Dalla Milano da bere alla Milano da viaggiare

Milano è una metropoli che si rinnova e promuove il necessario cambiamento per sopperire alle richieste di chi la abita e la vive (Credit: ATM Milano)

Non saranno certo pandemie, crisi di Governo o guerre a piegare la riscossa sociale del capoluogo di una Lombardia che, nonostante anche gli acciacchi frutto di politiche nazionali sempre distratte e lontane dal cittadino, investe nel futuro di chi la abita. Prosegue infatti a ritmi serrati il rinnovo dei mezzi e delle relative infrastrutture facenti capo alla municipalizzata ATM Milano. Sempre in ottica della tanto decantata mobilità migliore, sostenibile ed al passo coi tempi sono molteplici gli interventi a breve e lungo termine che la giunta comunale ha varato per la cittadinanza e soprattutto in ottica dei Giochi Olimpici Invernali del 2026 i quali, nel febbraio di tale anno, vedranno la città della Madonnina al centro delle attenzioni di tutto il mondo sportivo e non. Proprio per non sfigurare e sostenere i visitatori durante le competizioni di Milano-Cortina 2026, si assisterà ad un importante rimpiazzamento delle unità più datate circa il parco delle vetture di superficie e dei treni metropolitani ancora in servizio ordinario.

Il cambio di rotta è ormai segnato sia dai precedentemente citati giochi olimpionici, che dall’ormai nota disponibilità economica riassumibile nei fondi europei del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e dai molteplici progetti avviati dal comune di Milano negli ultimi anni, atti a ridurre i consumi e le emissioni localizzate di CO2. Sono diversi infatti i piani di riorganizzazione che vedranno concretezza nei prossimi mesi, stravolgendo così la mobilità della metropoli lombarda. Di seguito è stata redatta un’analisi più specifica di quanto introdotto, partendo dai primi concetti che saranno trampolino di lancio per progetti studiati per un piano attuativo più lungimirante.

Per quanto concerne le attività a breve termine, entro la fine dell’anno corrente il sistema dei trasporti pubblici meneghino, soprattutto sul fronte automobilistico, sarà materia ricca di grandi novità. Autentica colonna portante della flotta gommata, sono giunti agli sgoccioli della loro carriera gli Irisbus CityClass dal vivido arancione ministeriale i quali, percorsi milioni di chilometri da protagonisti assoluti nel TPL del bacino milanese, stanno man mano cedendo il passo a vetture di ultima generazione, meno impattanti e più prestanti anche dal punto di vista di un comfort che strizza l’occhio al cliente più esigente.
L’ultimo quadrimestre del 2022 vedrà infatti sbarcare nel capoluogo lombardo 75 Solaris Urbino OC 12 metri serie 31xx, analoghi alla precedente serie 30xx ma dotati di batterie maggiorate da 400 kWh con oltre 325 km di autonomia (contro i 316 kWh per 275 km degli attuali). Queste nuove unità fanno parte dell’accordo quadro da 250 vetture siglato da ATM e Solaris Bus & Coach sp. z o.o. nel 2019 e saranno assegnate per la maggiore al deposito Giambellino, dove i lavori propedeutici ad ospitare le vetture elettriche sono quasi giunti al termine ed è già a pieno regime il servizio sperimentale sulla direttrice 50 (Cairoli M1-Lorenteggio) con 25 vetture a disposizione. Nel 2023, ultimate le consegne dei citati Solaris Urbino previsti, ATM potrà inoltre opzionare ulteriori 35 vetture e concludere senza dubbio uno dei più grandi bandi di acquisto di veicoli elettriche che abbia visto protagonista l’azienda polacca.

Matricole & VIN dei primi 12 nuovi Citaro Hybrid di ATM

Entro i trecentosessantacinque giorni ancora valevoli per il 2022, salvo ritardi nelle consegne e negli allestimenti dovuti a cause non dipendenti dall’azienda meneghina, le sorprese potrebbero non finire. Nell’ambito dell’iniziativa PON Metro REACT-EU (Programma Operativo Nazionale delle città metropolitane), sovvenzionato dalla Comunità Europea, a Milano giungeranno a partire dal mese di ottobre, 117 bus urbani 12 metri Mild-Hybrid “Citaro HYB” di Mercedes-Benz EvoBus, a cui si aggiungeranno 12 esemplari acquistati direttamente da ATM in cofinanziamento con Regione Lombardia e previsti nel piano del DGR XI/3853 del 2020. A conclusione delle forniture, le vetture in gioco saranno 129 quasi del tutto analoghe al piccolo lotto delle stesse consegnato ad AGI per espletare i servizi in subappalto ma dotati di allestimento urbano e 3 porte. Questo bando dal valore di oltre 32 milioni di euro, incrementato di altrettanti 2,5 milioni di euro da ATM e Regione, andrà ad impattare con gran probabilità sulla dismissione della maggior parte degli Irisbus CityClass ancora presenti e circolanti. Secondo le prime informazioni ed indiscrezioni un gran numero imprecisato di questi autobus, i quali andranno a formare la serie 6800-6928, saranno assegnati al deposito di Via Novara ove è in corso l’allestimento un piccolo spazio d’officina EvoBus specifico atto alla loro manutenzione. Tale locazione di rimessaggio, a causa della propria conformazione strutturale e per la particolarità di essere interamente coperta, sarà infatti l’unica a non essere soggetta ad “elettrificazione” ed attualmente risulta essere la maggiore assegnataria delle ormai superate, secondo i canoni contemporanei, vetture “arancioni”. La consegna dei nuovi esemplari prodotti è praticamente imminente (l’intera serie ha ricevuto l’autorizzazione all’immissione in servizio in tempi recentissimi, n.d.r.) e si attende appunto la prima occasione di poter apprezzare le prime vetture nella loro concretezza entro la fine del mese di dicembre.

I Mercedes-Benz Citaro consegnati nei mesi scorsi ad AGI per i subappalti ATM

Una piccola escursione non di minore importanza è rivolta alla flotta operativa di NET (Nord Est Trasporti), azienda controllata ATM con sede a Monza in Via Aspromonte. Anche per essa è stata bandita con massima urgenza una gara per la fornitura di 7 autobus a 12 metri Low Entry adibiti al collegamento autostradale. Queste sette unità, le quali verranno impiegate praticamente esclusivamente sulla linea z301, permetteranno l’accantonamento degli sfruttatissimi Mercedes Integro i quali molto spesso pagano problemi legati ai chilometraggi troppo alti dovuti alle lunghe percorrenze autostradali quotidiane.

Il Solaris Trollino “829” analogo alle vetture in consegna

Non poteva certo mancare anche uno sguardo all’ambito filoviario, come già precedentemente trattato, è stato confermato il volere di ATM nel proseguire con la fornitura di 50 filobus tipo Solaris Trollino da 18 metri, facenti parte di un accordo quadro da 80 vetture firmato nel 2019 e da oltre 40 milioni di euro di budget. L’arrivo di questi filosnodati andrà a ridurre sensibilmente l’età del parco mezzi sotto filo e permetterà l’accantonamento dei più vetusti, robuste macchine risalenti agli anni ’80 e ’90 del secolo scorso ma concepite senza troppe pretese legate agli attuali standard di accessibilità, un tema oggigiorno sempre più sensibilizzato e prioritario nella progettazione di un veicolo moderno. Secondo i dati rilasciati da Solaris, le consegne inizieranno entro il primo quadrimestre del 2023 per poi concludersi durante l’anno stesso. Con l’arrivo di tutte le 50 nuove vetture dal 2023 sarà previsto un servizio filoviario esercitato unitamente da soli filosnodati “Environmentally Friendly” quali VanHool serie 700 e i nuovi Solaris Trollino serie 800. I gommati saranno analoghi agli altri 30 già in servizio ma dotati di nuovi display TouchDash atti al controllo integrale del veicolo posizionati nell’abitacolo e di un moderno ed evoluto sistema conta passeggeri.

Stabilimento di produzione Stadler presso Valencia

L’ultima notizia d’attualità, forse la tematica più attesa, è legata alla fornitura delle nuove motrici tranviarie. Nonostante le presentazioni in pompa magna dei nuovi Stadler Tramlink Leo presso Expo Ferroviaria 2021, attualmente l’unità prototipo prevista ed attesa per metà 2022 sembra essere decisamente in ritardo. Non c’è dubbio ma solo comprensione del fatto che in tale settore, queste dilazioni di tempo sono ormai all’ordine del giorno, spesso e volentieri provocate della richiesta crescente da parte delle case del settore automotive di materie prime utili all’ambito tecnologico e costruttivo (materiali specifici, terre rare, ecc…), non soddisfabile tenendo il passo dei ritmi delle produzioni.

Nonostante ciò, i primi veicoli Stadler andranno a comporre, una volta a regime, la serie 7200, per quanto concerne le vetture strutturalmente più lunghe e 7700 per le più corte. Il complesso multiarticolato, a pianale ribassato, parla spagnolo: arriveranno dalla penisola iberica infatti le prime 30 vetture a cassa snodabile facenti parte di una fornitura di 80 unità complessive, prodotte dall’azienda oramai definibile leader, Stadler Rail di Valencia. Appresi quindi i citati ritardi accumulati durante il corso dell’anno, rimane difficile pensare ad un arrivo entro il termine del 2022 lasciando quindi facile immaginare che il successivo sarà con molta probabilità l’anno del debutto dei moderni Tramlink Leo a Milano, con una prima possibile assegnazione delle vetture consegnate al deposito Ticinese di Via P. Custodi.

Il mock-up dei nuovi Tramlink Leo presentato presso Expo Ferroviaria 2021

Attività di lungimiranza tecnologica per il miglioramento sensibile del collegamento sotterraneo metropolitano è previsto grazie sia a risorse comunali ma anche ai preziosi fondi del PNRR. E’ osservabile nonché tangibile, infatti, un importante e grande rinnovo della flotta “underground” il quale porterà ad un rilevante abbassamento dell’età media dei rotabili circolanti. 

Negli scorsi mesi è stata difatti aggiudicata ad Hitachi Rail Italy STS SRL la gara per la progettazione, produzione, consegna e messa in servizio di altrettanti treni metropolitani comprensivi di garanzia estesa quinquennale. Saranno 46 in totale i treni interoperabili sulle tre principali linee “pesanti”; questi verranno impiegati per le direttrici che ne necessitano, a discrezione dell’azienda ATM. Il primo contratto applicativo prevede la consegna di 21 treni destinati alla linea rossa M1, il quale permetterà così il completo accantonamento delle vetture tradizionali risalenti agli anni ‘70 e ‘80 del secolo scorso. Le restanti 25 vetture saranno invece, con tutta probabilità, destinate alla linea gialla M3. L’investimento sarà di 9 milioni di euro + iva per unità opzionata. ATM è attualmente in attesa di fondi pubblici, quindi, una volta avviato il contratto, il primo treno dovrà essere consegnato entro 18 mesi da tale stipula.

I “Leonardo”, gli ultimi elettrotreni consegnati ad ATM sempre da parte del costruttore Hitachi Rail STS

I 2 nuovi treni per M5 saranno dello stesso tipo già in circolazione ma verranno prodotti da Hitachi Rail STS (Credit: ATM Milano)

Per quanto concerne il medesimo ambito è stato approvato lo scorso anno, lo stanziamento di fondi per l’acquisto di altrettante 2 vetture driverless Hitachi Rail Italy destinate ad un aumento della regolarità della linea M5 e un incremento delle frequenze durante gli eventi previsti presso lo stadio Meazza.

Un’informativa resa pubblica nelle ultime settimane pone inoltre nuovamente un doveroso riguardo alla citata flotta tranviaria, con un nuovo investimento stimato di 170 milioni di euro di cui 52 milioni già stanziati dal PNRR. ATM Milano ha intrapreso una gara per un Accordo Quadro che potrebbe vedere l’arrivo di 50 nuove vetture articolate bidirezionali a pianale ribassato. Di queste, metà sarà concepita con soluzioni ad alta capacità e lunghezza di 35 metri mentre la restante metà a media capacità per un totale di 26 metri effettivi di lunghezza. Gli iniziali 14 tram del primario contratto applicativo, finanziati totalmente da fondi europei, arriveranno in Lombardia entro il giugno 2026, pena la revoca dei fondi. Il primo lotto sarà formato unicamente da motrici bidirezionali ad alta capacità. Ancora incognite le caratteristiche tecniche che verranno comunicate dall’azienda appaltatrice entro il termine delle offerte e la conseguente apertura delle buste, prevista per il mese di novembre del corrente anno.

ATM nelle righe e nei concetti sopra riportati nonché descritti, ha probabilmente saputo dimostrare di non aver lasciato nulla al caso, rendendosi protagonista anche per quanto concerne la ristretta sezione operativa aziendale relativa ai mezzi d’opera e di servizio. Con grande probabilità durante la stagione più umida e fredda, sfociante quindi nell’inverno ormai imminente, saranno in esercizio i 3 nuovi veicoli multifunzione Mitsubishi Canter bimodali ferro-gomma, adibiti all’importante servizio di spargimento sabbia sulle rotaie nei punti più difficoltosi (meccanicamente parlando) del tracciato tranviario. Furgoni a classica trazione termica, di recentissima produzione con allestimento personalizzato per gli scopi della municipalizzata, i quali affiancheranno le storiche motrici “due assi” serie 700, le famose “sabbiere” ed i Mercedes-Benz Unimog in precedenza acquisiti e già consolidati come parte del parco mezzi operativo. Nell’ultima settimana sono state ben due le apparizioni (collaudi, test su particolari tratti o forse formazione per i conducenti) che lasciano presagire questa ventata di novità anche nel campo tecnico e specifico della manutenzione e mantenimento dei percorsi ferrati cittadini di superficie. L’unità 9345 è stata avvistata nei pressi dello stadio di San Siro durante una corsa prova mentre pochi giorni dopo, per il medesimo scopo, la gemella 9344 ha corso lungo i binari che lambiscono la città di Cinisello Balsamo.

📌AGGIORNAMENTO STRAORDINARIO SETTEMBRE 2022

“L’estate sta finendo, e un anno se ne va”, Passione Trasporti raddoppia, si espande e migliora.

Durante la bella ed afosa stagione gli aggiornamenti si sono inevitabilmente interrotti ma il team di Passione Trasporti ha continuato a lavorare per offrire contenuti di qualità e sempre al passo con le richieste da parte di un pubblico esigente. Nei mesi più caldi dell’estate sono state implementate nuove architetture del sito e relative pagine, nuove aziende e due sezioni tematiche completamente inedite: “Trasporto ferroviario” e “Simulazione“. Al contempo è stata aggiornato il menù di navigazione del sito con l’introduzione delle sopra citate sezioni principali e con il raggruppamento dei mezzi di ATM Milano in un’unica pagina intuitiva e di immediato utilizzo.

Il nuovo menù principale di navigazione
AGGIUNTE SEZIONI

SIMULAZIONE (clicca qui per accedere alla galleria fotografica):

  • Inedita ed interattiva sezione dedicata alla simulazione digitale su piattaforma OMSI 2 per PC. Sono disponibili nuovi repaint delle più note vetture di ATM Milano realizzati da Passione Trasporti. Altri contenuti verranno in seguito aggiunti altri elaborati in quanto già in preparazione ed in fase di sviluppo e testing finale.

TRASPORTO FERROVIARIO (clicca qui per accedere alla galleria fotografica):

  • Sezione dedicata al trasporto ferroviario con rotabili e relative IF (pubbliche e/o private) attualmente operativi, esistenti sul territorio nazionale, europeo ed internazionale. Uno spazio digitale che conta oltre 400 foto inedite, contemporanee e storiche; classici della ferrovia all’italiana appartenenti al gruppo Ferrovie dello Stato. Sono già in fase di realizzazione nell’architettura del sito altrettante divisioni dedicate a società private italiane ed estere.
AGGIUNTE PAGINE

BUSITALIA TOSCANA (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

SAC CERVIA (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

START ROMAGNA (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

ARTICOLI

AUTOBUS

SOLARIS URBINO ELETTRICO (3001-3100) (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 3076, ATM 3077, ATM 3100

IVECO URBANWAY 12 m IBRIDO EURO VI (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 6557

IVECO URBANWAY IBRIDO EURO VI 18 m (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 1928 – 2, ATM 1971, ATM 1973, ATM 1976 – 2, ATM 1977 – 2

MERCEDES CITARO O530GN EEV (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 2984

MERCEDES CITARO O530GÜ C2 NET (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 7708, ATM 7708 – 2, ATM 7709

TRAM

MOTRICI ARTICOLATE A 2 CASSE TIPO 4700 (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

REVAMPING
  • AGGIUNTE FOTO: ATM 4722

MOTRICI INTERURBANE “DESIO” (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 45, ATM 46 – 4

MOTRICI INTERURBANE O.E.F.T. (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 122 – 2

FILOBUS

SOCIMI 8820 (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 955 – 2

METRO

TRENI TIPO “TRADIZIONALE” M2 (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

II LOTTO
  • AGGIUNTE FOTO: ATM 326

MNG “LEONARDO” M2 (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

ANSALDO BREDA
  • AGGIUNTE FOTO: ATM 581 + 3381 + 481 + 482 + 3482 + 582

TRENI TIPO “TRADIZIONALE” M3 (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

I LOTTO
  • AGGIUNTE FOTO: ATM 8029 – 2, ATM 8031, ATM 8055

MNG “MENEGHINO” M3 (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 953 + 3153 + 853 + 854 + 3154 + 954, ATM 957 + 3157 + 857 + 858 + 3158 + 958

MEZZI DI SERVIZIO

VEICOLI A PIANALE FURGONATO (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 9339 – 3

VEICOLI BIMODALI (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

VETTURE ADIBITE ALLO SPARGIMENTO DI SABBIA UNIMOG U 400
  • AGGIUNTE FOTO: ATM 9302 – 2, ATM 9302 – 3

Salviamo il deposito ATM di Desio!

Per l’edizione 2022 dei “Luoghi Del Cuore” indetta dal F.A.I. – Fondo Ambiente Italiano è stata nuovamente proposto tra i soggetti in concorso, la rimessa tranviaria interurbano ATM di Desio (MB), comprendente un ricco piazzale animato (si fa per dire) ancora da vetture dal gran valore storico e culturale, assolutamente degne di vivere una seconda vita da veri e propri oggetti narranti le vicissitudini sociali del territorio di Milano e della Brianza. Una storia segnata da lunghe carovane multicolore su rotaie che univano ogni giorno, specialmente negli anni ruggenti dello sviluppo economico, il centro città ai principali centri abitati sviluppatisi nell’area di Monza, a nord di Bresso e Sesto San Giovanni. Mille sfaccettature di un tempo in cui il tram era sinonimo di integrazione ed uguaglianza, le quali sono state ingiustamente abbandonate al disinteresse più totale, ai vandali e ad un’insolita colonia felina che contribuiscono a rendere in un futuro sempre più prossimo, irrimediabilmente irreparabile questa lunga storia italiana di tram e viaggiatori, macchina e uomo. Ecco perché la semplice e democratica espressione popolare attraverso l’antichissimo gesto del voto, forse non più così in voga ultimamente, deve poter concedere una possibilità a Desio ed a parte della sua essenza.

La locandina ufficiale dell’evento del FAI relativa al deposito ATM di Desio (ex STEL)

I “Luoghi Del Cuore” è una campagna nazionale, attiva da diversi anni, nata per la difesa e la preservazione dei luoghi italiani da non dimenticare, promossa dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo. È il più importante progetto italiano di sensibilizzazione sul valore dell’immenso patrimonio nostrano che permette ai cittadini di segnalare al FAI, attraverso un censimento biennale, gli spazi che necessitano di essere portati all’attenzione di progetti di riqualifica e relativi investitori, al fine di compiere restauri, messe in sicurezza ed infine, la fruibilità completa al pubblico. Dopo tale censimento, le realtà che hanno raggiunto una soglia minima di voti entrano a far parte di una classifica generale che ne decreterà il vincitore entro un tempo stabilito.

Un treno bloccato TB800 riqualificato sosta lungo il muro perimetrale del deposito costeggiante Corso Italia

La storia del deposito Desio

Il deposito tranviario ATM di Desio, fu costruito nel 1926 dalla STEL (Società Trazione Elettrica Lombarda) a servizio della tranvia Milano Carate-Giussano che la stessa azienda aveva rilevato due anni prima dalla Lombardy, con l’impegno a elettrificare la linea. Il 1° luglio 1939, le linee gestite dalla STEL passarono in mano alla ATMI (Azienda Tranviaria Municipale Interurbana), in seguito incorporata in ATM, attuale proprietaria dell’area. Il deposito è rimasto attivo fino al 30 settembre 2011, quando la linea tranviaria è stata sostituita da un blando servizio di autocorse con fermata proprio nel golfo di sosta dinanzi il caratteristico fabbricato giallognolo in stile liberty piuttosto semplice e classica scritta “ATM” tricolore. Scelte di partito, forse elettorali, ed aziendali hanno contribuito ad inceppare per sempre la magia del tram che attraversava fischiando educatamente lungo il centro dei paesi coinvolti e nella campagna che preannunciava l’ingresso nell’area meneghina.

Il complesso rappresenta un importante esempio di archeologia industriale. Basti pensare al solo sistema di rotaie che compie, per effettuare le manovre dei convogli tra strada e piazzale interno, quello che in gergo tecnico viene chiamato “cappello di prete“, sfruttando la presenza di due ingressi e del capolinea posto qualche centinaio di metri oltre il deposito lungo la viabilità urbana. Inoltre all’interno della suddetta area sono rimessati, purtroppo in precarie condizioni, ben 42 rotabili storici originali ATM.

Panoramica del piazzale del deposito desiano comprendente caratteristiche elettromotrici di differenti epoche e differente aspetto costruttivo

Il Ministero dei Beni Culturali lo scorso anno ha evidenziato a tutela del luogo e delle vetture, le conformi caratteristiche per rientrare sotto quanto previsto dai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (DL 22 gennaio 2004, n. 42). Dal 2018 è comunque presente una specifica petizione sulla piattaforma Change.org, ad opera del fotografo nonché cultore del tema Stefano Paolini (admin del sito e forum personale Photorail – Italian Railway Photos Online) liberamente firmabile per richiedere la modifica dei trattati di demolizione dei mezzi tranviari ancora in loco. Tutti gli aggiornamenti a riguardo sono nell’apposita sezione del noto sito di mozioni popolari.

Oggigiorno, come riferimento per i poco avvezzi, l’ultimo esempio tangibile di collegamento interurbano ancora in esercizio, con caratteristiche del tutto simili all’esperienza tranviaria desiana, è la direttrice ATM 179 con deposito a Varedo, il quale vede i treni arancioni denominati affettuosamente dai residenti “Frecciarancio”, correre tra Mombello (frazione di Limbiate) e Comasina, periferia di Milano con interscambio M3 e autobus, da quando il segmento di binari diretto sino allo storico capolinea di Via Valtellina è stato interrotto. Anch’essa vive una condizione di continua precarietà con le attuali norme sulla sicurezza sempre più stringenti e soluzioni per gli adeguamenti necessari che ritardano ad essere attuate, costringendo ad una riduzione (già in atto) dei turni effettuati fino ad una non impossibile cessazione di ogni servizio in favore degli anonimi automezzi che normalmente espletano corse sostitutive in alcune fasce orarie. Un gruppo specifico sul social network Facebook, gestito dagli stessi dipendenti ATM, permette di seguirne le vicissitudini quotidiane. Politiche sempre più burocraticamente lente, fondi inizialmente investiti e successivamente dirottati altrove, progetti e modifiche degli stessi ai quali non tutti sono concordanti sono le principali cause dello sfacelo per quanto riguarda spesso e volentieri i servizi del TPL in Italia.

Il tempo per operare e strappare alla demolizione questa opera civile ed il suo contenuti risulta quasi esaurito. Non sufficienti le incursioni negli anni caratterizzate da atti gratuiti di vandalismo e da falsi “cultori” in cerca di souvenir, un incendio dalle cause poco chiare divampato il 26 febbraio 2022 alle ore 15:00 circa, ha minato la sorte di due elettromotrici: la tipo “Desio” matricola 46 e la tipo “Reggio Emilia” numero 85. Pur spento tempestivamente dai VVF, non ha lasciato scampo alla loro fragile integrità.

Di seguito, per completezza d’informazione, quali e quante unità sono quindi ancora potenzialmente recuperabili (per una migliore visione d’insieme consultare la piantina):

  • Motrici tipo “Desio” (anno 1926): 45, 47 e 48;
  • Motrici tipo “Reggio Emilia” (anno 1928): 87 e 89;
  • Motrici OM con carrello Brill 77E (anno 1931): 95;
  • Motrici OM con carrello Brill 77E2 (anno 1930): 93, 94;
  • Locomotore Costamasnaga (anno 1928): 101;
  • Motrici Breda tipo “Littorina” (anno 1935): 114;
  • Motrici OEFT (anno 1936): 122;
  • Rimorchi Carovana (anno 1918-1923, trasformazione 1963): 177 e 179;
  • Rimorchi Costamasnaga (anno 1918-1923, trasformazione 1961-1963): 181;
  • Rimorchi Breda con porte all’estremità: 308 e 309;
  • Treni Bloccati TB500 (anno 1953, trasformazione 1961-1964):
    • 541(Rp)+506(M)+542(Rp)
    • 531(Rp)+512(M)+533(Rp)
    • 553(Rp)+501(M)+554(Rp)
    • 547(Rp)+511(M)+548(Rp)
  • Treni Bloccati TB800 (anno 1941, trasformazione 1964):
    • 831(Rp)+801(M)+832(Rp)
    • 839(Rp)+804(M)+840(Rp)
    • 833(Rp)+802(M)+834(Rp)
    • 841(Rp)+806(M)+842(Rp)

(Rp = unità rimorchiata pilota | M = unità motrice)

Di seguito è possibile collegarsi, tramite pulsante interattivo, direttamente alla pagina del FAI relativa al deposito tranviario di Desio nella sezione “Luoghi Del Cuore” ove, previa iscrizione tramite registrazione my FAI al sito, è possibile votare tale area per portarla sino ai primi posti della classifica nazionale.

Noi, ovviamente, lo abbiamo già fatto!

Forte vento a Milano: rimodulazioni e danni al servizio pubblico

Violente raffiche di vento si sono abbattute in Lombardia nei giorni scorsi, raggiungendo punte di velocità da primato, addirittura tra in 90 e i 110 km/h. Il Favonio, o Föhn, caratterizzato da masse d’aria secca e calda, ha scavalcato con veemenza la catena montuosa alpina discendendo da nord, causando non pochi danni a strutture, edifici, arredi urbani nonché al servizio pubblico dei centri abitati padani, su tutti nell’immediato circondario del capoluogo di regione. Per poter idealizzare mentalmente la dimensione concreta dell’accaduto basti pensare che, solo nella prima mattina di lunedì 7 febbraio, sono stati almeno un centinaio gli interventi gestiti dai Vigili del Fuoco nella sola città di Milano. Alberi, rami, coperture, oggetti e rifiuti sono stati gettati al suolo, divelti o addirittura scagliati a distanza sotto un cielo così terribilmente sereno, omaggiato da un’aria pulita ed sole splendente, decisamente unici nel susseguirsi stagionale del clima padano.

La situazione in tempo reale attraverso la piattaforma Twitter di ATM

Una situazione climatica comunque che non deve destare l’allarme generale in quanto il Favonio, è un elemento tipico dello scenario invernale post natalizio in Val Padana, meno consueta è però la sua presenza, nonché intensità, che ha bussato alle porte della grande metropoli. La formazione così come la forza, sono tutto frutto dell’effetto che i rilievi montuosi operano fisicamente tentando, passivamente, di contrastare con la loro massa ed altitudine le grandi correnti d’aria cariche di umidità. Nel sormontare le gelide vette, lo stesso fluido gassoso (che nell’ascesa è definito Stau) perde la precedentemente citata umidita in esso contenuta per effetto della condensazione, raggiungendo quindi la valle in condizione di totale assenza di componente acquea vaporizzata e con una temperatura nettamente più alta di quella di partenza.

La conta dei danni è ben presto nota: il servizio tranviario e stradale di ATM è stato rallentato o sospeso principalmente per l’interruzione dell’energia elettrica o del percorso stesso causa caduta di rami spezzati sulla catenaria oppure direttamente dai grandi alberi non più solidali con il terreno che ne ospitava le radici le quali, in città, non sono poi così libere di crescere ancorandosi saldamente al suolo essendo spesso e volentieri appartenenti a piante relegate in spazi delimitati da cemento o asfalto (spartitraffico o aiuole in genere).

L’azienda municipalizzata ha quindi prontamente diramato sugli appositi organi di riferimento digitali (applicazione ufficiale e social, vedi sopra) tramite il coordinamento della sala operativa, un apposito comunicato specificando le modifiche e rimodulazioni garantite nell’offerta del trasporto, impiegando anche autocorse sostitutive. Non sono mancate operazioni di soccorso da parte del personale interno ATM grazie alla flotta comprendente anche mezzi adatti a questo tipo di eccezionalità oltra alla normale manutenzione ordinaria/straordinaria che coinvolge la rete. In Via Fabio Filzi, un grosso tronco ha letteralmente impossibilitato la marcia della vettura 7607, urtandola e paralizzando anche gli altri tram a seguire. Disagi importanti anche in zona Piazza Prealpi e Piazzale Antonio Cantore.

Danni addirittura per la “cattedrale” ferroviaria, ovvero, la stazione di Milano Centrale, con lo scoperchiamento di alcune lamiere di copertura del fabbricato viaggiatori marmoreo e la caduta di diversi pannelli interni costituenti il lucernario dell’area un tempo destinata alle biglietterie, oggi una navata di transito pedonale per i viaggiatori.

Lungo Viale Fulvio Testi e Viale Ca’ Granda la scena non cambia. Anche qui la vegetazione che solitamente omaggia i lunghi tratti stradali ha dettato legge, costringendo altrettanti veicoli tranviari a richiedere soccorso, complici i trolley spezzati o piegati e la mancanza di alimentazione dovuta alla rottura delle mensole che sorreggono i cavi di alta tensione costituenti la catenaria, imprescindibile fonte di energia che rende possibile la trazione elettrica. L’intervento di FFO e tecnici è stato pressoché tempestivo, a loro infatti va sempre il ringraziamento della città e di chi vi abita grazie al provvidenziale compito della sicurezza e senso del dovere nei momenti di emergenza.

Tra i curiosi episodi verificatisi nella giornata di lunedì, è certo degno menzionare la discesa in campo di una vera chicca ATM ormai storica se pur ancora straordinariamente operativa. L’occasione ha visto il ritorno in strada del Carro Soccorso FIAT 160F26, punzonatura di servizio 9339, immatricolato nella provincia di Milano nel lontano 1983. Venne allestito come veicolo speciale dalla Carrozzeria Baribbi (fondata dall’omonimo Franco Baribbi, ex presidente del Brescia Calcio dal 1982 al 1989), un’azienda di circa 600 dipendenti con tre sedi in Italia, specializzata nella modifica di mezzi stradali prevalentemente a marchio IVECO.

A corredo dell’articolo, una serie di immagini realizzate sul territorio cittadino proprio durante i momenti più salienti e critici dei disagi causati dalle raffiche d’aria. A partire già da martedì 8 febbraio la circolazione ha ripreso il suo corso sino a tornare regolarmente esercita. Non sono passati inosservati i trasferimenti delle vetture incidentate tra i vari depositi per intraprendere le dovute misure manutentive e rimetterle di conseguenza in sesto.

Appuntamento a cena con ATMosfera

Il ristorante più simbolico ed esclusivo di Milano è pronto a ripartire. Letteralmente. E’ infatti di poche ore fa la notizia ufficiale divulgata dai principali canali di comunicazione dell’azienda municipalizzata in cui viene menzionata la riprogrammazione di uno tra i maggiormente noti servizi tranviari meneghini ovvero, ATMosfera, il servizio catering semovente gestito ed allestito a bordo di due vetture serie 1500 (le “Ventotto”) opportunamente modificate nell’allestimento per ospitare i coperti necessari per offrire un’esperienza unica di ristorazione a tutti i partecipanti, consumando classiche pietanze della tradizione locale tra le location più suggestive della “Milano da bere”. Quest’attrattiva era stata in precedenza sospesa in concomitanza con le restrizioni governative imposte in piena pandemia, non potendo più garantire la sicurezza dei commensali, costringendo la cessazione, quindi l’uscita, delle eleganti ATMosfera – 1, matricola 1970, ed ATMosfera – 2, alias la gemella 1855.

Il ristorante ATMosfera di ATM segue da anni l’idea pioneristica della degustazione a bordo di vetture tranviarie lanciata inizialmente dall’azienda municipale torinese GTT (Gruppo Torinese Trasporti), attraverso i pacchetti Gustotram e Ristocolor, sempre svolti tra i finestrini di storiche motrici. In tempi recenti, prima dell’escalation dell’ondata pandemica, la vettura di linea matricola 2002 era stata radiata dal servizio ordinario per essere revisionata e subire la trasformazione finale in una possibile ATMosfera – 3 in grado così di soddisfare la richiesta di nuovi viaggiatori-degustatori, in costante incremento anche se probabilmente potrebbe trovarsi ancora in fase di lavorazione presso le maestranze incaricate. Le attuali “Carrello” ristorante si distinguono dalla colorazione verde scuro, tendente al grigio, con dettagli e filettature dorate, quali le grafiche, lo specchietto, i fanali o addirittura il dispositivo di captazione a pantografo, di grande raffinatezza, per regalare la sensazione nel trovarsi a bordo di un ambiente di classe, quasi fossero un prezioso pianoforte a coda che accompagna gli invitati in sottofondo ad una serata di gala. Il tutto confermato comunque da ottime recensioni che collocano quest’attività gourmet tra le più gettonate a Milano.

All’interno trova spazio, in luogo alle classiche panche in legno trasversali, un vero e proprio salone con otto tavoli (ben ventiquattro posti, suddivisi in quattro tavoli da quattro persone sulla sinistra, quattro tavoli da due persone sulla destra), guardaroba, cucina, bagno e due accessi, uno per clienti ed uno per il personale, avendo limitato rispetto al progetto d’origine, le porte per l’incarrozzamento a due (alle estremità della vettura, eliminando quella centrale normalmente presente). Ovviamente non può mancare l’area antistante riservata alla conduzione del tram da parte del manovratore, obbligatoriamente sempre impeccabile, un autentico ed elegante chauffeur. Di seguito la brochure estrapolata dal sito ufficiale di ATM concernente quanto appena descritto ma in versione grafica.

Dai primi dati pervenuti alla redazione di Passione Trasporti, risalenti alle nuove possibilità di prenotazione, per il turno “ATMosfera – 2” delle 20:30 è stato registrato il tutto esaurito mentre per “ATMosfera – 1” (ore 20:00, ndr) alcuni posti sono risultati non venduti, lasciando comunque auspicare una ripartenza degna di un così particolare modo di vivere la città in compagnia, dopo mesi di isolamento sociale. Degno di nota, come espressamente indicato sia dal sito ufficiale che dalla normativa vigente, l’accesso a bordo sarà consentito strettamente previo possesso di certificazione Green Pass ad eccezione dei soggetti esclusi dalla campagna vaccinale e soggetti esenti con idonea certificazione medica. Tutto questo, al fine di garantire, nell’arco di circa un paio d’ore, la piacevolezza di lasciarsi trasportare in tutti i sensi con gusto, tra i luoghi di culto città che non dorme mai, a bordo di uno dei tanti mezzi che la rendono quotidianamente caotica ed instancabilmente dinamica trasformato, per una sera, in un autentico ed inimitabile companatico scampanellante, tra un primo fumante, un ottimo vino o un gustoso dessert.

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A settembre tutti a Scuolaintram

Settembre si sa, è tempo di ripresa: chi torna al lavoro, chi a scuola. Ma c’è una cosa che accomuna noi milanesi: almeno una volta per andare in aula o in ufficio abbiamo preso il tram. Ma cosa succederebbe se avessimo l’opportunità di imparare e conoscere mentre viaggiamo?

C’è chi sui tram insegna ad apprezzare le bellezze nascoste della città: è il caso di Carlo Livan e Andrea Milzoni, due grandi appassionati della “carrozza di tutti” nonché fondatori di TramarT, un progetto di valorizzazione del capoluogo lombardo e del territorio rivolto a grandi e piccini. Per loro il tram non è il solito noioso giro turistico ma una vera e propria esperienza di viaggio alla scoperta di tutta la bellezza che Milano mostra poco alla volta, come se fosse un tesoro da custodire gelosamente.

Giovedì 16 settembre è tornata a sgranchire le ruote per la prima volta dall’inizio della pandemia la vettura 1957, facente parte del lotto di 110 unità costruito dalle Officine Elettro-Ferroviarie Tallero (OEFT) di Milano. Dopo quasi 70 anni di servizio di linea nel 1999 ricevette questa singolare livrea argento con la vistosa scritta rossa “scuolaintram” ripetuta più volte sulle fiancate. Questo gioiellino, immortalato l’ultima volta durante un’uscita nel 2019, a causa della pandemia è rimasto tra le mura del deposito Baggio in attesa che le norme di prevenzione garantissero una ripresa sicura dei servizi speciali.

Nonostante la natura reclamasse l’autunno il sole ancora splendeva negli occhi dei bimbi in una incontenibile gioia che solo il fascino di un tram tanto originale come la scuolaintram può suscitare.

Il mondo è pieno di cose straordinarie che non conosciamo e che per qualche misterioso motivo tendiamo ad ignorare. Guardando alla vita con curiosità, è come se si aprisse una porta su un universo di possibilità dove l’unico limite è la fantasia. L’energia e la capacità dei bambini di saper ascoltare con curiosità e senza pregiudizio sono i motivi per cui riescono a divertirsi in ogni istante, trascinando in questa corrente inevitabilmente anche i più grandi. Forse è questo l’aspetto più bello che ci ha trasmesso TramarT: la mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere.

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100.000 volte Passione Trasporti

Un audace ma presumibilmente meritato traguardo è stato raggiunto in questi giorni dal sito web Passione Trasporti e dalla sua community i quali, con devozione e debita gratitudine a chi ha partecipato contribuendo alla sua crescita, sono lieti di promuovere perseverando, con ancora più cura e dedizione, i valori e le tematiche che sin dalle sue prime pubblicazioni hanno caratterizzato e continuano a caratterizzare attualmente l’offerta culturale e di entertainment digitale quotidianamente proposta, con contenuti nuovi, unici e frutto di una vera e propria ricercatezza tendente a raggiungere un pubblico globale rendendolo consapevole e curioso, interattivo e virtuoso.

Per l’occasione viene presentato un nuovo aggiornamento che integra la sezione “ARTICOLI” già presente nel sito. La nuova voce “EXTRA” comprende le seguenti pagine:

  • Articoli: contenente tutti gli articoli precedentemente realizzati andando a racchiudere anche quelli di futura stesura;
  • Eventi Speciali: dedicata ad eventi ed iniziative tematiche con relative descrizioni e gallerie fotografiche;
  • Titoli di viaggio: sezione dedicata ai biglietti e titoli di viaggio, racchiudendo oggettistica del passato e del presente;

  • Passione Trasporti – A TRIP IN A CLICK: una mappa interattiva dedicata ai migliori punti foto tranviari dell’area di Milano, sezione già presente sul sito ed integrata anch’essa sotto la voce “EXTRA”;
  • Video: filmografie inerenti il trasporto pubblico meneghino a 360°;
  • Siti consigliati: un pratico elenco di siti web paralleli a Passione Trasporti, per approfondire i valori e le qualità del TPL attraverso i tanti appassionati che ne sono coinvolti.

Passione Trasporti in numeri

  • 25 gennaio 2021: da un’idea ancora acerba appartenente ad un gruppo di giovani cultori milanesi viene creato il sito passionetrasporti.com nella sua essenzialità e ne viene acquistato il dominio per procedere nella crescita dello spazio digitale nell’attuale conformazione;
  • 3 marzo 2021: dopo quasi due mesi di programmazione ed impostazione del layout della pagina web, passionetrasporti.com è finalmente fruibile al pubblico con le sue molteplici aree tematiche, tra foto ed articoli;
  • 18 luglio 2021: il sito raggiunge le 100k visualizzazioni provenienti, secondo i dati forniti, da tutto il mondo.

Ad oggi il sito conta:

  • oltre 4000 fotografie;
  • 53 articoli e aggiornamenti;
  • 950 follower sulle pagine social;
  • 319 pagine tematiche;

Doveroso il ringraziamento anche a tutti i collaboratori intercorsi durante la realizzazione delle varie proposte tematiche del sito e per le preziose immagini messe a disposizione a titolo gratuito. L’ultimo ma non meno degno omaggio va a tutti i lettori/follower di Passione Trasporti per il ragguardevole obiettivo, ribadendo la continua crescita del sito per intrattenere con tantissimi nuovi progetti.

Tanti auguri Jumbotram!

I Jumbotram di seconda generazione sono diventati, a partire dalla fine degli anni ’70, parte integrante del panorama urbano milanese. Il segreto della loro affidabilità e rivoluzionaria progettazione si cela dietro alle novità introdotte da queste vetture, progettate con sapienza e lungimiranza oltre 45 anni fa, andando a caratterizzare i numerosi progetti successivi (ancora attuali) e segnando quindi un confine sparti acque tra un “prima” ed un “dopo” tecnologico/stilistico, specialmente nel parco veicoli di ATM a Milano.

Dopo il grande successo riscosso dalla prima generazione di Jumbotram della serie 4800, nati su elaborazione di vetture più datate, si decise di commissionare al consorzio Gruppo Aziende Italiane (G.A.I.) la costruzione di 100 vetture a grande capacità destinate a sostituire altrettante 95 motrici più anziane appartenenti alla serie 1500 (le ormai superate Ventotto).

I tram articolati a tre elementi milanesi adottarono subito questo originale soprannome derivato dall’entrata in servizio, nel medesimo periodo storico, dei primi Jumbo Jet, i famosi Boeing 747.

La prima unità delle 4900 consegnata alla cittadinanza fu la 4950 e non la 4900 come si potrebbe immaginare, seguendo una logica numerica coerente. La sua singolare presenza nel deposito ATM di Via Teodosio venne segnalata «in data 29 luglio 1976». La matricola 4900 fu presentata ai giornalisti il 7 ottobre 1976.

Le successive vetture furono consegnate al ritmo di circa quattro complessi al mese, dal gennaio 1977 al dicembre 1978 (due per serie), in seguito, esaurita la serie 4950÷4999, due al mese fino al giugno 1979. Seguirono prove di resistenza e solidità delle apparecchiature elettriche/meccaniche, consistenti in un adeguato periodo di rodaggio e una prova a pieno carico (con il peso massimo di occupanti a bordo trasportabile). I primi 5 esemplari entrarono in servizio per la precisione il 26 marzo 1977.

Una nuova concezione di tram

Lo styling era stato affidato ai noti designer industriali Giovanni Klaus Koenig e Roberto Segoni: il nuovo tram colpì per l’immagine moderna ed essenziale, per il comfort e per i sistemi di sicurezza di cui era dotato. Venne effettuato un vero e proprio lavoro di “pulitura” da tutti gli elementi che potevano rappresentare un costo o un’assenza di razionalità.

Bruno Munari, noto artista e designer, a riguardo si espresse:

L’intenzione del designer è dare qualità alla quantità. […] Come si vede, design è quando si semplifica e si facilita l’uso. Styling è quando si aggiungono valori di moda, colori, forme, materiali che hanno la durata di una stagione di moda, ma non migliorano le funzioni.

Caratteristiche e innovazioni

Le vetture sono state assemblate e suddivise in due lotti:

  • 4900÷4949: costruzione Fiat Ferroviaria Savigliano, equipaggiamento elettrico Ercole Marelli – ASGEN;
  • 4950÷4999: ostruzione Officine Meccaniche della Stanga di Padova, equipaggiamento elettrico AEG – Telefunken.

Le vetture serie 4900 non sono solamente dei complessi tranviari a grande capacità ma rappresentano un punto di svolta per quanto concerne la tecnica e l’innovazione nel settore ferrotranviario:

  • Per la prima volta in Italia l’ossatura delle vetture era interamente costituita da estrusi di lega di alluminio (come alcune automotrici elettriche leggere realizzate per le FS o convogli ad utilizzo metropolitano);
  • I carrelli OMS BE 4/8 costruiti su licenza Schlieren garantivano un nuovo sistema di sospensione estremamente flessibile;
  • Tutte le porte di salita e discesa erano allineate su un unico piano in in modo da favorire il movimento dei passeggeri in salita ed in discesa nonché il controllo delle porte da parte del conducente; le porte d’accesso furono cosi’ progettate in previsione della tranviarizzazione in sede propria della circolare 90/91, progetto succesivamente abortito;
  • I sedili erano fissati completamente a sbalzo sulle fiancate per facilitare la pulizia del pavimento;
  • La possibilità, grazie alle modularità del progetto, di variare la composizione del tram in diverse soluzioni;
  • Il radiotelefono consente al manovratore in ogni istante di ricevere o dare comunicazioni alla sala operativa preposta al coordinamento e controllo dell’esercizio;
  • L’apparato di diffusione sonora consente al manovratore di comunicare tempestivamente ai passeggeri notizie che possono agevolare la funzionalità del servizio;
  • L’impianto TV a circuito chiuso per il controllo delle porte è costituito da un monitor posto sul banco di manovra e da telecamere sistemate in corrispondenza delle porte da controllare;
  • Il sensibile aumento della velocità massima consentita (da 45 a 60 Km/h).

Modifiche e allestimenti sperimentali

Motrici articolate certamente di pregio, come illustrato fino ad ora, ebbero però alcuni problemi ad affrontare determinati percorsi della rete tranviaria meneghina. Le curve, infatti, furono il vero tallone d’Achille delle 4900: l’asimmetria permetteva di disporre tutte le porte sullo stesso piano ma la coda, nonostante le varie avvertenze riportate in vista sulla cassa circa il mantenersi a debita distanza di sicurezza, causa schiacciamento, rappresentava un pericolo concreto per pedoni e veicoli complice l’eccessivo ingombro della sagoma durante la fase di svolta. In seguito ad un grave incidente avvenuto nel settembre del 1980, tra il 1982 e il 1984 venne ricostruita la rastrematura di coda in modo da risultare simmetrica. Questa operazione di carpenteria venne svolta dalla Fiat Ferroviaria di Savigliano, per quanto riguarda alcune vetture, mentre le restanti dalle Officine Generali di Via Teodosio.

Nel corso degli anni le vetture 4900 sono state oggetto di alcuni allestimenti sperimentali:

  • 4916: allestimento sperimentale con equipaggiamento a chopper;
  • 4917: allestimento sperimentale con carrelli TIBB a boccole interne;
  • 4949: allestimento sperimentale con carrelli TIBB a boccole interne;
  • 4980: allestimento sperimentale con sospensioni pneumatiche, dal 1986 poi estese a tutta la serie.

Dalla seconda metà degli anni ’90 le vetture vennero progressivamente dotate di velette a matrice di punti.

Le 4900 negli anni duemila

Nel periodo a cavallo tra il 2000 ed il 2006, lo schema di coloritura subì qualche leggera variazione rendendole però meno dettagliate come in origine: scomparve la banda nera sotto il muso, il sotto cassa ricevette una tonalità di grigio più scura e la cornice del faro/matricola divenne arancione, uniformandosi al resto della cassa.

Le ultime vetture a mantenere la livrea d’origine furono le matricole 4930 e 4950. Altre hanno mantenuto nel tempo la cornice del fanale asimmetrico grigia mentre altre ancora hanno visto solo la rimozione della spessa linea nera.

Nel 2007 la vettura 4977, costruita da OMS nel 1977, è stata dotata di pantografo asimmetrico monobraccio tipo LEKOV, successivamente esteso a tutta la serie. Nel 2008 la serie 4951÷4999 e le vetture 4918, 4922, 4923 e 4947 sono state dotate di impianto A/C.

Il revamping

Il 6 ottobre 2011 viene presentata ai giornalisti la prima “quattromila novecento” ad essere sottoposta alle operazioni di revisione generale e revamping. Trattasi della vettura 4950 consegnata ad ATM Milano nel luglio 1976.

A partire dall’anno 2014 i complessi tranviari serie 4900÷4949 sono stati sottoposti a revisione generale e ad un importante intervento di revamping al fine di ripristinare l’integrità delle parti meccaniche, introdurre modifiche impiantistiche per apportare/migliorare decise funzionalità tra cui il comfort, la sicurezza ed il consumo energetico ai livelli comparabili a quelli di una vettura di nuova fabbricazione.

Con la consegna dell’ultima vettura – la 4946 – nel 2020 si sono conclusi gli interventi di revisione generale e revamping di 51 vetture serie 4900. 

Il rinnovamento degli interni e degli esterni è stato curato dallo studio Bruno & Partners. La nuova livrea, tigrata, e le nuove forme del muso e della coda, donano certamente alle 4900 un aspetto più dinamico e moderno, sottolineato da apparecchiature esterne decisamente di recente introduzione quali veletta luminosa a led più risaltante, gruppo ottico migliorato e maggiorato.

In seguito alle operazioni di riqualificazione ha avuto luogo un nuovo periodo di prova del veicolo al fine di testare l’efficienza dello stesso prima della messa in servizio, come avvenne proprio in origine con i primi esemplari consegnati.
Superata la fase di collaudo tecnico la vettura può essere immessa in servizio regolare di linea, pronta a sferragliare (meno rumorosamente) sulla rete tranviaria della città lombarda.

Questi interventi hanno permesso a tale serie di motrici tranviarie una seconda vita operativa, regalando al pubblico attenzione alla mobilità ed ai sistemi attraverso i quali viene attuata, soddisfacendo milioni di passeggeri che ogni anno usufruiscono del suddetto sistema di trasporto urbano a Milano.

Oggi è tempo di debite celebrazioni, festeggiando e ricordando con parole, immagini e fantasia un viaggio lungo 45 anni: tanti auguri Jumbotram, ad maiora semper.

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Sedriano: tra immagine e realtà

Il mitico “gamba de’ legn” della tranvia interurbana Milano – Magenta/Castano Primo, con il suo lento sbuffare ritmico, è ormai solo un lontano ricordo, nella memoria di chi l’ha vissuto ma non di chi ne ha solamente sentito raccontare dai presenti di un’epoca in cui il vapore era il deus ex machina, l’unica forza conosciuta per muovere macchine ed idee. Ecco perché nell’hinterland milanese, più precisamente a Sedriano, rimane ancora traccia di quegli antichi fasti. In questa località la linea si divideva in due diramazioni: quella per Castano primo, chiusa nel 1952, e quella per Magenta, soppressa con la chiusura completa della direttrice avvenuta il 30 agosto 1957.

In Via San Massimo sembra prendere vita il murales che ritrae la MMC 108, una locomotiva tranviaria costruita nel 1908 da St. Leonard, ritratta in una scena quotidiana: il tram sgomita tra la condensa, le case ed i passanti con la sua andatura oscillante, quasi zoppicante da cui verosimilmente parrebbe aver preso il nome secondo alcune dicerie locali.

Dalla soppressione della linea tranviaria il servizio tra Milano e Magenta è stato esercitato, sino ad oggi, sempre con autobus. Nello scorcio sottostante un’immagine dei tempi che cambiano, il “gamba de’ legn” pare quasi cedere il passo, o meglio la ruota, ad una moderna vettura gommata dell’azienda Movibus.

Oltre a questo piccolo scorcio, sono molte le iniziative ed i luoghi legati a tali leggendari tram semoventi grazie al fuoco di una caldaia ed al classico sistema biella-manovella per il moto. Nella mappa sottostante sono stati riportati alcuni angoli della Lombardia che meritano almeno una volta, una visita per scoprire quanta strada il trasporto pubblico abbia percorso sino ad affermarsi, in modo così rivoluzionario, al giorno d’oggi grazie anche ad innovativi sistemi di propulsione di recente applicazione.

Il rilancio di Milano viaggia… in tram

È opera di queste ore, sul sito ufficiale del Comune di Milano, la pubblicazione di un importante documento elaborato il 13 luglio scorso e frutto di dibattito della seduta telematica avvenuta tra i membri del consiglio di Municipio 1 del capoluogo lombardo. Come ordine del giorno, approvato all’unanimità, la valorizzazione delle vetture tranviarie storiche ATM a scopo turistico e culturale, ovvero, una presa di posizione importante su una questione da tempo rimandata o taciuta tanto da decretare il destino di numerosi veicoli di grande interesse storico in maniera definitiva ed irrecuperabile. Una strada lunga da percorrere, anche per sensibilizzare la coscienza dell’azienda municipalizzata che al momento non prospetta uno scenario adeguato a quest’originale attrattiva, la quale, in luoghi come Torino è, ad esempio, molto più sentita e rilanciata, con uno scontato ritorno di pubblico interessato veramente numeroso.


Nel testo, sono moltissimi i passaggi che vengono affrontati e le novità da introdurre proposte come carne sul fuoco, per sfruttare al massimo il “tesoro” celato da troppo tempo tra le mura dei depositi di mamma ATM. Importanti sono le condizioni emerse del materiale rotabile e delle strutture del deposito dismesso di Desio (MB) così come la collezione Ogliari del museo Volandia di Somma Lombardo (VA). Vetture e motrici che reclamano certamente giustizia, dopo l’onorato servizio prestato durante un secolo che, nonostante l’avvento della tecnologia, non le ha mai condannate in fretta e furia alla fiamma ossidrica grazie alla loro semplicità e robustezza in esercizio. L’istituzione di un museo, infatti, potrebbe racchiudere almeno in forma statica tanti pezzi di non quantificabile interesse mentre quelli ancora atti, potrebbero ogni giorno percorrere la città lungo un percorso realizzato su misura per toccare i luoghi più prestigiosi della città, un’ipotizzata linea 20, con un massimo di 4 o 5 tabelle, sia per giorni festivi che lavorativi. Da citare la figura chiave di Mattia Abdu, appassionato ma anche assessore di zona nell’ambito Urbanistica e Mobilità, il quale, da conoscitore, riporta differenti e precise matricole di vetture le quali potrebbero rivivere una seconda giovinezza proprio sui binari o, per lo meno, non nelle file degli accantonati nella cosiddetta Area 51 di ATM o meglio conosciuta come deposito Precotto.

Ecco quindi il desiderio di riabilitare, oltre alle classiche tipo 1928, le care serie 700, con allestimento per passeggeri, l’unità 609 di grandissimo valore per l’epopea tranviaria milanese, l’unità 5137 già protagonista nei mesi trascorsi di un glorioso ritorno nel deposito Baggio, l’unità 4825 da ripristinare funzionalmente e l’effimera nonché sperimentale vettura 4500 “tram innovativo a pavimento ribassato”, frutto nel 1984 di un Frankenstein by OMS ottenuto da due Ventotto incidentate. Il documento si conclude con paragrafi immancabili riguardanti lo stato di conservazione e manutenzione di quanto precedentemente citato intraprendendo azioni di tutela e di censimento al fine di scongiurare abomini quali demolizioni, cannibalizzazioni o cessioni a terzi/privati.


Grazie all’audace azione dall’assessore Abdu, rincarata e supportata da chi ha a cuore questo patrimonio pubblico, è auspicabile il poter iniziare ad ammirare i primi segnali di cielo sereno ed azzurro, oltre la coltre di nubi che imperversavano da decenni sui destini di agglomerati semoventi ferrosi e lignei, plasmati da antichi operai-artigiani per poi consacrarli al mito della storia attraverso il silenzioso lavoro quotidiano che dalla notte dei tempi contraddistingue il rapporto, dapprima tra uomo ed animale, in seguito tra uomo e macchina.


La documentazione inerente la seduta del 13/07 è riportata di seguito nella sua interezza, fruibile dal lettore.