Milano-Limbiate: signori si scende, capolinea!

Una notizia ormai ufficiale, secondo le ultime dichiarazioni di ATM, è quella che nessuna testata la quale si occupi quotidianamente di trasporti e mobilità, incentivandole, vorrebbe mai battere: l’ultima tranvia interurbana che collega Milano alla Brianza, conosciuta più freddamente sui quadri orario come linea 179, è giunta letteralmente al capolinea. Dal 1° di ottobre la centenaria direttrice sarà sostituita, con buona pace dei pendolari e dei tanti affezionati al simpatico “Frecciarancio”, da un collegamento svolto da autocorse il quale, parallelamente, seguirà la tranvia sulla trafficatissima SP 44 in entrambi i sensi.

La motrice storica 92 tipo “Reggio Emilia”, appena riverniciata, è stata esposta nel 2017 a Gorgonzola a ricordo della tranvia (anch’essa soppressa ma sostituita con la linea M2)
Prove di ingombro per stabilire le caratteristiche di acquisto dei nuovi tram e valutarne la compatibilità con l’esercizio della Milano-Limbiate. Era il 12 giugno 2017.
La vettura 92 in deposito a Varedo nel 2020, anno in cui la linea ha celebrato un secolo di esercizio con una madrina su rotaia di tutto rispetto ad aprire i festeggiamenti

Stando al verdetto ormai decretato dall’azienda esercente, il termine ultimo per salutare e mirare ancora in servizio questo particolare quanto unico collegamento tranviario, è sicuramente venerdì 30, corrente mese ed anno. In seguito al rientro dell’ultimo complesso di motrici nella serata di tale data, salvo imprevisti o cambi di politiche interne nonché miracoli mantenendo antiche promesse elettorali, alcun tram solcherà e fischierà più con il suo riconoscibile richiamo acustico, gli antichi binari posati tra Milano e la Briansa.

Un doveroso commiato attanaglia il cuore di chi lotta sempre per il diritto e la facilitazione d’accesso ad una mobilità sempre più “smart”, più “green” ed altre importanti parole di stampo internazionale, purtroppo ancora lontana dalle vere necessità di chi più ne ha bisogno per essere libero di vivere senza barriere nel mondo moderno. Un addio che vuole dimostrarsi più un “arrivederci” per la secolare ed umile istituzione semovente ferrata, linea tranviaria fautrice della “carrozza di tutti”, massima istituzione democratica ed educativa, scuola ambulante di cortesia e di relazioni civiche ma anche testimone dell’evoluzione storica e sociale della provincia milanese, brianzola e delle generazioni di uomini che hanno creduto nell’idea di un futuro migliore per tutti.

📌AGGIORNAMENTO STRAORDINARIO SETTEMBRE 2022

“L’estate sta finendo, e un anno se ne va”, Passione Trasporti raddoppia, si espande e migliora.

Durante la bella ed afosa stagione gli aggiornamenti si sono inevitabilmente interrotti ma il team di Passione Trasporti ha continuato a lavorare per offrire contenuti di qualità e sempre al passo con le richieste da parte di un pubblico esigente. Nei mesi più caldi dell’estate sono state implementate nuove architetture del sito e relative pagine, nuove aziende e due sezioni tematiche completamente inedite: “Trasporto ferroviario” e “Simulazione“. Al contempo è stata aggiornato il menù di navigazione del sito con l’introduzione delle sopra citate sezioni principali e con il raggruppamento dei mezzi di ATM Milano in un’unica pagina intuitiva e di immediato utilizzo.

Il nuovo menù principale di navigazione
AGGIUNTE SEZIONI

SIMULAZIONE (clicca qui per accedere alla galleria fotografica):

  • Inedita ed interattiva sezione dedicata alla simulazione digitale su piattaforma OMSI 2 per PC. Sono disponibili nuovi repaint delle più note vetture di ATM Milano realizzati da Passione Trasporti. Altri contenuti verranno in seguito aggiunti altri elaborati in quanto già in preparazione ed in fase di sviluppo e testing finale.

TRASPORTO FERROVIARIO (clicca qui per accedere alla galleria fotografica):

  • Sezione dedicata al trasporto ferroviario con rotabili e relative IF (pubbliche e/o private) attualmente operativi, esistenti sul territorio nazionale, europeo ed internazionale. Uno spazio digitale che conta oltre 400 foto inedite, contemporanee e storiche; classici della ferrovia all’italiana appartenenti al gruppo Ferrovie dello Stato. Sono già in fase di realizzazione nell’architettura del sito altrettante divisioni dedicate a società private italiane ed estere.
AGGIUNTE PAGINE

BUSITALIA TOSCANA (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

SAC CERVIA (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

START ROMAGNA (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

ARTICOLI

AUTOBUS

SOLARIS URBINO ELETTRICO (3001-3100) (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 3076, ATM 3077, ATM 3100

IVECO URBANWAY 12 m IBRIDO EURO VI (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 6557

IVECO URBANWAY IBRIDO EURO VI 18 m (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 1928 – 2, ATM 1971, ATM 1973, ATM 1976 – 2, ATM 1977 – 2

MERCEDES CITARO O530GN EEV (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 2984

MERCEDES CITARO O530GÜ C2 NET (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 7708, ATM 7708 – 2, ATM 7709

TRAM

MOTRICI ARTICOLATE A 2 CASSE TIPO 4700 (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

REVAMPING
  • AGGIUNTE FOTO: ATM 4722

MOTRICI INTERURBANE “DESIO” (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 45, ATM 46 – 4

MOTRICI INTERURBANE O.E.F.T. (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 122 – 2

FILOBUS

SOCIMI 8820 (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 955 – 2

METRO

TRENI TIPO “TRADIZIONALE” M2 (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

II LOTTO
  • AGGIUNTE FOTO: ATM 326

MNG “LEONARDO” M2 (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

ANSALDO BREDA
  • AGGIUNTE FOTO: ATM 581 + 3381 + 481 + 482 + 3482 + 582

TRENI TIPO “TRADIZIONALE” M3 (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

I LOTTO
  • AGGIUNTE FOTO: ATM 8029 – 2, ATM 8031, ATM 8055

MNG “MENEGHINO” M3 (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 953 + 3153 + 853 + 854 + 3154 + 954, ATM 957 + 3157 + 857 + 858 + 3158 + 958

MEZZI DI SERVIZIO

VEICOLI A PIANALE FURGONATO (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

  • AGGIUNTE FOTO: ATM 9339 – 3

VEICOLI BIMODALI (clicca qui per accedere alla galleria fotografica)

VETTURE ADIBITE ALLO SPARGIMENTO DI SABBIA UNIMOG U 400
  • AGGIUNTE FOTO: ATM 9302 – 2, ATM 9302 – 3

Salviamo il deposito ATM di Desio!

Per l’edizione 2022 dei “Luoghi Del Cuore” indetta dal F.A.I. – Fondo Ambiente Italiano è stata nuovamente proposto tra i soggetti in concorso, la rimessa tranviaria interurbano ATM di Desio (MB), comprendente un ricco piazzale animato (si fa per dire) ancora da vetture dal gran valore storico e culturale, assolutamente degne di vivere una seconda vita da veri e propri oggetti narranti le vicissitudini sociali del territorio di Milano e della Brianza. Una storia segnata da lunghe carovane multicolore su rotaie che univano ogni giorno, specialmente negli anni ruggenti dello sviluppo economico, il centro città ai principali centri abitati sviluppatisi nell’area di Monza, a nord di Bresso e Sesto San Giovanni. Mille sfaccettature di un tempo in cui il tram era sinonimo di integrazione ed uguaglianza, le quali sono state ingiustamente abbandonate al disinteresse più totale, ai vandali e ad un’insolita colonia felina che contribuiscono a rendere in un futuro sempre più prossimo, irrimediabilmente irreparabile questa lunga storia italiana di tram e viaggiatori, macchina e uomo. Ecco perché la semplice e democratica espressione popolare attraverso l’antichissimo gesto del voto, forse non più così in voga ultimamente, deve poter concedere una possibilità a Desio ed a parte della sua essenza.

La locandina ufficiale dell’evento del FAI relativa al deposito ATM di Desio (ex STEL)

I “Luoghi Del Cuore” è una campagna nazionale, attiva da diversi anni, nata per la difesa e la preservazione dei luoghi italiani da non dimenticare, promossa dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo. È il più importante progetto italiano di sensibilizzazione sul valore dell’immenso patrimonio nostrano che permette ai cittadini di segnalare al FAI, attraverso un censimento biennale, gli spazi che necessitano di essere portati all’attenzione di progetti di riqualifica e relativi investitori, al fine di compiere restauri, messe in sicurezza ed infine, la fruibilità completa al pubblico. Dopo tale censimento, le realtà che hanno raggiunto una soglia minima di voti entrano a far parte di una classifica generale che ne decreterà il vincitore entro un tempo stabilito.

Un treno bloccato TB800 riqualificato sosta lungo il muro perimetrale del deposito costeggiante Corso Italia

La storia del deposito Desio

Il deposito tranviario ATM di Desio, fu costruito nel 1926 dalla STEL (Società Trazione Elettrica Lombarda) a servizio della tranvia Milano Carate-Giussano che la stessa azienda aveva rilevato due anni prima dalla Lombardy, con l’impegno a elettrificare la linea. Il 1° luglio 1939, le linee gestite dalla STEL passarono in mano alla ATMI (Azienda Tranviaria Municipale Interurbana), in seguito incorporata in ATM, attuale proprietaria dell’area. Il deposito è rimasto attivo fino al 30 settembre 2011, quando la linea tranviaria è stata sostituita da un blando servizio di autocorse con fermata proprio nel golfo di sosta dinanzi il caratteristico fabbricato giallognolo in stile liberty piuttosto semplice e classica scritta “ATM” tricolore. Scelte di partito, forse elettorali, ed aziendali hanno contribuito ad inceppare per sempre la magia del tram che attraversava fischiando educatamente lungo il centro dei paesi coinvolti e nella campagna che preannunciava l’ingresso nell’area meneghina.

Il complesso rappresenta un importante esempio di archeologia industriale. Basti pensare al solo sistema di rotaie che compie, per effettuare le manovre dei convogli tra strada e piazzale interno, quello che in gergo tecnico viene chiamato “cappello di prete“, sfruttando la presenza di due ingressi e del capolinea posto qualche centinaio di metri oltre il deposito lungo la viabilità urbana. Inoltre all’interno della suddetta area sono rimessati, purtroppo in precarie condizioni, ben 42 rotabili storici originali ATM.

Panoramica del piazzale del deposito desiano comprendente caratteristiche elettromotrici di differenti epoche e differente aspetto costruttivo

Il Ministero dei Beni Culturali lo scorso anno ha evidenziato a tutela del luogo e delle vetture, le conformi caratteristiche per rientrare sotto quanto previsto dai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (DL 22 gennaio 2004, n. 42). Dal 2018 è comunque presente una specifica petizione sulla piattaforma Change.org, ad opera del fotografo nonché cultore del tema Stefano Paolini (admin del sito e forum personale Photorail – Italian Railway Photos Online) liberamente firmabile per richiedere la modifica dei trattati di demolizione dei mezzi tranviari ancora in loco. Tutti gli aggiornamenti a riguardo sono nell’apposita sezione del noto sito di mozioni popolari.

Oggigiorno, come riferimento per i poco avvezzi, l’ultimo esempio tangibile di collegamento interurbano ancora in esercizio, con caratteristiche del tutto simili all’esperienza tranviaria desiana, è la direttrice ATM 179 con deposito a Varedo, il quale vede i treni arancioni denominati affettuosamente dai residenti “Frecciarancio”, correre tra Mombello (frazione di Limbiate) e Comasina, periferia di Milano con interscambio M3 e autobus, da quando il segmento di binari diretto sino allo storico capolinea di Via Valtellina è stato interrotto. Anch’essa vive una condizione di continua precarietà con le attuali norme sulla sicurezza sempre più stringenti e soluzioni per gli adeguamenti necessari che ritardano ad essere attuate, costringendo ad una riduzione (già in atto) dei turni effettuati fino ad una non impossibile cessazione di ogni servizio in favore degli anonimi automezzi che normalmente espletano corse sostitutive in alcune fasce orarie. Un gruppo specifico sul social network Facebook, gestito dagli stessi dipendenti ATM, permette di seguirne le vicissitudini quotidiane. Politiche sempre più burocraticamente lente, fondi inizialmente investiti e successivamente dirottati altrove, progetti e modifiche degli stessi ai quali non tutti sono concordanti sono le principali cause dello sfacelo per quanto riguarda spesso e volentieri i servizi del TPL in Italia.

Il tempo per operare e strappare alla demolizione questa opera civile ed il suo contenuti risulta quasi esaurito. Non sufficienti le incursioni negli anni caratterizzate da atti gratuiti di vandalismo e da falsi “cultori” in cerca di souvenir, un incendio dalle cause poco chiare divampato il 26 febbraio 2022 alle ore 15:00 circa, ha minato la sorte di due elettromotrici: la tipo “Desio” matricola 46 e la tipo “Reggio Emilia” numero 85. Pur spento tempestivamente dai VVF, non ha lasciato scampo alla loro fragile integrità.

Di seguito, per completezza d’informazione, quali e quante unità sono quindi ancora potenzialmente recuperabili:

  • Motrici tipo “Desio” (anno 1926): 45, 47 e 48;
  • Motrici tipo “Reggio Emilia” (anno 1928): 87 e 89;
  • Motrici OM con carrello Brill 77E (anno 1931): 95;
  • Motrici OM con carrello Brill 77E2 (anno 1930): 93, 94;
  • Locomotore Costamasnaga (anno 1928): 101;
  • Motrici Breda tipo “Littorina” (anno 1935): 114;
  • Motrici OEFT (anno 1936): 122;
  • Rimorchi Carovana (anno 1918-1923, trasformazione 1963): 177 e 179;
  • Rimorchi Costamasnaga (anno 1918-1923, trasformazione 1961-1963): 181;
  • Rimorchi Breda con porte all’estremità: 308 e 309;
  • Treni Bloccati TB500 (anno 1953, trasformazione 1961-1964):
    • 541(R)+506(M)+542(R)
    • 531(R)+512(M)+533(R)
    • 553(R)+501(M)+554(R)
    • 547(R)+511(M)+548(R)
  • Treni Bloccati TB800 (anno 1941, trasformazione 1964):
    • 831(R)+801(M)+832(R)
    • 839(R)+804(M)+840(R)
    • 833(R)+802(M)+834(R)
    • 841(R)+806(M)+842(R)

(R = unità rimorchiata | M = unità motrice)

Di seguito è possibile collegarsi, tramite pulsante interattivo, direttamente alla pagina del FAI relativa al deposito tranviario di Desio nella sezione “Luoghi Del Cuore” ove, previa iscrizione tramite registrazione my FAI al sito, è possibile votare tale area per portarla sino ai primi posti della classifica nazionale.

Noi, ovviamente, lo abbiamo già fatto!

Un’elettromotrice M2 per i Vigili del Fuoco di Milano

Il 7 marzo scorso, presso la sede del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Milano, è stata trasferita tramite carrello stradale per trasporti eccezionali un’elettromotrice della linea metropolitana 2 meneghina distolta dal servizio. Grazie ad una collaborazione con la stessa ATM ed una società appaltata specializzata nella movimentazione di carichi così inusuali, è stato possibile recapitare direttamente il rotabile ferroviario nel cortile interno della caserma di Via Messina.

L’elemento, separato dalla sua composizione completa, ha visto lasciare il deposito M2 di Famagosta sfilando lungo le strade di Milano per un ultimo viaggio in superficie a bordo del bilico messo a disposizione da CORTI Autotrasporti, con apposito rimorchio dotato di sistema per il carrellamento di mezzi ferroviari. La sua collocazione finale si trova sul piazzale entro le mura perimetrali del Comando dei VVF menzionato in precedenza, ove è stato allestito uno spazio dedicato con tutti gli elementi atti a simulare lo scenario normalmente presente in ambito metropolitano, percorso quotidianamente ed ordinariamente dai convogli (fino a poco tempo fa identici a quello ceduto in fotografia): dalle rotaie alle traversine, sino al profilato metallico con fase elettrica laterale per completare una vera e propria ricostruzione dei sistemi elettromeccanici tipici delle linee M1, M2 e M3 della cosiddetta “underground” milanese.

Nelle settimane successive al suo stanziamento, l’elettromotrice verrà maggiormente distinta in modo speculare con un cambio livrea adottando il bianco/rosso M1 su circa metà cassa (mantenendo il restante bianco/verde M2 ma sottintendendo anche M3) e specifiche insegne atte a stabilire su quale tipologia di veicolo passeggeri sotterraneo si stia effettuando l’eventuale simulazione.

Nello specifico, per i più curiosi sul tema ecco qualche informazione più dettagliata a riguardo. Si tratta della motrice matricola ATM 353 costruita dal consorzio FIAT Ferroviaria, TIBB e SOCIMI nel lontano 1985.

Le elettromotrici ET 245 “V lotto” sono state, fino a non molto tempo fa, delle Unità di Trazione (UdT) in servizio sulla linea metropolitana M2, caratteristica per la particolare circolazione promiscua della tratta sia in superficie che ambito sotterraneo (la quale prevede, tra le tante cose, un regolamento del segnalamento luminoso in coda del tutto particolare, con una luce rossa fissa e la seconda lampeggiante, come a molti sarà capitato di notare viaggiando nelle gallerie della città).

Nel 1985 sono state realizzate, per la precisione, 14 UdT dalle precedentemente citate Fiat Ferroviaria, TIBB e SOCIMI, abbinate a coppie di due complessi (in comando multiplo) per formare un cosiddetto treno composto in totale da sei elementi. Sono entrate in servizio in concomitanza con l’apertura dei prolungamenti della direttrice stessa da Gorgonzola a Gessate e da porta Genova a Romolo.

Quest’elettromotrice era nota in composizione insieme alla gemella 352 e relativa rimorchiata rimorchiata 2126. A sua volta questa Unità di Trazione si trovava accoppiata, nell’ultimo avvistamento noto, con un complesso gemello formando il convoglio [355 + 2127 + 354] + [352 + 2126 + 353]. Il 31 dicembre 2021 è stata distolta dal servizio regolare di linea insieme alle altre unità superstiti del gruppo. La motrice, prima di questo formidabile destino come banco di prova per l’effettuazione di manovre ed interventi di soccorso simulati, è stata rimessata presso il deposito M2 dal momento del suo accantonamento.

Come riportato dalla nota del Comando stesso, verrà impiegata per ogni attività addestrativa utile alla conoscenza delle attrezzature destinate al sollevamento dei convogli in caso di emergenza, come ad altre situazioni che possono incorrere alle linee metropolitane. Questa unità, testimone di un periodo di piena maturità del design industriale italiano applicato al comune mezzo di trasporto pubblico, vivrà una seconda vita affinché il personale VVF possa, attraverso molteplici strutture, assicurare il soccorso anche nelle condizioni più difficili e nella massima sicurezza nonché preparazione.

Tutte le immagini a corredo dell’articolo provengono dalla pagina Facebook del Comando dei Vigili del Fuoco di Milano. Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, attraverso i relativi canali mediatici, produce contenuti propri testuali, fotografie, video e altri materiali multimediali che sono da considerarsi in licenza Creative Commons CC BYND 3.0 e possono essere riprodotti liberamente, citando la fonte. (Social media policy VVF)