principalmente nei tratti di binario di Viale Bligny e Viale Col di Lana.

La seconda fase invece, che sarà la più intensa e delicata, si svolgerà dal 9 al 30 di luglio e vedrà l’interruzione totale dell’esercizio di tutte le direttrici transitanti per il piazzale.

La terza ed ultima fase verterà invece dal 31 luglio all’11 settembre, in questo caso le operazioni avverranno principalmente sui tratti di rotaie in direzione Corso Italia e sui raccordi di binari non ancora collegati, qui si assisterà ad una graduale ripresa del servizio dei tram, i quali difatti torneranno a transitare in loco. La linea 9 sarà regolare mentre la linea 15 si servirà dei nuovissimi scambi che da Viale Col di Lana condurranno le vetture in Via Teuliè, alla volta di Rozzano, facendo capolinea temporaneo negli interni del deposito Ticinese (il quale continuerà a garantire l’esercizio quotidianamente).

Stando al piano progettuale redatto dai tecnici delle municipalizzata di Foro Buonaparte, durante i lavori verrà rimossa la svolta a sinistra che da Via Teuliè porta in Viale Col di Lana e che dagli anni ’20 permetteva a qualsiasi vettura tranviaria, proveniente da qualsiasi direzione, di prendere una delle altre tre direzioni a scelta. Con la soppressione di tale svolta la “Grand Union” di Porta Lodovica non sarà più tale e Milano potrà più vantare questa tipologia di incroci tranviari sul suolo cittadino.

Circa la maggior parte dell’area coinvolta dal cantiere, verrà posato un armamento di tipo innovativo posto su platea in calcestruzzo armato fibrorinforzato a massa flottante, con attacchi elastici antivibranti. Questa tecnica, che prevede la posa di uno strato di materassini antivibranti dello spessore 30 mm e fogli di polietilene ed elastici antivibranti, viene attuata sia per limitare quanto più possibile i cedimenti della pavimentazione di progetto in conglomerato (garantendo alla stessa una adeguata durata e stabilità), che per ridurre al minimo le vibrazioni e il rumore prodotti dal passaggio delle vetture tranviarie. Il sistema innovativo di posa “top down” adottato consente, inoltre, di ridurre sia i tempi di posa che i costi rispetto al più tradizionale armamento tipo Milano su platea in calcestruzzo armato con appoggi in resina. Saranno usate rotaie 62R1 Phoenix “a gola” fornite da ATM, sia per i binari in rettilineo che per quelli in curva. Questo sistema è già stato adottato, con buoni risultati, per la realizzazione di tratte tranviarie in Germania, Bulgaria ed Israele; a Milano è stato adottato per la realizzazione di una prima tratta sperimentale in L.go Augusto e successivamente per il rifacimento della diramazione doppia in Via Farini-Ferrari e per altri successivi interventi tra cui il rinnovamento binari e scambi in Piazza XXIV Maggio parte Nord.

Nella restante zona di lavoro, ovvero in Via Teuliè e nei punti dove la platea di calcestruzzo armato è già esistente, verrà posato un armamento sulla stessa con attacchi elastici antivibranti W-Tram grazie al sistema di posa “bottom-up” in sede promiscua “Tipo Milano”. Anche in questo caso verranno utilizzate le rotaie 62R1 “a gola”.

Metodo costruttivo armamento di tipo innovativo su platea in calcestruzzo armato fibrorinforzato a massa flottante

Metodo costruttivo armamento su platea esistente e attacchi elastici antivibranti W-Tram con sistema di posa bottom-up “Tipo Milano”

Logica di funzionamento del sistema RCS

Con lo scopo di garantire una migliore gestione del traffico tranviario e per ottemperare un più rapido rimessamento delle vetture rientranti presso il deposito Ticinese, verranno installati 14 nuovi scambi che saranno attuabili tramite sistema RCS (radio comando scambi) in sostituzione agli ormai passati scambi manuali e a lancio di corrente tipo Oerlikon presenti in loco. Come citato in precedenza, verrà eliminata una coppia di scambi.

I nuovi deviatoi si presenteranno a lingua flessibile e con cassa di manovra di nuova generazione dotata di smorzatore idraulico, il quale garantisce al sistema una maggiore silenziosità rispetto ai tradizionali sistemi direzionali della marcia su rotaia. Ogni impianto sarà dotato di un sistema di feedback e trasmissione in tempo reale delle informazioni di stato alla Sala operativa, tramite tecnologia GPRS e di tecnologia di registrazione degli eventi.

Anche l’infrastruttura destinata alla trazione aerea verranno rinnovati e ricostruiti: l’impianto esistente è ormai vetusto e di tipo a catenaria fissa, il quale non permette di adattarsi alle diverse temperature stagionali, comportando una maggiore usura della linea di contatto e una maggiore possibilità di danneggiamento. Per ovviare ciò, il nuovo moderno sistema sarà di nuova tipologia, gestito da un complesso di sospensioni della linea di contatto, con componentistica adottata sugli impianti a catenaria di tipo elastico. Tutto ciò in aggiunta alla sostituzione dei pali ammalorati con i relativi plinti e i ganci affissi sulle facciate degli edifici, sempre per garantire una maggiore sicurezza prolungando la vita del tratto tranviario in questione.

Visivamente il piazzale, conclusosi il rinnovo, presenterà un radicale cambiamento. Nell’intera sede dei lavori verrà difatti rimossa la storica pavimentazione in masselli sostituendola con una nuova pavimentazione in conglomerato bituminoso rosso emulando il medesimo impatto visivo dei masselli, ma, al contempo, una maggiore sicurezza alla viabilità stradale. Tale soluzione è già stata sperimentata in piazza 5 giornate nel 2018.

Da segnalare, sempre riguardante la riqualificazione dei binari trattati in questo articolo, la riattivazione straordinaria dell’anello tranviario di Via Noto atto al ripristino del capolinea sito in loco, già avvenuta nel maggio 2021 dopo oltre 10 anni di disuso. Quest’ultimo infatti, risulterà essere necessario e strategico, non potendo usufruire del passaggio in Porta Lodovica/ svolta Teuliè durante i lavori di rinnovo, per le operazioni di retrocessione, limitazione e ricovero di vetture della linea 24 in caso di perturbazioni sulla linea stessa.

Stato a lavori ultimati lavori Via Noto

Fonti

Schemi tecnici: Comune di Milano e ATM Milano. Liberamente consultabili in Albo pretorio del Comune di Milano.

Forte vento a Milano: rimodulazioni e danni al servizio pubblico

Violente raffiche di vento si sono abbattute in Lombardia nei giorni scorsi, raggiungendo punte di velocità da primato, addirittura tra in 90 e i 110 km/h. Il Favonio, o Föhn, caratterizzato da masse d’aria secca e calda, ha scavalcato con veemenza la catena montuosa alpina discendendo da nord, causando non pochi danni a strutture, edifici, arredi urbani nonché al servizio pubblico dei centri abitati padani, su tutti nell’immediato circondario del capoluogo di regione. Per poter idealizzare mentalmente la dimensione concreta dell’accaduto basti pensare che, solo nella prima mattina di lunedì 7 febbraio, sono stati almeno un centinaio gli interventi gestiti dai Vigili del Fuoco nella sola città di Milano. Alberi, rami, coperture, oggetti e rifiuti sono stati gettati al suolo, divelti o addirittura scagliati a distanza sotto un cielo così terribilmente sereno, omaggiato da un’aria pulita ed sole splendente, decisamente unici nel susseguirsi stagionale del clima padano.

La situazione in tempo reale attraverso la piattaforma Twitter di ATM

Una situazione climatica comunque che non deve destare l’allarme generale in quanto il Favonio, è un elemento tipico dello scenario invernale post natalizio in Val Padana, meno consueta è però la sua presenza, nonché intensità, che ha bussato alle porte della grande metropoli. La formazione così come la forza, sono tutto frutto dell’effetto che i rilievi montuosi operano fisicamente tentando, passivamente, di contrastare con la loro massa ed altitudine le grandi correnti d’aria cariche di umidità. Nel sormontare le gelide vette, lo stesso fluido gassoso (che nell’ascesa è definito Stau) perde la precedentemente citata umidita in esso contenuta per effetto della condensazione, raggiungendo quindi la valle in condizione di totale assenza di componente acquea vaporizzata e con una temperatura nettamente più alta di quella di partenza.

La conta dei danni è ben presto nota: il servizio tranviario e stradale di ATM è stato rallentato o sospeso principalmente per l’interruzione dell’energia elettrica o del percorso stesso causa caduta di rami spezzati sulla catenaria oppure direttamente dai grandi alberi non più solidali con il terreno che ne ospitava le radici le quali, in città, non sono poi così libere di crescere ancorandosi saldamente al suolo essendo spesso e volentieri appartenenti a piante relegate in spazi delimitati da cemento o asfalto (spartitraffico o aiuole in genere).

L’azienda municipalizzata ha quindi prontamente diramato sugli appositi organi di riferimento digitali (applicazione ufficiale e social, vedi sopra) tramite il coordinamento della sala operativa, un apposito comunicato specificando le modifiche e rimodulazioni garantite nell’offerta del trasporto, impiegando anche autocorse sostitutive. Non sono mancate operazioni di soccorso da parte del personale interno ATM grazie alla flotta comprendente anche mezzi adatti a questo tipo di eccezionalità oltra alla normale manutenzione ordinaria/straordinaria che coinvolge la rete. In Via Fabio Filzi, un grosso tronco ha letteralmente impossibilitato la marcia della vettura 7607, urtandola e paralizzando anche gli altri tram a seguire. Disagi importanti anche in zona Piazza Prealpi e Piazzale Antonio Cantore.

Danni addirittura per la “cattedrale” ferroviaria, ovvero, la stazione di Milano Centrale, con lo scoperchiamento di alcune lamiere di copertura del fabbricato viaggiatori marmoreo e la caduta di diversi pannelli interni costituenti il lucernario dell’area un tempo destinata alle biglietterie, oggi una navata di transito pedonale per i viaggiatori.

Lungo Viale Fulvio Testi e Viale Ca’ Granda la scena non cambia. Anche qui la vegetazione che solitamente omaggia i lunghi tratti stradali ha dettato legge, costringendo altrettanti veicoli tranviari a richiedere soccorso, complici i trolley spezzati o piegati e la mancanza di alimentazione dovuta alla rottura delle mensole che sorreggono i cavi di alta tensione costituenti la catenaria, imprescindibile fonte di energia che rende possibile la trazione elettrica. L’intervento di FFO e tecnici è stato pressoché tempestivo, a loro infatti va sempre il ringraziamento della città e di chi vi abita grazie al provvidenziale compito della sicurezza e senso del dovere nei momenti di emergenza.

Tra i curiosi episodi verificatisi nella giornata di lunedì, è certo degno menzionare la discesa in campo di una vera chicca ATM ormai storica se pur ancora straordinariamente operativa. L’occasione ha visto il ritorno in strada del Carro Soccorso FIAT 160F26, punzonatura di servizio 9339, immatricolato nella provincia di Milano nel lontano 1983. Venne allestito come veicolo speciale dalla Carrozzeria Baribbi (fondata dall’omonimo Franco Baribbi, ex presidente del Brescia Calcio dal 1982 al 1989), un’azienda di circa 600 dipendenti con tre sedi in Italia, specializzata nella modifica di mezzi stradali prevalentemente a marchio IVECO.

A corredo dell’articolo, una serie di immagini realizzate sul territorio cittadino proprio durante i momenti più salienti e critici dei disagi causati dalle raffiche d’aria. A partire già da martedì 8 febbraio la circolazione ha ripreso il suo corso sino a tornare regolarmente esercita. Non sono passati inosservati i trasferimenti delle vetture incidentate tra i vari depositi per intraprendere le dovute misure manutentive e rimetterle di conseguenza in sesto.

Appuntamento a cena con ATMosfera

Il ristorante più simbolico ed esclusivo di Milano è pronto a ripartire. Letteralmente. E’ infatti di poche ore fa la notizia ufficiale divulgata dai principali canali di comunicazione dell’azienda municipalizzata in cui viene menzionata la riprogrammazione di uno tra i maggiormente noti servizi tranviari meneghini ovvero, ATMosfera, il servizio catering semovente gestito ed allestito a bordo di due vetture serie 1500 (le “Ventotto”) opportunamente modificate nell’allestimento per ospitare i coperti necessari per offrire un’esperienza unica di ristorazione a tutti i partecipanti, consumando classiche pietanze della tradizione locale tra le location più suggestive della “Milano da bere”. Quest’attrattiva era stata in precedenza sospesa in concomitanza con le restrizioni governative imposte in piena pandemia, non potendo più garantire la sicurezza dei commensali, costringendo la cessazione, quindi l’uscita, delle eleganti ATMosfera – 1, matricola 1970, ed ATMosfera – 2, alias la gemella 1855.

Il ristorante ATMosfera di ATM segue da anni l’idea pioneristica della degustazione a bordo di vetture tranviarie lanciata inizialmente dall’azienda municipale torinese GTT (Gruppo Torinese Trasporti), attraverso i pacchetti Gustotram e Ristocolor, sempre svolti tra i finestrini di storiche motrici. In tempi recenti, prima dell’escalation dell’ondata pandemica, la vettura di linea matricola 2002 era stata radiata dal servizio ordinario per essere revisionata e subire la trasformazione finale in una possibile ATMosfera – 3 in grado così di soddisfare la richiesta di nuovi viaggiatori-degustatori, in costante incremento anche se probabilmente potrebbe trovarsi ancora in fase di lavorazione presso le maestranze incaricate. Le attuali “Carrello” ristorante si distinguono dalla colorazione verde scuro, tendente al grigio, con dettagli e filettature dorate, quali le grafiche, lo specchietto, i fanali o addirittura il dispositivo di captazione a pantografo, di grande raffinatezza, per regalare la sensazione nel trovarsi a bordo di un ambiente di classe, quasi fossero un prezioso pianoforte a coda che accompagna gli invitati in sottofondo ad una serata di gala. Il tutto confermato comunque da ottime recensioni che collocano quest’attività gourmet tra le più gettonate a Milano.

All’interno trova spazio, in luogo alle classiche panche in legno trasversali, un vero e proprio salone con otto tavoli (ben ventiquattro posti, suddivisi in quattro tavoli da quattro persone sulla sinistra, quattro tavoli da due persone sulla destra), guardaroba, cucina, bagno e due accessi, uno per clienti ed uno per il personale, avendo limitato rispetto al progetto d’origine, le porte per l’incarrozzamento a due (alle estremità della vettura, eliminando quella centrale normalmente presente). Ovviamente non può mancare l’area antistante riservata alla conduzione del tram da parte del manovratore, obbligatoriamente sempre impeccabile, un autentico ed elegante chauffeur. Di seguito la brochure estrapolata dal sito ufficiale di ATM concernente quanto appena descritto ma in versione grafica.

Dai primi dati pervenuti alla redazione di Passione Trasporti, risalenti alle nuove possibilità di prenotazione, per il turno “ATMosfera – 2” delle 20:30 è stato registrato il tutto esaurito mentre per “ATMosfera – 1” (ore 20:00, ndr) alcuni posti sono risultati non venduti, lasciando comunque auspicare una ripartenza degna di un così particolare modo di vivere la città in compagnia, dopo mesi di isolamento sociale. Degno di nota, come espressamente indicato sia dal sito ufficiale che dalla normativa vigente, l’accesso a bordo sarà consentito strettamente previo possesso di certificazione Green Pass ad eccezione dei soggetti esclusi dalla campagna vaccinale e soggetti esenti con idonea certificazione medica. Tutto questo, al fine di garantire, nell’arco di circa un paio d’ore, la piacevolezza di lasciarsi trasportare in tutti i sensi con gusto, tra i luoghi di culto città che non dorme mai, a bordo di uno dei tanti mezzi che la rendono quotidianamente caotica ed instancabilmente dinamica trasformato, per una sera, in un autentico ed inimitabile companatico scampanellante, tra un primo fumante, un ottimo vino o un gustoso dessert.

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Prime apparizioni e possibili assenze per il “Toto-Sabbiere” 2021

Le prime sfumature d’autunno, accompagnate da temperature sempre più costrittive a coprirsi gradualmente con indumenti termicamente protettivi, hanno cominciato a spodestare la piacevolezza del clima e degli scenari estivi i quali ormai, come ogni anno in questo periodo, sembrano solo un ricordo lontano, con alcuni ritorni di fiamma a sprazzi tra lunghi momenti di umido maltempo o cupo grigiore urbano senza sole. Ed è proprio verso la fine di ottobre che il traffico tranviario si popola di particolari presenze fugaci che appaiono tra all’alba e l’affievolirsi della breve luce concessa, cospargendo la rete di sabbia silicea al fine di scongiurare pericolosi pattinamenti in frenata o slittamenti in trazione delle vetture di linea. Le “sabbiere” sono un gruppo di tram adibite ed attrezzate al compito unico della cosiddetta “sabbiatura” attraverso un sistema di tramogge ed ugelli dai quali la finissima polvere grigio chiaro viene lasciata sulla rotaia quasi come i sassolini bianchi della favola del “Pollicino” di Perrault. Anno dopo anno, le motrici serie 700, sopravvissute nel tempo, atte a svolgere questo compito si sono ridotte drasticamente venendo progressivamente sostituiti da più semplici veicoli bimodali strada-rotaia a propulsione termica capaci anche di ottemperare eventualmente ad altre esigenze quali spazzamento neve o traino di materiali richiedenti soccorso per impossibilità nel procedere. Sono quindi poche le caratteristiche “sabbiere” ancora in funzione e soprattutto manutenute a dovere. Lo scorso anno questi meravigliosi tram d’epoca semoventi (più anziane delle stesse “Ventotto”) sono state introdotte al pubblico di Passione Trasporti grazie ad un articolo riepilogativo “L’inverno a Milano è sabbia tra i binari” il quale elencava circa sette motrici che negli ultimi periodi di attività sono state avvistate sui percorsi urbani milanesi. Di queste, due unità in particolare hanno già avuto modo di apparire prematuramente nelle scorse settimane lasciando così intendere una possibile partecipazione nella stagione invernale imminente, oltre ad alcune supposizioni logiche prettamente giornalistiche in una sorta di “Toto-Sabbiere” che puntualmente proveremo a proporre di anno in anno anche al fine di monitorare tali elementi di indubbio interesse culturale e storico.

Nel mese di settembre le matricole 719 e 713 sono state trasferite dai depositi di appartenenza alle Officina Generale ATM di Via Teodosio dove hanno sostato alcuni giorni prima di rientrare nuovamente alla locazione d’origine. All’interno delle maestranze, hanno probabilmente ricevuto alcuni interventi di manutenzione mirati al mantenimento in esercizio. In particolare la 713 la quale, come da immagine a corredo dell’articolo, vanta sicuramente, a seguito di un incidente con un autoveicolo non recentissimo, il rifacimento completo in modo vistoso delle estremità della cassa, con un lavoro accurato di falegnameria e manodopera in generale ed una verniciatura parziale tale da decretare, come per la 718, il termine di nuovo conio “triverde” in luogo del classico, nonché previsto da schema costruttivo, doppio tono di verde. A seguito di questa riparazione ha perso definitivamente i finestrini frontali originali con cornice lignea ed i vetri a scomparsa nell’intercapedine della cassa durante lo scorrimento. Al loro posto sono stati impiegati dei finestrini a cremagliera unificati, di probabile provenienza dalla scorta magazzino per le vetture tipo 1500. Nel 2020 era stata provvisoriamente fermata con dicitura cartacea sui finestrini “VETTURA IN USO NON PRELEVARE MATERIALE” lasciando quindi presagire ad un possibile ritorno. In data 27 settembre ha poi lasciato il deposito Teodosio per giungere in quello di Via Messina ed attendere successivamente le condizioni per intervenire seguendo le tabelle delle rispettive linee lungo le quali effettuare lo spargimento di sabbia.

L’unità 719, anch’essa immortalata fotograficamente, è rientrata al deposito Precotto una settimana prima della gemella, il 20 settembre, ma senza presentare in modo evidente segni di attività e manutenzione. Apprezzandola ancora in movimento si è potuto stimare che potrebbe prestarsi presentarsi nuovamente all’arrivo della stagione fredda, quando l’azienda municipalizzata darebbe il via all’attuazione del piano per le “sabbiere”. Un’altra vettura che non dovrebbe mancare in questo finale del 2021, ad occhio e croce è la atipica 705, con tutta la sua bellezza tecnica nella diversità che la caratterizza, anche se al momento non è dato da sapere delle sue condizioni elettromeccaniche o strutturali. È doveroso far presente ancora una volta che si tratta di mezzi di servizio riconvertiti e ricostruiti, non più atti e sicuri per svolgere il trasporto ordinario di utenti. L’ultima Revisione Generale per la maggior parte di essi risale all’incirca agli anni Sessanta del secolo scorso, approdate ad oggi grazie unicamente ad interventi di manutenzione correttiva.

Le matricole 704, 706, 712 (con dispositivo di captazione ancora originale di costruzione TIBB) e 718 rimangono quindi ancora una grande incognita tra le “guest star” della nuova stagione che le vorrebbe presenti alternandosi accanto ai Mercedes-Benz Unimog U400 con i quali da sempre si contendono la sopravvivenza, sempre messa a repentaglio da un acquisto ed un uso massiccio di questi ultimi.

A conclusione di ciò, questo vuole essere un semplice pronostico, un ragionamento il più oggettivo possibile sulle sorti di uno dei tantissimi simboli di Milano minacciato ogni giorno dal progresso ed una presunta incontrastabile modernità. Non ci sono certezze ma nemmeno troppi dubbi. Ergo, chi avrà coraggio di vivere, vivrà e vivendo vedrà e testimonierà quanto di più prezioso per custodire la memoria storica del nostro presente. 

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A settembre tutti a Scuolaintram

Settembre si sa, è tempo di ripresa: chi torna al lavoro, chi a scuola. Ma c’è una cosa che accomuna noi milanesi: almeno una volta per andare in aula o in ufficio abbiamo preso il tram. Ma cosa succederebbe se avessimo l’opportunità di imparare e conoscere mentre viaggiamo?

C’è chi sui tram insegna ad apprezzare le bellezze nascoste della città: è il caso di Carlo Livan e Andrea Milzoni, due grandi appassionati della “carrozza di tutti” nonché fondatori di TramarT, un progetto di valorizzazione del capoluogo lombardo e del territorio rivolto a grandi e piccini. Per loro il tram non è il solito noioso giro turistico ma una vera e propria esperienza di viaggio alla scoperta di tutta la bellezza che Milano mostra poco alla volta, come se fosse un tesoro da custodire gelosamente.

Giovedì 16 settembre è tornata a sgranchire le ruote per la prima volta dall’inizio della pandemia la vettura 1957, facente parte del lotto di 110 unità costruito dalle Officine Elettro-Ferroviarie Tallero (OEFT) di Milano. Dopo quasi 70 anni di servizio di linea nel 1999 ricevette questa singolare livrea argento con la vistosa scritta rossa “scuolaintram” ripetuta più volte sulle fiancate. Questo gioiellino, immortalato l’ultima volta durante un’uscita nel 2019, a causa della pandemia è rimasto tra le mura del deposito Baggio in attesa che le norme di prevenzione garantissero una ripresa sicura dei servizi speciali.

Nonostante la natura reclamasse l’autunno il sole ancora splendeva negli occhi dei bimbi in una incontenibile gioia che solo il fascino di un tram tanto originale come la scuolaintram può suscitare.

Il mondo è pieno di cose straordinarie che non conosciamo e che per qualche misterioso motivo tendiamo ad ignorare. Guardando alla vita con curiosità, è come se si aprisse una porta su un universo di possibilità dove l’unico limite è la fantasia. L’energia e la capacità dei bambini di saper ascoltare con curiosità e senza pregiudizio sono i motivi per cui riescono a divertirsi in ogni istante, trascinando in questa corrente inevitabilmente anche i più grandi. Forse è questo l’aspetto più bello che ci ha trasmesso TramarT: la mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere.

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In tram al Fuorisalone 2021

Cala il sipario e si spengono i riflettori su una delle settimane più coinvolgenti che il capoluogo di regione lombardo normalmente ospita durante l’anno, il quale come da copione, genera puntualmente un’ampia risonanza mediatica nonché interesse tra curiosi e cultori delle novità stilistiche a trecentosessanta gradi. Il mese di settembre, ovviamente, sancisce il periodo di giorni dedicati al del Salone Internazionale Del Mobile, una tradizione meneghina dal 1961 che fissa il punto di incontro mondiale per gli operatori (produttori, creatori, acquirenti, ecc…) del settore casa/arredamento. Manifestazione nata tra le mura della storica Fiera Di Milano, oggi dislocata nel distaccamento di Fieramilano realizzato nel 2005 nella città-satellite di Rho a ridosso di importantissime direttrici ferroviarie e stradali. Il Salone Del Mobile inoltre, da diversi anni, genera un coinvolgimento della città stessa ove numerosissime sono le attrattive ed iniziative che a colpi di stile, arte, design e creatività meravigliano i visitatori spaziando tra tantissimi luoghi, edifici e quartieri selezionati per presentare le ultime novità sul mercato: il cosiddetto Fuorisalone (o Fuori Salone). Insieme alla mostra principale nella sede di Rho creano la citata Milano Design Week. I padiglioni del polo fieristico presentano solitamente diverse macro-realtà:

Classico;

Design;

EuroLuce;

EuroCucina;

Salone Internazionale Del Bagno;

SaloneSatellite;

Anche la redazione di Passione Trasporti ha quindi avuto l’opportunità di partecipare ad alcune di queste promozioni “originali” invogliata dalla trovata pubblicitaria estremamente allettante e pertinente con quello che puntualmente viene trattato tra le righe di questa rubrica d’informazione. Due vetture tranviarie della serie 1500 (le classiche Ventotto) sono state le protagoniste di altrettante due differenti collezioni d’arredamento semoventi presentate ed apprezzate nei particolari qui di seguito.

– 1830 – “Fuorisalotto” di Febal Casa

Per l’azienda del Gruppo Colombini è stata riservata ed allestita per l’evento la Ventotto storica del deposito Baggio, da poco rigenerata nella sua veste arancione ministeriale. Attraverso la collaborazione ormai consolidata con IGP Decaux è stato possibile applicare sui colori originali una particolare livrea adesiva (tecnica del “wrapping”) rossa e bianca con il brand di Febal Casa, incluse decalcomanie “#FuorisalottoFebalCasa” e “Sali e…PARTY con noi!”. La vera sorpresa si cela ovviamente all’interno. Il classico comparto passeggeri con panche in legno e sostegni metallici è stato camuffato con un vero e proprio arredamento dedicato in grado di adattarsi alle forme della “Carrello”, organizzando così un lungo bancone con inserti a scomparsa, lato interbinario, uno spazio con pista dalla pavimentazione zebrata per ballare tra il mobile e la fila di sedute (ammorbidite da soffici cuscini) lato porte. I colori dominanti sono toni contrastanti, su tutti nero e rosso oppure bianco e nero. Gli storici finestrini a cremagliera hanno saputo coesistere con tenui tendine grigie svolazzanti nell’aria ancora calda di fine estate. Una postazione con consolle da disk jockey è stata collocata a ridosso del fondo della vettura, con l’ultima porta fuori servizio ed oscurata da uno specchio generante un più appartato angolo privato molto simile ad un salottino con tanto di confortevoli poltroncine e tavolini. Anche alcune piante hanno trovato posto lungo il tram, vicino alle porte di salita per godere della luce naturale entrante dai vetri e per generare un’atmosfera tipicamente domestica.

Il manovratore ha visto anch’esso ricoprire lo spazio retrostante la postazione di condotta con pannelli decorati e neon luminosi. La struttura lignea della 1830 ha permesso una splendida filodiffusione sonora dal vivo delle varie DJ interpellate per allietare l’evento a ritmo di musica mixata non-stop. Un piacere è stato apprezzare alla consolle la playlist della dolce Play Eva, seguita da altri artisti alternatisi nei vari giorni quali Norabee, Andy Rosh, Valentina Sartorio, Ellen Beat, Gisele, Lolla e Lateq.

A bordo non sono mancati momenti di intrattenimento come un moderno piano-bar, con un vero e proprio rinfresco servito da sorridenti ed espansive ragazze quali Anastasia e Laura, coordinate e supervisionate (così come tutto l’evento con il suo cronoprogramma) dalla giovane Federica Baldacci, social media specialist di Colombini Group. Un rinfrescante momento offerto ai presenti a base di veri e propri cocktail “da passeggio” realizzati da The Botanical Club (innovativa micro distillery di Gin a Milano) e da Dink It, il primo liquorificio italiano capace di imbottigliare ed offrire al cliente ottimi preparati alcolici. Una borsetta in tela commemorativa ed alcuni dépliant di Febal Casa corredano splendidamente l’esperienza di viaggio. La presenza originale di Febal Casa al Fuorisalone ha di certo avuto un grande impatto mediatico tra i visitatori, grazie anche all’indissolubile stato di connettività multimediale nel quale siamo immersi e nel cui oceano elettronico di informazioni possiamo, istante per istante, condividere i nostri momenti. Doveroso quindi spendere qualche precisazione sull’azienda e la sua attività. La sammarinese Febal Casa nasce come attività a sé stante, acquisita negli anni dal Gruppo Colombini all’interno del quale, tramite la guida dello studio A++, vengono progettate e realizzate le nuove collezioni. Oggigiorno coesiste con le divisioni Colombini Casa, Colombini Group Contract, Offic’è e Rossana. La 1830 ha eseguito, durante la design week dal 4 al 10 settembre, un itinerario tipico dei servizi tranviari turistici e/o a noleggio con classici passaggi che hanno riguardato gli angoli più salienti della Milano “da bere” (qui nel dettaglio le due tabelle utilizzate dalla 1830 durante il Fuorisalone: https://www.febalcasa.com/it/percorsi-tram-fuorisalone/).

– 1702 – “My Senses: muoversi con stile” di Michele Perlini (Lapitec + Mafi + Arthesi)

Una grande firma necessità il giusto supporto per veicolare la sua capacità creativa. Per questo la 1702 è stata prescelta ad ottemperare tale compito. La vettura è l’unica dell’attuale parco storico a rivestire una curiosissima tinta bianco latte con inserti grigi ed azzurri. Negli anni Ottanta, precisamente nel 1984, AMSA, ATM e Centrale del Latte si fecero promotrici dell’iniziativa “Tramcittà Biancopulita” con il patrocinio del Comune di Milano e del WWF. Essa nacque per sensibilizzare i cittadini di tutte le fasce di età, ma soprattutto le nuove generazioni, verso la cultura del rispetto per l’ambiente che ci circonda. La 1702 ha per ciò ricevuto questa livrea speciale durante l’evento, mantenuta a ricordo dell’idea di una grande collaborazione per una città che ha sempre visto sino a quel periodo, causa estrema industrializzazione, una scarsa attenzione verso un equilibrio ecologico ideale. È stata successivamente salvaguardata come veicolo storico del parco ATM, noleggiabile ed utilizzabile per eventi come appunto, il Fuorisalone. L’interior designer Michele Perlini, giovanissimo artista, ha quindi avuto l’onore di progettare e curare il riallestimento della Ventotto attraverso l’esposizione denominata “My Senses”, un’occasione unica per veicolare le novità del momento sfruttando i cinque sensi. Ma procediamo per ordine. Perlini nasce a Verona nel 1982 mentre dal 2007 è laureato in architettura sostenibile, titolo ottenuto presso l’università IUAV di Venezia. Per anni ha frequentato lo studio di famiglia fondato nel 1974 a Verona. Trattasi di uno specialista in architettura sostenibile, a basso consumo energetico e ovviamente, in design. “My Senses” vuole essere un’esperienza di sostenibilità e mobilità studiata essere sviluppata dall’ideatore nei cinque giorni di esposizione (dal 5 al 10 settembre). Infatti ogni giornata della Milano Design Week in cui il tram ha percorso l’itinerario cittadino è stato dedicato al design di un senso percettivo differente come ad esempio lo showcooking affiliato al gusto. Per ultimi ma non meno importanti la vista e l’udito, attraverso un DJ set ed uno show con videomapping dei massimi progetti dell’architetto. Gli interni della 1702 hanno quindi subito una rivisitazione in chiave moderna con la creazione di uno spazio mondano. Il nostro, con il suo ARCSTudio Perlini, si è avvalso della collaborazione di importantissimi marchi del settore per raggiungere l’obiettivo quali Lapitec (collezione “Musa”) per i tavoli in pietra sinterizzata, Mafi per il parquet e Arthesi per la consolle da cucina. Seguono come partnership e sponsor Dornbracht, Galante Sas, Davide Groppi e Dedar per rifiniture e dettagli. La livrea, sempre ad opera di IGP Decaux con pellicole apposite, ha visto dei toni bianco e azzurro, interrotta sui finestrini da un’immagine raffigurante il designer stesso e la parola chiave per la condivisone social dell’evento “#TraMySenses” realizzata con una font retrò. Insomma, nel complesso uno stile tra futuro, eleganza praticità, modernità dinamica con le radici metaforiche che affondano in un elemento consolidato dalla centenaria storia e dal tempo: il tram.

Urge per doverosa cronaca, non prima giungere al punto conclusivo, menzionare altre tre vetture, 1597, 1879 e 1968, le quali nel contempo hanno effettuato servizio ordinario sponsorizzando sempre le iniziative del “Supersalone 2021” di Rho con pellicolatura realizzata appositamente e velettone pubblicitario sull’imperiale a corredo.

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