Metrò VVF: allestimento speciale addestrativo

Novità importanti per l’elettromotrice metropolitana matricola 353 donata ai Vigili del Fuoco da ATM. Alcune settimane fa è stata collocata nella sua definitiva ubicazione presso il piazzale della caserma dei VVF di Via Messina a Milano, proprio a fianco dell’omonimo deposito tranviario.

Il veicolo ferroviario ha ricevuto una speciale cromia promiscua atta a identificare i due possibili scenari di intervento nelle esercitazioni addestrative previste: la linea M1 e le linee M2 e M3, le principali direttrici sotterranee della città gestite da ATM.

Infatti, grazie alle pellicole adesive, dalla cabina sino a circa metà cassa, è stata resa simile ai complessi tipo “tradizionale” operanti su M1, con l’alternarsi di bande rosse su fondo bianco. Viceversa, per la restante superficie lato pantografo/intercomunicante, è stata mantenuta la pellicolatura originale verde e bianca con la quale è stata distolta dal servizio, ovvero quella relativa alla metropolitana 2.

Per completezza sono stati collocati due distinte iscrizioni per identificare le condizioni operative in caso di manovra di soccorso:

  • Linea 1 Rossa”;
  • Linea 2-3 Verde-Gialla”;

Non solo dettagli visivi. Questo perché i treni del collegamento rapido metropolitano si differenziano anche e soprattutto per questioni tecniche di esercizio quali, su tutti, i sistemi di captazione dell’energia elettrica. È quindi risaputo che la M1 utilizza in galleria un sistema che prevede una terza rotaia alimentata a 750 Vcc per ricevere la polarità positiva con la quale soddisfare utenze e carichi di bordo, tra cui la trazione (ed una quarta fase sempre a rotaia per il ritorno di corrente). Per evidenti questioni di sicurezza, la terza e la quarta rotaia non sono presenti in alcune specifiche aree della rete; i treni captano quindi l’energia elettrica dalla linea aerea. Sull’imperiale dei convogli sono presenti quattro pantografi (predisposti per 1,5 kVcc / 750 Vcc) atti agli spostamenti in tratti dediti alla manutenzione o al ricovero nei depositi.

La questione riguardante le peculiarità delle linee 2 e 3 si presenta ben diversa. Nelle normali condizioni di esercizio i treni delle linee operano per mezzo di quattro pantografi in presa i quali garantiscono il corretto assorbimento di corrente dalla particolare catenaria realizzata nella ristretta sagoma offerta dalle gallerie, sino poi ad apparire molto più simile all’infrastruttura ferroviaria, nei tratti superficiali periferici (solo su M2). La tensione di esercizio è di 1,5 kVcc.

Per queste motivazioni l’allestimento dello scenario di simulazione dei VVF ha previsto che il binario ove l’elettromotrice è stata posata sia completo di una terza rotaia ed il carrello anteriore sia dotato di captatore laterale meccanico a strisciamento riprendendo il precedente discorso tecnico. La sezione M2/M3 dell’elettromotrice vede sollevato il caratteristico pantografo monobraccio.

A completamento dell’opera, stando a quanto potuto apprendere presso il comando dei Vigili del Fuoco, dovrebbe essere realizzato addirittura un sistema di copertura simile ad un tubo di grandi dimensioni nel quale inserire la vettura, per rendere totalmente verosimile l’ambiente metropolitano con i suoi angusti spazi.

Con queste disposizioni, la 353 si presta ad essere la prima (e probabilmente l’unica) motrice metropolitana a rivestire due differenti livree contemporaneamente ma con il prioritario obiettivo di garantire una formazione sempre più accurata al personale di soccorso operante in ambito civile come, appunto, in situazioni di pericolo con incidenti che riguardano i mezzi di trasporto pubblico.

Un’elettromotrice M2 per i Vigili del Fuoco di Milano

Il 7 marzo scorso, presso la sede del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Milano, è stata trasferita tramite carrello stradale per trasporti eccezionali un’elettromotrice della linea metropolitana 2 meneghina distolta dal servizio. Grazie ad una collaborazione con la stessa ATM ed una società appaltata specializzata nella movimentazione di carichi così inusuali, è stato possibile recapitare direttamente il rotabile ferroviario nel cortile interno della caserma di Via Messina.

L’elemento, separato dalla sua composizione completa, ha visto lasciare il deposito M2 di Famagosta sfilando lungo le strade di Milano per un ultimo viaggio in superficie a bordo del bilico messo a disposizione da CORTI Autotrasporti, con apposito rimorchio dotato di sistema per il carrellamento di mezzi ferroviari. La sua collocazione finale si trova sul piazzale entro le mura perimetrali del Comando dei VVF menzionato in precedenza, ove è stato allestito uno spazio dedicato con tutti gli elementi atti a simulare lo scenario normalmente presente in ambito metropolitano, percorso quotidianamente ed ordinariamente dai convogli (fino a poco tempo fa identici a quello ceduto in fotografia): dalle rotaie alle traversine, sino al profilato metallico con fase elettrica laterale per completare una vera e propria ricostruzione dei sistemi elettromeccanici tipici delle linee M1, M2 e M3 della cosiddetta “underground” milanese.

Nelle settimane successive al suo stanziamento, l’elettromotrice verrà maggiormente distinta in modo speculare con un cambio livrea adottando il bianco/rosso M1 su circa metà cassa (mantenendo il restante bianco/verde M2 ma sottintendendo anche M3) e specifiche insegne atte a stabilire su quale tipologia di veicolo passeggeri sotterraneo si stia effettuando l’eventuale simulazione.

Nello specifico, per i più curiosi sul tema ecco qualche informazione più dettagliata a riguardo. Si tratta della motrice matricola ATM 353 costruita dal consorzio FIAT Ferroviaria, TIBB e SOCIMI nel lontano 1985.

Le elettromotrici ET 245 “V lotto” sono state, fino a non molto tempo fa, delle Unità di Trazione (UdT) in servizio sulla linea metropolitana M2, caratteristica per la particolare circolazione promiscua della tratta sia in superficie che ambito sotterraneo (la quale prevede, tra le tante cose, un regolamento del segnalamento luminoso in coda del tutto particolare, con una luce rossa fissa e la seconda lampeggiante, come a molti sarà capitato di notare viaggiando nelle gallerie della città).

Nel 1985 sono state realizzate, per la precisione, 14 UdT dalle precedentemente citate Fiat Ferroviaria, TIBB e SOCIMI, abbinate a coppie di due complessi (in comando multiplo) per formare un cosiddetto treno composto in totale da sei elementi. Sono entrate in servizio in concomitanza con l’apertura dei prolungamenti della direttrice stessa da Gorgonzola a Gessate e da porta Genova a Romolo.

Quest’elettromotrice era nota in composizione insieme alla gemella 352 e relativa rimorchiata rimorchiata 2126. A sua volta questa Unità di Trazione si trovava accoppiata, nell’ultimo avvistamento noto, con un complesso gemello formando il convoglio [355 + 2127 + 354] + [352 + 2126 + 353]. Il 31 dicembre 2021 è stata distolta dal servizio regolare di linea insieme alle altre unità superstiti del gruppo. La motrice, prima di questo formidabile destino come banco di prova per l’effettuazione di manovre ed interventi di soccorso simulati, è stata rimessata presso il deposito M2 dal momento del suo accantonamento.

Come riportato dalla nota del Comando stesso, verrà impiegata per ogni attività addestrativa utile alla conoscenza delle attrezzature destinate al sollevamento dei convogli in caso di emergenza, come ad altre situazioni che possono incorrere alle linee metropolitane. Questa unità, testimone di un periodo di piena maturità del design industriale italiano applicato al comune mezzo di trasporto pubblico, vivrà una seconda vita affinché il personale VVF possa, attraverso molteplici strutture, assicurare il soccorso anche nelle condizioni più difficili e nella massima sicurezza nonché preparazione.

Tutte le immagini a corredo dell’articolo provengono dalla pagina Facebook del Comando dei Vigili del Fuoco di Milano. Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, attraverso i relativi canali mediatici, produce contenuti propri testuali, fotografie, video e altri materiali multimediali che sono da considerarsi in licenza Creative Commons CC BYND 3.0 e possono essere riprodotti liberamente, citando la fonte. (Social media policy VVF)

Forte vento a Milano: rimodulazioni e danni al servizio pubblico

Violente raffiche di vento si sono abbattute in Lombardia nei giorni scorsi, raggiungendo punte di velocità da primato, addirittura tra in 90 e i 110 km/h. Il Favonio, o Föhn, caratterizzato da masse d’aria secca e calda, ha scavalcato con veemenza la catena montuosa alpina discendendo da nord, causando non pochi danni a strutture, edifici, arredi urbani nonché al servizio pubblico dei centri abitati padani, su tutti nell’immediato circondario del capoluogo di regione. Per poter idealizzare mentalmente la dimensione concreta dell’accaduto basti pensare che, solo nella prima mattina di lunedì 7 febbraio, sono stati almeno un centinaio gli interventi gestiti dai Vigili del Fuoco nella sola città di Milano. Alberi, rami, coperture, oggetti e rifiuti sono stati gettati al suolo, divelti o addirittura scagliati a distanza sotto un cielo così terribilmente sereno, omaggiato da un’aria pulita ed sole splendente, decisamente unici nel susseguirsi stagionale del clima padano.

La situazione in tempo reale attraverso la piattaforma Twitter di ATM

Una situazione climatica comunque che non deve destare l’allarme generale in quanto il Favonio, è un elemento tipico dello scenario invernale post natalizio in Val Padana, meno consueta è però la sua presenza, nonché intensità, che ha bussato alle porte della grande metropoli. La formazione così come la forza, sono tutto frutto dell’effetto che i rilievi montuosi operano fisicamente tentando, passivamente, di contrastare con la loro massa ed altitudine le grandi correnti d’aria cariche di umidità. Nel sormontare le gelide vette, lo stesso fluido gassoso (che nell’ascesa è definito Stau) perde la precedentemente citata umidita in esso contenuta per effetto della condensazione, raggiungendo quindi la valle in condizione di totale assenza di componente acquea vaporizzata e con una temperatura nettamente più alta di quella di partenza.

La conta dei danni è ben presto nota: il servizio tranviario e stradale di ATM è stato rallentato o sospeso principalmente per l’interruzione dell’energia elettrica o del percorso stesso causa caduta di rami spezzati sulla catenaria oppure direttamente dai grandi alberi non più solidali con il terreno che ne ospitava le radici le quali, in città, non sono poi così libere di crescere ancorandosi saldamente al suolo essendo spesso e volentieri appartenenti a piante relegate in spazi delimitati da cemento o asfalto (spartitraffico o aiuole in genere).

L’azienda municipalizzata ha quindi prontamente diramato sugli appositi organi di riferimento digitali (applicazione ufficiale e social, vedi sopra) tramite il coordinamento della sala operativa, un apposito comunicato specificando le modifiche e rimodulazioni garantite nell’offerta del trasporto, impiegando anche autocorse sostitutive. Non sono mancate operazioni di soccorso da parte del personale interno ATM grazie alla flotta comprendente anche mezzi adatti a questo tipo di eccezionalità oltra alla normale manutenzione ordinaria/straordinaria che coinvolge la rete. In Via Fabio Filzi, un grosso tronco ha letteralmente impossibilitato la marcia della vettura 7607, urtandola e paralizzando anche gli altri tram a seguire. Disagi importanti anche in zona Piazza Prealpi e Piazzale Antonio Cantore.

Danni addirittura per la “cattedrale” ferroviaria, ovvero, la stazione di Milano Centrale, con lo scoperchiamento di alcune lamiere di copertura del fabbricato viaggiatori marmoreo e la caduta di diversi pannelli interni costituenti il lucernario dell’area un tempo destinata alle biglietterie, oggi una navata di transito pedonale per i viaggiatori.

Lungo Viale Fulvio Testi e Viale Ca’ Granda la scena non cambia. Anche qui la vegetazione che solitamente omaggia i lunghi tratti stradali ha dettato legge, costringendo altrettanti veicoli tranviari a richiedere soccorso, complici i trolley spezzati o piegati e la mancanza di alimentazione dovuta alla rottura delle mensole che sorreggono i cavi di alta tensione costituenti la catenaria, imprescindibile fonte di energia che rende possibile la trazione elettrica. L’intervento di FFO e tecnici è stato pressoché tempestivo, a loro infatti va sempre il ringraziamento della città e di chi vi abita grazie al provvidenziale compito della sicurezza e senso del dovere nei momenti di emergenza.

Tra i curiosi episodi verificatisi nella giornata di lunedì, è certo degno menzionare la discesa in campo di una vera chicca ATM ormai storica se pur ancora straordinariamente operativa. L’occasione ha visto il ritorno in strada del Carro Soccorso FIAT 160F26, punzonatura di servizio 9339, immatricolato nella provincia di Milano nel lontano 1983. Venne allestito come veicolo speciale dalla Carrozzeria Baribbi (fondata dall’omonimo Franco Baribbi, ex presidente del Brescia Calcio dal 1982 al 1989), un’azienda di circa 600 dipendenti con tre sedi in Italia, specializzata nella modifica di mezzi stradali prevalentemente a marchio IVECO.

A corredo dell’articolo, una serie di immagini realizzate sul territorio cittadino proprio durante i momenti più salienti e critici dei disagi causati dalle raffiche d’aria. A partire già da martedì 8 febbraio la circolazione ha ripreso il suo corso sino a tornare regolarmente esercita. Non sono passati inosservati i trasferimenti delle vetture incidentate tra i vari depositi per intraprendere le dovute misure manutentive e rimetterle di conseguenza in sesto.

Il 2021 per il trasporto pubblico

Gli ultimi rintocchi d’orologio scandiscono ore, minuti e secondi rimanenti che consacreranno definitivamente alla storia il 2021 come forse uno dei più singolari e significativi trascorsi. Certamente un periodo sconcertante, tra alti e bassi, con i ritmi dettati da una pandemia che sembra dapprima affievolirsi e di colpo, con l’accentuarsi dell’inverno, sferrare un nuovo attacco piegandone sempre più la popolazione europea, oltre a quella globale, costretta a trincerarsi dietro vaccini e mascherine di classe protettiva superiore. Il TPL non ha comunque smesso di servire quella tutta quella fasci di utenti, i quali, nonostante il rischio, preferiscono il mezzo pubblico a quello privato prendendo però che le regole precauzionali previste per legge vengano rispettate anche dal gestore. Di seguito un riepilogo essenziale dei principali momenti salienti che hanno caratterizzato maggiormente i trecentosessantacinque giorni appena trascorsi. Noi siamo pronti. E voi? Si parte!

#1 Una nuova mappa

La classica mappa della rete metropolitana e delle linee ferroviarie suburbane di Milano si è tinta finalmente di blu: appare per la prima volta sulle cartine la stilizzazione della linea M4 ancora in costruzione (e per questo motivo tratteggiata). Tale traccia grafica discontinua andrà progressivamente a mostrarsi definitiva ed unica, in concomitanza con l’apertura delle singole tratte completate.

#2 I Solaris elettrici conquistano la città

Proseguono incessanti le consegne iniziate da Solaris Bus & Coach nel 2020: ad oggi a Milano si contano 100 nuovi autobus Solaris Urbino Electric in più in servizio presso i depositi cittadini. Si concretizza sempre più l’impresa dell’azienda municipalizzata di svecchiare il parco vetture con tali modelli di ultima generazione a bassissimo impatto ambientale.

#3 Vetture storiche protagoniste

Causa COVID-19, che ne ha decretato l’azzeramento di papabili fruitori, nel 2020 le vetture tranviarie facenti parte del parco storico ATM hanno trascorso molto tempo sostanti tra le mura dei depositi. L’anno ormai trascorso si era aperto con particolari movimentazioni delle stesse, sia a fini di rimessaggio che di utilizzo in previsione delle riaperture indette dal governo, noleggi tematici o addirittura “attrici meccaniche” in disparati ambientazioni per riprese cinematografici. Da citare sicuramente i titoli “Carla”, sulla figura di Carla Fracci che nel 2021 ha lasciato la sua esistenza terrena, “I fratelli De Filippo” trasmesso in prima serata proprio nella serata di giovedì 30 dicembre, altri cameo minori ma sempre come protagoniste assolute. Degno di nota rimane il trasferimento trainato riguardante esemplare unico matricola 5137 il quale, dopo ben quattro anni nei meandri del deposito Precotto è ritornata presso il deposito Baggio al quale la sezione storica in generale fa riferimento per quanto concerne i veicoli preservati. Nel frattempo la motrice 1847, tipo “Ventotto” biverde, diventa ufficialmente il primo tram serie 1500, dopo decenni, a ricevere (anche se scenici) un trolley ad asta con rotella e fune per il posizionamento sotto filo.

#4 Nuovi colori, manutenzioni, revisioni generali e revamping

La costante attenzione nell’impiegare mezzi efficienti e rinnovati è solitamente accompagnata da validi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Nel 2021 si è definitivamente conclusa la revisione generale delle vetture tipo “Carrello”, con la sezione delle motrici adibite ai servizi speciali (facenti parte del parco storico poc’anzi citato). Inoltre, grazie agli artigiani delle maestranze delle officine di Via Teodosio, la sabbiera 713 del deposito Messina ha subito un totale rifacimento dei frontali mentre l’unità 712 (riconsegnata poi al deposito Baggio), la sperata sostituzione degli assili proprio nelle ultime ore. Segno di un volere forse celato nel proseguire sull’utilizzo costante di questi straordinari veicoli di servizio quasi centenari. Sono proseguite invece, nei vari mesi, le operazioni di revisione e revamping sulle vetture articolate a media capacità tipo 4700 mentre per le quasi “gemelle” 4600 vige ancora un destino incerto. Nel 2021 è iniziata anche la conversione estetica delle vetture serie 7100 “Sirio” alla livrea bianco crema/giallo Milano rendendole uniformi alle livree di una buona percentuale del parco tranviario cittadino.

#5 45 anni di Jumbotram

Mentre l’Italia sperimentava i primi treni ad assetto variabile, proiettati nel futuro del trasporto ad Alta Velocità/Alta Capacità, i Jumbotram ATM serie 4900 iniziavano a dimostrare la loro robustezza e affidabilità nel capoluogo meneghino. Squadrati, dalle linee spezzate ma eleganti, frutto di nuovi studi tecnici sull’evoluzione del trasporto di una metropoli come Milano. Soprattutto grazie ad importanti soluzioni ingegneristiche che hanno permesso di affermarsi sino al raggiungimento di un’importante operazione di rifacimento garantendone altrettanti anni di esercizio. Proprio quest’anno sono riuscite a raggiungere l’importante traguardo dei 45 anni, frutto che dietro un grande prodotto vige sempre un grande progetto. Anniversario minuziosamente festeggiato in uno speciale articolo dedicato.

#6 In tram al Fuorisalone 2021

Uno degli eventi più attesi dell’anno dal pubblico milanese e non, è stato sicuramente il Salone Internazionale del Mobile ed il suo Fuorisalone a corredo, ove la città, come in fiera, diventa un unico palcoscenico tra vetrine, esposizioni, presentazioni. Qualche brand importante ha addirittura osato il noleggio di vetture tranviarie per esportare il suo marchio in tutta la “city”! E’ questo il caso di Febal Casa (Gruppo Colombini), con uno spazio arredato in movimento aperto a chiunque volesse salire e divertirsi a ritmo di musica, oppure dell’interior designer Michele Perlini ideatore di una serie di momenti dedicati ad una ristretta cerchia di invitati con tema i cinque sensi. Sempre immancabile la partecipazione dietro le quinte di IGP Decaux e le sue soluzioni adesive per rendere speciali le amate vetture tranviarie.

Ha avuto il suo primo momento di gloria, seppur parziale in quanto in forma di mockup, il TRAMLINK, l’ultimo acquisto tranviario, dopo i prodotti AnsaldoBreda dei primi anni ’00, a cura di ATM. Il complesso multiarticolato, a pianale ribassato, parla spagnolo: arriveranno prossimamente dalla penisola iberica le prime 30 vetture a cassa snodabile facenti parte di una fornitura di 80 unità complessive, prodotte dalla rinomata Stadler Rail. ATM e l’azienda svizzera hanno appunto svelato alcuni elementi strutturali e di allestimento del TRAMLINK ad EXPO Ferroviaria 2021, un evento biennale tenutosi nel polo fieristico di Rho dove le aziende del settore autoferrotranviario fanno bella mostra dei propri prodotti in cerca di potenziali acquirenti.

#8 tornano ATMosfera e Scuolaintram

Come premesso, per alcune situazioni che prevedevano alta socialità ed un buon numero di persone a bordo di un tram, anche per due servizi esclusivi come ATMosfera e Scuolaintram il COVID-19 ha costretto ad una sosta prolungata delle vetture in deposito, creando non pochi disagi anche ai diretti interessati come, ad esempio, gli operatori addetti al servizio ristoro o gli operatori turistico-culturali di settore. La ricomparsa sui binari dei sopra citati pacchetti per visitare Milano offerti, è stato sicuramente indice di una maggiore consapevolezza e sicurezza nel ritornare a viaggiare quindi nel generare presagi di normalità tra i clienti. Le due ATMosfera hanno ripreso a pieno ritmo i tour culinari al lume di candela, mentre Scuolaintram ha potuto far nuovamente sorridere tanti bambini dei quali ne rimaneva un’eco smorzata tra le panche impolverate della triste 1957, quasi dimenticata in rimessa.

#9 Diciotto metri per la “novantatré

Dal 19 novembre l’utenza della rete filoviaria, sistema di trasporto elettrico su gomma in esercizio dal 1933 a Milano, ha assistito ad una radicale novità per quanto concerne la tipologia di vetture impiegate per espletare le corse lungo la direttrice che collega Lambrate (quindi gli interscambi FS/M2) a Viale Omero, nel quartiere di Corvetto a sud est del capoluogo di regione. Il filobus della “novantatré” è diventato quindi filosnodato, adottando per il suo percorso mezzi sei metri più lunghi, con maggiore capienza conseguente, rispetto ai veicoli attualmente in esercizio su tale direttrice urbana.

#10 Un BYD tutto nuovo per Milano

Passione Trasporti aveva seguito con grandi aspettative il suo allestimento presso l’industria privata. Finalmente la certezza: è entrato in servizio il BYD K9 2005. L’autobus in questione è stato documentato in anteprima in servizio regolare sulla linea 54, con le sue forme stondate ed il design totalmente innovativo proposto dalla casa costruttrice cinese. Non rimane che attendere il 2022 in attesa di apprezzarlo nuovamente in servizio.

#11 90 anni ATM: una serie web e l’archivio on-line

Fondata nel 1931, l’azienda di trasporto pubblico locale controllata dal comune, ha festeggiato nel 2021 i novant’anni di attività ininterrotta con piani di espansione attuati sempre più ambiziosi ma anche con lo sguardo rivolto al passato per non dimenticare le proprie radici che hanno permesso di giungere sino ad oggi offrendo un servizio sempre più capillare e rinnovato. Per le celebrazioni ATM ha indetto una mini serie di cinque puntate improntata sulla scoperta dei meandri in cui normalmente non è contemplata la presenza del pubblico. “ATM Uncovered” svela i segreti della manutenzione, della gestione e dell’attuazione di un dovere pubblico e la sua offerta al cittadino. Tutti gli episodi, della durata di circa dieci minuti l’uno, sono andati in onda ogni domenica dal 21 novembre al 19 dicembre e sono consultabili attualmente sui principali canali social network di ATM. Ha aperto i battenti virtuali anche l’Archivio Storico della municipalizzata, contenente scansioni fotografiche d’epoca ritraenti mezzi, luoghi e persone che hanno reso grande quest’azienda a Milano nei decenni a seguire ed in quelli precedenti, ai tempi in cui si stavano ancora delineando le prime società e le prime linee del trasporto urbano a Milano e dintorni.

#12 Autoguidovie: uno sguardo dal passato verso il futuro

Non solo ATM è stata ed è tutt’ora protagonista di un piano di investimenti per l’avvenire, con uno sguardo sicuramente inscindibile dalla sostenibilità per la salvaguardia dell’ambiente. Anche Autoguidovie, infatti, ha scelto la strada più adeguata su cui incentrare il proprio piano operativo degli anni a venire. Sono state consegnate a ridosso delle festività natalizie le prime vetture che andranno a spodestare le corrispettive più datate oppure a rinforzare i parchi mezzi più carenti, coprendo anche con una cadenza più frequente diverse linee esercite da AGI. Si tratta di diverse unità comprendenti Mercedes-Benz Citaro C2, Iveco CrossWay NF, Mercedes-Benz Intouro M e Setra 415 LE, le quali verranno approfondite da Passione Trasporti in un apposito e dedicato articolo. Non meno importante, per un’azienda che si specchia nel passato storico per protrarsi con successo nell’immediato domani, il recupero e restauro dell’ultima vettura di fine anni ’20 sopravvissuta all’epopea della “guidovia” che consentiva ai pellegrini di raggiungere con un nuovo sistema di trasporto al Santuario di Nostra Signora della Guardia sulla cima del monte Figogna. Oggi si trova lustra, pronta a farsi ammirare, presso il cortile interno della sede in Via M. F. Quintiliano, 18 a Milano. Esiste un progetto per il ricollocamento della stessa presso la sede di Volandia ove la piccola motrice termica aveva trovato posto nella collezione del fu museo Ogliari di Ranco, sfrattata al momento della scomparsa del suo curatore. Autoguidovie ne aveva preso in carico ogni lavorazione necessaria per renderla nuovamente apprezzabile. Anche per essa sarà doveroso un apposito spazio web ove discuterne il risultato finale e l’affascinante tecnica del sistema Laviosa che le permetteva di muoversi su ripide pendenze.

Passione Trasporti: un anno di importanti traguardi

Chi da un anno ormai, gestisce con dedizione, impegno e costanza la crescita di Passione Trasporti è fiero dei risultati ottenuti, scanditi da importantissimi ed imprescindibili traguardi. Innanzitutto la possibilità di essere supportati da un pubblico il quale, giorno dopo giorno, ha potuto apprezzare, discutere o condividere quanto proposto attraverso i canali digitali e non (il sito, le pagine social network, l’incontro personale). La voglia di dare una possibilità ad un gruppo di giovani leve impegnate nella costante battaglia che vede tra i punti chiave la ricerca di un futuro per sé e per chiunque decida di voler cambiare il mondo, in questo caso, quello del trasporto pubblico, della locomozione motorizzata sempre più adatta ad una società che evolve ed un pubblico esigente. La scoperta continua e la piacevolezza nel comunicare quanto più di interessante e culturalmente rilevante ci circonda, senza particolare target a cui indirizzare i contenuti, genera un’apertura globale dalla facile comprensione e semplice divulgazione. Passione Trasporti ha rilasciato, su richiesta, anche una breve intervista radiofonica ancora consultabile per dettare i concetti chiave che animano quanto in precedenza riportato come motivo d’orgoglio. Un momento di leggerezza dietro i microfoni che non perde di vista la rotta tracciata: portare Passione Trasporti ad un livello successivo!

Grazie a quanti permettono mese dopo mese di registrare cifre audaci di ascolto per quanto concerne l’intrattenimento progettato e programmato. Grazie a quanti ancora sceglieranno Passione Trasporti per investire, per collaborare, per costruire passo passo con lungimiranza un futuro sempre più presente! A tutti, un profondo augurio di un elettrizzante anno nuovo ed una lieta prosecuzione che possa realizzare chiunque nella vita di tutti i giorni.

Sei metri in più per la 93

Da venerdì 19 novembre 2021 l’utenza della rete filoviaria, sistema di trasporto elettrico su gomma in esercizio dal 1933 a Milano, ha assistito ad una radicale novità per quanto concerne la tipologia di vetture impiegate per espletare le corse lungo la linea che collega Lambrate (quindi gli interscambi FS/M2) a Viale Omero, nel quartiere di Corvetto a sud est del capoluogo di regione. Il filobus della “novantatré” diventa quindi filosnodato, adottando per il suo percorso mezzi sei metri più lunghi, con maggiore capienza conseguente, rispetto ai veicoli attualmente in esercizio su tale direttrice urbana. A partire dalla data precedentemente riportata ha ufficialmente avuto luogo il primo servizio con automezzo da 18mt sull’appunto, linea 93.

La concretizzazione finale nonché il risultato di un lunghissimo iter tecnico e burocratico che ha visti partecipi la stessa ATM, il Comune di Milano e U.S.T.I.F. nel quale, attraverso un’azione congiunta, è stato possibile apprezzare con un’altra veletta le SOCIMI F8843 matricole 107 e 130 e il VanHool AG300T matricola 702, nella giornata di domenica è anche stato possibile osservare la vettura Mercedes Benz Citaro O530GN EEV 2938. Attualmente quest’offerta di collegamento in superficie assegnata ai filosnodati è relegata ad un numero esiguo tabelle ogni giorno ed è affiancata dalle poche superstiti SOCIMI 8820 serie 900 e dai più classici autobus termici dodecametrici in attesa delle consegne dei rimanenti ulteriori 50 Solaris Trollino 18 previsti, i quali permetteranno l’esercizio a pieno regime di tutte le 18 tabelle della linea 93 effettuate con vetture snodate.

Di seguito riportati, alcuni tra i passaggi più salienti estrapolati della documentazione ufficiale dell’operazione svolta dedita alla messa in servizio di filobus a 18 metri sulla linea 93. La stessa è reperibile in formato digitale completo tra i link per gli approfondimenti in conclusione all’articolo.

La volontà di assegnare questo collegamento ai filobus 18m viene promossa nell’ormai lontano febbraio 2019, quando un gruppo di funzionari e rappresentanti del comune e di ATM, a seguito di una richiesta dell’azienda stessa, ha effettuato una ricognizione in loco volta a verificarne l’agibilità e funzionalità propedeutica allo svolgimento di tale servizio con i suddetti mezzi. Da questi primi sopralluoghi emerse la chiara necessità di interventi di adeguamento e modifica di alcuni tratti di sede stradale, banchine di fermata e segnaletica orizzontale in particolare nelle tratte V.le Omero-P.le Cuoco e V.le Campania-P.za Bottini. Dopo tali inevitabili modifiche previste ed eseguite l’anno successivo, è stato concesso il via libera per l’effettuazione delle prove vere e proprie con vetture snodate sull’intera tratta, analizzandone comportamento, prestazioni, tempistiche e quanto inerente a consolidare la rivoluzione necessaria e propedeutica al miglioramento della qualità del servizio offerto. Tali momenti di testing, eseguiti tra la primavera e l’estate del 2020 da vetture di tutte le serie in qualità di formazione conducenti e prova percorso, hanno evidenziato la necessità di eseguire ulteriori e nuove rivisitazioni infrastrutturali.

In seguito a quest’ultime operazioni sulla viabilità, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (MIT) attraverso USTIF ha presenziato i lavori con varie attente ispezioni lungo il percorso nei mesi di maggio e agosto, terminate in data 1 settembre 2021 con il collaudo ufficiale finale eseguito da una vettura Solaris Trollino 18. La linea 93 espletata nelle nuove modalità ha ricevuto il nulla osta favorevole ”all’utilizzo della tratta filoviaria della linea 93, in Milano, con vetture tipo “TROLLINO 18” della ditta SOLARIS BUS & COACH S.A. e similari aventi lunghezza non superiori a 18,00 mt.” con obbligo di monitoraggio di quanto realizzato per i primi 3 mesi. La pubblicazione dei relativi incartamenti, avvenuta digitalmente su albo pretorio, ha permesso ad ATM di apprendere della notificazione di tale atto ad inizio ottobre 2021 con conseguente organizzazione delle corse a cura dell’incaricato deposito di V.le Molise. Il 19 novembre è ufficialmente iniziata l’era dei “mezzi ad alta capacità” sulla 93, con l’auspicio di assistere alla continua evoluzione ed espansione del trasporto urbano milanese attendendo i nuovi prodotti legati alla green mobility recentemente presentati e/o acquistati, allineati con l’attualissima transizione ecologica regolata da normative e legislazione in vigore e fondamentali nell’offerta servizi di pubblici e privati nel più totale rispetto ambientale.

È quindi così permesso a tutti i modelli di filobus nel parco ATM, di circolare sull’intera rete filoviaria indistintamente. In concomitanza con questa rivisitazione della linea 93, hanno ripreso a circolare anche gli ultimi due esemplari di C.A.M. BUSOTTO – MAN NGT 204 F 302 e 307 e varie matricole di IRISBUS CRISTALIS ETB serie 400, per ovviare una maggiore richiesta di mezzi più capaci, con il desiderio recondito di poter usufruire di tali vetture in servizio ordinario interposte ai BREDABUS 4001.18 F04, insieme sui chilometri di asfalto e linea aerea compresi tra V.le Omero e Lambrate, nella caratteristica P.za Bottini.

MAPPA INTERATTIVA STATO ATTUALE LINEA 93

  • 🟢 – segnalate in colore verde, le tratte già autorizzate in precedenza al servizio con snodati (V.le Campania-P.le Cuoco)
  • 🔴 – segnalate in colore rosso le tratte autorizzate al servizio con snodati in data 19/11/2021 (P.za Bottini-V.le Campania/P.le Cuoco-V.le Omero)

Scopri di più:

Appuntamento a cena con ATMosfera

Il ristorante più simbolico ed esclusivo di Milano è pronto a ripartire. Letteralmente. E’ infatti di poche ore fa la notizia ufficiale divulgata dai principali canali di comunicazione dell’azienda municipalizzata in cui viene menzionata la riprogrammazione di uno tra i maggiormente noti servizi tranviari meneghini ovvero, ATMosfera, il servizio catering semovente gestito ed allestito a bordo di due vetture serie 1500 (le “Ventotto”) opportunamente modificate nell’allestimento per ospitare i coperti necessari per offrire un’esperienza unica di ristorazione a tutti i partecipanti, consumando classiche pietanze della tradizione locale tra le location più suggestive della “Milano da bere”. Quest’attrattiva era stata in precedenza sospesa in concomitanza con le restrizioni governative imposte in piena pandemia, non potendo più garantire la sicurezza dei commensali, costringendo la cessazione, quindi l’uscita, delle eleganti ATMosfera – 1, matricola 1970, ed ATMosfera – 2, alias la gemella 1855.

Il ristorante ATMosfera di ATM segue da anni l’idea pioneristica della degustazione a bordo di vetture tranviarie lanciata inizialmente dall’azienda municipale torinese GTT (Gruppo Torinese Trasporti), attraverso i pacchetti Gustotram e Ristocolor, sempre svolti tra i finestrini di storiche motrici. In tempi recenti, prima dell’escalation dell’ondata pandemica, la vettura di linea matricola 2002 era stata radiata dal servizio ordinario per essere revisionata e subire la trasformazione finale in una possibile ATMosfera – 3 in grado così di soddisfare la richiesta di nuovi viaggiatori-degustatori, in costante incremento anche se probabilmente potrebbe trovarsi ancora in fase di lavorazione presso le maestranze incaricate. Le attuali “Carrello” ristorante si distinguono dalla colorazione verde scuro, tendente al grigio, con dettagli e filettature dorate, quali le grafiche, lo specchietto, i fanali o addirittura il dispositivo di captazione a pantografo, di grande raffinatezza, per regalare la sensazione nel trovarsi a bordo di un ambiente di classe, quasi fossero un prezioso pianoforte a coda che accompagna gli invitati in sottofondo ad una serata di gala. Il tutto confermato comunque da ottime recensioni che collocano quest’attività gourmet tra le più gettonate a Milano.

All’interno trova spazio, in luogo alle classiche panche in legno trasversali, un vero e proprio salone con otto tavoli (ben ventiquattro posti, suddivisi in quattro tavoli da quattro persone sulla sinistra, quattro tavoli da due persone sulla destra), guardaroba, cucina, bagno e due accessi, uno per clienti ed uno per il personale, avendo limitato rispetto al progetto d’origine, le porte per l’incarrozzamento a due (alle estremità della vettura, eliminando quella centrale normalmente presente). Ovviamente non può mancare l’area antistante riservata alla conduzione del tram da parte del manovratore, obbligatoriamente sempre impeccabile, un autentico ed elegante chauffeur. Di seguito la brochure estrapolata dal sito ufficiale di ATM concernente quanto appena descritto ma in versione grafica.

Dai primi dati pervenuti alla redazione di Passione Trasporti, risalenti alle nuove possibilità di prenotazione, per il turno “ATMosfera – 2” delle 20:30 è stato registrato il tutto esaurito mentre per “ATMosfera – 1” (ore 20:00, ndr) alcuni posti sono risultati non venduti, lasciando comunque auspicare una ripartenza degna di un così particolare modo di vivere la città in compagnia, dopo mesi di isolamento sociale. Degno di nota, come espressamente indicato sia dal sito ufficiale che dalla normativa vigente, l’accesso a bordo sarà consentito strettamente previo possesso di certificazione Green Pass ad eccezione dei soggetti esclusi dalla campagna vaccinale e soggetti esenti con idonea certificazione medica. Tutto questo, al fine di garantire, nell’arco di circa un paio d’ore, la piacevolezza di lasciarsi trasportare in tutti i sensi con gusto, tra i luoghi di culto città che non dorme mai, a bordo di uno dei tanti mezzi che la rendono quotidianamente caotica ed instancabilmente dinamica trasformato, per una sera, in un autentico ed inimitabile companatico scampanellante, tra un primo fumante, un ottimo vino o un gustoso dessert.

Scopri di più:

100.000 volte Passione Trasporti

Un audace ma presumibilmente meritato traguardo è stato raggiunto in questi giorni dal sito web Passione Trasporti e dalla sua community i quali, con devozione e debita gratitudine a chi ha partecipato contribuendo alla sua crescita, sono lieti di promuovere perseverando, con ancora più cura e dedizione, i valori e le tematiche che sin dalle sue prime pubblicazioni hanno caratterizzato e continuano a caratterizzare attualmente l’offerta culturale e di entertainment digitale quotidianamente proposta, con contenuti nuovi, unici e frutto di una vera e propria ricercatezza tendente a raggiungere un pubblico globale rendendolo consapevole e curioso, interattivo e virtuoso.

Per l’occasione viene presentato un nuovo aggiornamento che integra la sezione “ARTICOLI” già presente nel sito. La nuova voce “EXTRA” comprende le seguenti pagine:

  • Articoli: contenente tutti gli articoli precedentemente realizzati andando a racchiudere anche quelli di futura stesura;
  • Eventi Speciali: dedicata ad eventi ed iniziative tematiche con relative descrizioni e gallerie fotografiche;
  • Titoli di viaggio: sezione dedicata ai biglietti e titoli di viaggio, racchiudendo oggettistica del passato e del presente;

  • Passione Trasporti – A TRIP IN A CLICK: una mappa interattiva dedicata ai migliori punti foto tranviari dell’area di Milano, sezione già presente sul sito ed integrata anch’essa sotto la voce “EXTRA”;
  • Video: filmografie inerenti il trasporto pubblico meneghino a 360°;
  • Siti consigliati: un pratico elenco di siti web paralleli a Passione Trasporti, per approfondire i valori e le qualità del TPL attraverso i tanti appassionati che ne sono coinvolti.

Passione Trasporti in numeri

  • 25 gennaio 2021: da un’idea ancora acerba appartenente ad un gruppo di giovani cultori milanesi viene creato il sito passionetrasporti.com nella sua essenzialità e ne viene acquistato il dominio per procedere nella crescita dello spazio digitale nell’attuale conformazione;
  • 3 marzo 2021: dopo quasi due mesi di programmazione ed impostazione del layout della pagina web, passionetrasporti.com è finalmente fruibile al pubblico con le sue molteplici aree tematiche, tra foto ed articoli;
  • 18 luglio 2021: il sito raggiunge le 100k visualizzazioni provenienti, secondo i dati forniti, da tutto il mondo.

Ad oggi il sito conta:

  • oltre 4000 fotografie;
  • 53 articoli e aggiornamenti;
  • 950 follower sulle pagine social;
  • 319 pagine tematiche;

Doveroso il ringraziamento anche a tutti i collaboratori intercorsi durante la realizzazione delle varie proposte tematiche del sito e per le preziose immagini messe a disposizione a titolo gratuito. L’ultimo ma non meno degno omaggio va a tutti i lettori/follower di Passione Trasporti per il ragguardevole obiettivo, ribadendo la continua crescita del sito per intrattenere con tantissimi nuovi progetti.

Tanti auguri Jumbotram!

I Jumbotram di seconda generazione sono diventati, a partire dalla fine degli anni ’70, parte integrante del panorama urbano milanese. Il segreto della loro affidabilità e rivoluzionaria progettazione si cela dietro alle novità introdotte da queste vetture, progettate con sapienza e lungimiranza oltre 45 anni fa, andando a caratterizzare i numerosi progetti successivi (ancora attuali) e segnando quindi un confine sparti acque tra un “prima” ed un “dopo” tecnologico/stilistico, specialmente nel parco veicoli di ATM a Milano.

Dopo il grande successo riscosso dalla prima generazione di Jumbotram della serie 4800, nati su elaborazione di vetture più datate, si decise di commissionare al consorzio Gruppo Aziende Italiane (G.A.I.) la costruzione di 100 vetture a grande capacità destinate a sostituire altrettante 95 motrici più anziane appartenenti alla serie 1500 (le ormai superate Ventotto).

I tram articolati a tre elementi milanesi adottarono subito questo originale soprannome derivato dall’entrata in servizio, nel medesimo periodo storico, dei primi Jumbo Jet, i famosi Boeing 747.

La prima unità delle 4900 consegnata alla cittadinanza fu la 4950 e non la 4900 come si potrebbe immaginare, seguendo una logica numerica coerente. La sua singolare presenza nel deposito ATM di Via Teodosio venne segnalata «in data 29 luglio 1976». La matricola 4900 fu presentata ai giornalisti il 7 ottobre 1976.

Le successive vetture furono consegnate al ritmo di circa quattro complessi al mese, dal gennaio 1977 al dicembre 1978 (due per serie), in seguito, esaurita la serie 4950÷4999, due al mese fino al giugno 1979. Seguirono prove di resistenza e solidità delle apparecchiature elettriche/meccaniche, consistenti in un adeguato periodo di rodaggio e una prova a pieno carico (con il peso massimo di occupanti a bordo trasportabile). I primi 5 esemplari entrarono in servizio per la precisione il 26 marzo 1977.

Una nuova concezione di tram

Lo styling era stato affidato ai noti designer industriali Giovanni Klaus Koenig e Roberto Segoni: il nuovo tram colpì per l’immagine moderna ed essenziale, per il comfort e per i sistemi di sicurezza di cui era dotato. Venne effettuato un vero e proprio lavoro di “pulitura” da tutti gli elementi che potevano rappresentare un costo o un’assenza di razionalità.

Bruno Munari, noto artista e designer, a riguardo si espresse:

L’intenzione del designer è dare qualità alla quantità. […] Come si vede, design è quando si semplifica e si facilita l’uso. Styling è quando si aggiungono valori di moda, colori, forme, materiali che hanno la durata di una stagione di moda, ma non migliorano le funzioni.

Caratteristiche e innovazioni

Le vetture sono state assemblate e suddivise in due lotti:

  • 4900÷4949: costruzione Fiat Ferroviaria Savigliano, equipaggiamento elettrico Ercole Marelli – ASGEN;
  • 4950÷4999: ostruzione Officine Meccaniche della Stanga di Padova, equipaggiamento elettrico AEG – Telefunken.

Le vetture serie 4900 non sono solamente dei complessi tranviari a grande capacità ma rappresentano un punto di svolta per quanto concerne la tecnica e l’innovazione nel settore ferrotranviario:

  • Per la prima volta in Italia l’ossatura delle vetture era interamente costituita da estrusi di lega di alluminio (come alcune automotrici elettriche leggere realizzate per le FS o convogli ad utilizzo metropolitano);
  • I carrelli OMS BE 4/8 costruiti su licenza Schlieren garantivano un nuovo sistema di sospensione estremamente flessibile;
  • Tutte le porte di salita e discesa erano allineate su un unico piano in in modo da favorire il movimento dei passeggeri in salita ed in discesa nonché il controllo delle porte da parte del conducente; le porte d’accesso furono cosi’ progettate in previsione della tranviarizzazione in sede propria della circolare 90/91, progetto succesivamente abortito;
  • I sedili erano fissati completamente a sbalzo sulle fiancate per facilitare la pulizia del pavimento;
  • La possibilità, grazie alle modularità del progetto, di variare la composizione del tram in diverse soluzioni;
  • Il radiotelefono consente al manovratore in ogni istante di ricevere o dare comunicazioni alla sala operativa preposta al coordinamento e controllo dell’esercizio;
  • L’apparato di diffusione sonora consente al manovratore di comunicare tempestivamente ai passeggeri notizie che possono agevolare la funzionalità del servizio;
  • L’impianto TV a circuito chiuso per il controllo delle porte è costituito da un monitor posto sul banco di manovra e da telecamere sistemate in corrispondenza delle porte da controllare;
  • Il sensibile aumento della velocità massima consentita (da 45 a 60 Km/h).

Modifiche e allestimenti sperimentali

Motrici articolate certamente di pregio, come illustrato fino ad ora, ebbero però alcuni problemi ad affrontare determinati percorsi della rete tranviaria meneghina. Le curve, infatti, furono il vero tallone d’Achille delle 4900: l’asimmetria permetteva di disporre tutte le porte sullo stesso piano ma la coda, nonostante le varie avvertenze riportate in vista sulla cassa circa il mantenersi a debita distanza di sicurezza, causa schiacciamento, rappresentava un pericolo concreto per pedoni e veicoli complice l’eccessivo ingombro della sagoma durante la fase di svolta. In seguito ad un grave incidente avvenuto nel settembre del 1980, tra il 1982 e il 1984 venne ricostruita la rastrematura di coda in modo da risultare simmetrica. Questa operazione di carpenteria venne svolta dalla Fiat Ferroviaria di Savigliano, per quanto riguarda alcune vetture, mentre le restanti dalle Officine Generali di Via Teodosio.

Nel corso degli anni le vetture 4900 sono state oggetto di alcuni allestimenti sperimentali:

  • 4916: allestimento sperimentale con equipaggiamento a chopper;
  • 4917: allestimento sperimentale con carrelli TIBB a boccole interne;
  • 4949: allestimento sperimentale con carrelli TIBB a boccole interne;
  • 4980: allestimento sperimentale con sospensioni pneumatiche, dal 1986 poi estese a tutta la serie.

Dalla seconda metà degli anni ’90 le vetture vennero progressivamente dotate di velette a matrice di punti.

Le 4900 negli anni duemila

Nel periodo a cavallo tra il 2000 ed il 2006, lo schema di coloritura subì qualche leggera variazione rendendole però meno dettagliate come in origine: scomparve la banda nera sotto il muso, il sotto cassa ricevette una tonalità di grigio più scura e la cornice del faro/matricola divenne arancione, uniformandosi al resto della cassa.

Le ultime vetture a mantenere la livrea d’origine furono le matricole 4930 e 4950. Altre hanno mantenuto nel tempo la cornice del fanale asimmetrico grigia mentre altre ancora hanno visto solo la rimozione della spessa linea nera.

Nel 2007 la vettura 4977, costruita da OMS nel 1977, è stata dotata di pantografo asimmetrico monobraccio tipo LEKOV, successivamente esteso a tutta la serie. Nel 2008 la serie 4951÷4999 e le vetture 4918, 4922, 4923 e 4947 sono state dotate di impianto A/C.

Il revamping

Il 6 ottobre 2011 viene presentata ai giornalisti la prima “quattromila novecento” ad essere sottoposta alle operazioni di revisione generale e revamping. Trattasi della vettura 4950 consegnata ad ATM Milano nel luglio 1976.

A partire dall’anno 2014 i complessi tranviari serie 4900÷4949 sono stati sottoposti a revisione generale e ad un importante intervento di revamping al fine di ripristinare l’integrità delle parti meccaniche, introdurre modifiche impiantistiche per apportare/migliorare decise funzionalità tra cui il comfort, la sicurezza ed il consumo energetico ai livelli comparabili a quelli di una vettura di nuova fabbricazione.

Con la consegna dell’ultima vettura – la 4946 – nel 2020 si sono conclusi gli interventi di revisione generale e revamping di 51 vetture serie 4900. 

Il rinnovamento degli interni e degli esterni è stato curato dallo studio Bruno & Partners. La nuova livrea, tigrata, e le nuove forme del muso e della coda, donano certamente alle 4900 un aspetto più dinamico e moderno, sottolineato da apparecchiature esterne decisamente di recente introduzione quali veletta luminosa a led più risaltante, gruppo ottico migliorato e maggiorato.

In seguito alle operazioni di riqualificazione ha avuto luogo un nuovo periodo di prova del veicolo al fine di testare l’efficienza dello stesso prima della messa in servizio, come avvenne proprio in origine con i primi esemplari consegnati.
Superata la fase di collaudo tecnico la vettura può essere immessa in servizio regolare di linea, pronta a sferragliare (meno rumorosamente) sulla rete tranviaria della città lombarda.

Questi interventi hanno permesso a tale serie di motrici tranviarie una seconda vita operativa, regalando al pubblico attenzione alla mobilità ed ai sistemi attraverso i quali viene attuata, soddisfacendo milioni di passeggeri che ogni anno usufruiscono del suddetto sistema di trasporto urbano a Milano.

Oggi è tempo di debite celebrazioni, festeggiando e ricordando con parole, immagini e fantasia un viaggio lungo 45 anni: tanti auguri Jumbotram, ad maiora semper.

Scopri di più:

Sedriano: tra immagine e realtà

Il mitico “gamba de’ legn” della tranvia interurbana Milano – Magenta/Castano Primo, con il suo lento sbuffare ritmico, è ormai solo un lontano ricordo, nella memoria di chi l’ha vissuto ma non di chi ne ha solamente sentito raccontare dai presenti di un’epoca in cui il vapore era il deus ex machina, l’unica forza conosciuta per muovere macchine ed idee. Ecco perché nell’hinterland milanese, più precisamente a Sedriano, rimane ancora traccia di quegli antichi fasti. In questa località la linea si divideva in due diramazioni: quella per Castano primo, chiusa nel 1952, e quella per Magenta, soppressa con la chiusura completa della direttrice avvenuta il 30 agosto 1957.

In Via San Massimo sembra prendere vita il murales che ritrae la MMC 108, una locomotiva tranviaria costruita nel 1908 da St. Leonard, ritratta in una scena quotidiana: il tram sgomita tra la condensa, le case ed i passanti con la sua andatura oscillante, quasi zoppicante da cui verosimilmente parrebbe aver preso il nome secondo alcune dicerie locali.

Dalla soppressione della linea tranviaria il servizio tra Milano e Magenta è stato esercitato, sino ad oggi, sempre con autobus. Nello scorcio sottostante un’immagine dei tempi che cambiano, il “gamba de’ legn” pare quasi cedere il passo, o meglio la ruota, ad una moderna vettura gommata dell’azienda Movibus.

Oltre a questo piccolo scorcio, sono molte le iniziative ed i luoghi legati a tali leggendari tram semoventi grazie al fuoco di una caldaia ed al classico sistema biella-manovella per il moto. Nella mappa sottostante sono stati riportati alcuni angoli della Lombardia che meritano almeno una volta, una visita per scoprire quanta strada il trasporto pubblico abbia percorso sino ad affermarsi, in modo così rivoluzionario, al giorno d’oggi grazie anche ad innovativi sistemi di propulsione di recente applicazione.

Il rilancio di Milano viaggia… in tram

È opera di queste ore, sul sito ufficiale del Comune di Milano, la pubblicazione di un importante documento elaborato il 13 luglio scorso e frutto di dibattito della seduta telematica avvenuta tra i membri del consiglio di Municipio 1 del capoluogo lombardo. Come ordine del giorno, approvato all’unanimità, la valorizzazione delle vetture tranviarie storiche ATM a scopo turistico e culturale, ovvero, una presa di posizione importante su una questione da tempo rimandata o taciuta tanto da decretare il destino di numerosi veicoli di grande interesse storico in maniera definitiva ed irrecuperabile. Una strada lunga da percorrere, anche per sensibilizzare la coscienza dell’azienda municipalizzata che al momento non prospetta uno scenario adeguato a quest’originale attrattiva, la quale, in luoghi come Torino è, ad esempio, molto più sentita e rilanciata, con uno scontato ritorno di pubblico interessato veramente numeroso.


Nel testo, sono moltissimi i passaggi che vengono affrontati e le novità da introdurre proposte come carne sul fuoco, per sfruttare al massimo il “tesoro” celato da troppo tempo tra le mura dei depositi di mamma ATM. Importanti sono le condizioni emerse del materiale rotabile e delle strutture del deposito dismesso di Desio (MB) così come la collezione Ogliari del museo Volandia di Somma Lombardo (VA). Vetture e motrici che reclamano certamente giustizia, dopo l’onorato servizio prestato durante un secolo che, nonostante l’avvento della tecnologia, non le ha mai condannate in fretta e furia alla fiamma ossidrica grazie alla loro semplicità e robustezza in esercizio. L’istituzione di un museo, infatti, potrebbe racchiudere almeno in forma statica tanti pezzi di non quantificabile interesse mentre quelli ancora atti, potrebbero ogni giorno percorrere la città lungo un percorso realizzato su misura per toccare i luoghi più prestigiosi della città, un’ipotizzata linea 20, con un massimo di 4 o 5 tabelle, sia per giorni festivi che lavorativi. Da citare la figura chiave di Mattia Abdu, appassionato ma anche assessore di zona nell’ambito Urbanistica e Mobilità, il quale, da conoscitore, riporta differenti e precise matricole di vetture le quali potrebbero rivivere una seconda giovinezza proprio sui binari o, per lo meno, non nelle file degli accantonati nella cosiddetta Area 51 di ATM o meglio conosciuta come deposito Precotto.

Ecco quindi il desiderio di riabilitare, oltre alle classiche tipo 1928, le care serie 700, con allestimento per passeggeri, l’unità 609 di grandissimo valore per l’epopea tranviaria milanese, l’unità 5137 già protagonista nei mesi trascorsi di un glorioso ritorno nel deposito Baggio, l’unità 4825 da ripristinare funzionalmente e l’effimera nonché sperimentale vettura 4500 “tram innovativo a pavimento ribassato”, frutto nel 1984 di un Frankenstein by OMS ottenuto da due Ventotto incidentate. Il documento si conclude con paragrafi immancabili riguardanti lo stato di conservazione e manutenzione di quanto precedentemente citato intraprendendo azioni di tutela e di censimento al fine di scongiurare abomini quali demolizioni, cannibalizzazioni o cessioni a terzi/privati.


Grazie all’audace azione dall’assessore Abdu, rincarata e supportata da chi ha a cuore questo patrimonio pubblico, è auspicabile il poter iniziare ad ammirare i primi segnali di cielo sereno ed azzurro, oltre la coltre di nubi che imperversavano da decenni sui destini di agglomerati semoventi ferrosi e lignei, plasmati da antichi operai-artigiani per poi consacrarli al mito della storia attraverso il silenzioso lavoro quotidiano che dalla notte dei tempi contraddistingue il rapporto, dapprima tra uomo ed animale, in seguito tra uomo e macchina.


La documentazione inerente la seduta del 13/07 è riportata di seguito nella sua interezza, fruibile dal lettore.