01/11/2021

EVENTO – “MILANO IN BUS” – BREDABUS BB3001.12 n. 5416

Evento: utilizzo autobus dismesso dal servizio ordinario per noleggio tematico a scopo culturale/fotografico privato per evento “Milano In Bus
Luogo: Milano, Arese, Desio
Data: 01/11/2021
Curiosità: spesso reputata un falso storico nella sua conservazione attuale, la matricola 5416 vanta un’esistenza del tutto particolare che le ha permesso di sopravvivere ad una demolizione certa. I BredaBus aeroportuali della medesima tipologia ordinati da ATM e destinati alla linea 73 per Linate, vantavano numerazioni riferite alla serie 5400-5415 con un totale di 16 esemplari del 1992, mentre la versione suburbana (serie 5420-5439) 20 esemplari, sempre del medesimo anno. Proprio nel 1992 ATM ha inoltrato a Breda la richiesta per almeno altre quattro vetture tipo 3001.12, le quali non furono mai ritirate e, guarda caso, presentano i telai prossimi alla serie aeroportuale andando così a stabilire quale dovesse essere la reale destinataria della matricola 5416. Dunque le matricole aggiuntive vennero realizzate con capitolato ATM ma non trovarono concretezza nel progetto e nella messa in servizio. Verranno rilevate ed acquisite solo nel dicembre 1996 il CTNM Consorzio Trasporti Nord Milano di Desio (MB) che le classificherà nel proprio parco come serie 220-223 e proprio il 1 novembre 2007 le stesse subentreranno ad AGI AutoGuidovie Milano con la nascita di Brianza Trasporti, presso la quale circoleranno come serie 3518-3521 sino all’incirca alla fine del 2011. In breve, il BredaBus 5416, nato come 220 CTNM e divenuta in seguito 3518 AGI, nonostante non abbia mai percorso un solo chilometro nelle vesti della municipalizzata milanese, è stato omaggiato di livrea e loghi della stessa come da progetto ed intenzioni tra costruttore ed acquirente.

Nonostante un inevitabile “meteo delle grandi occasioni”, lunedì 1 novembre la scena del TPL meneghino è stata indiscutibilmente dominata dalla presenza aggiuntiva al traffico ordinario (scarso, causa festività n.d.r.) della vettura BredaBus 3001.12 Siccar 286.21 LS nel particolarissimo allestimento aeroportuale dalla controversa storia, ma dai colori perfettamente intonati con un tempo meteorologico inclemente dai toni grigi cittadini e rosso/gialli autunnali della natura. Con il suo rombante motore IVECO 8460.21R e cambio ZF 4HP500 si è resa protagonista dell’evento “Milano In Bus” organizzato dopo un lungo periodo di inattività causato dalla pandemia da parte dei curatori del mezzo, la ciurma di « Passione Bus » Autobus Storici, nelle vesti in loco di Matteo Mambretti ed Alessandro Merotta, quest’ultimo proprietario nonché salvatore del veicolo da una fine piuttosto scontata riservata a ciò che viene spesso considerato obsoleto e da rimpiazzare. Il ritrovo per questo tour nostalgico è stato fissato, con pura organizzazione Filini, presso il capolinea/interscambio/terminal di Molino Dorino per quanto riguarda il servizio linea M1 e diversi collegamenti in bus in superficie, sotto le tettoie squadrate in cemento, tipiche di un’edilizia risalente al periodo di prolungamento della “rossa”, il 1986. Ore 10:15 scatta l’operazione “Milano In Bus” con il BredaBus che fa capolino presso il golfo di sosta ed incominciare quindi l’incarrozzamento dei viaggiatori muniti di un particolare titolo di viaggio emesso appositamente per questa simpatica iniziativa.

Dopo uno scrupoloso controllo della temperatura e del possesso di mascherina ed una certificazione di avvenuto vaccino valida, i partecipanti hanno preso posto sulle sedute spartane ma robuste, usufruendo di quanto internamente ideato per apportare il comfort ideale ai pendolari delle direttrici aeroportuali per le quali la serie 5400-5415 vettura è stata designata. La prima tratta percorsa dalla 5416 è stata da Molino Dorino M1 a Cadorna M1/M2 lungo la linea 199 con alcune improvvisate soste fotografiche nonostante l’acqua scrosciante in modo imperterrito ed inclemente. Segue una divagazione lungo la linea 57 da Cadorna M1/M2 a Piazza Firenze e nuovamente a Molino Dorino M1 seguendo la linea 69. La pausa pranzo, intorno alle ore 12:30, per gli amatori accorsi alla manifestazione ha visto raggiungere la cittadina satellite di Arese, presso il centro commerciale “Il Centro” della medesima località, a pochi passi dalla gloriosa e storica sede riservata agli uffici Alfa Romeo dalla quale sono stati concepiti ed hanno preso vita i modelli più eleganti ed accattivanti dell’attuale marchio assorbito da FCA. Luogo, in cui alle 14:25 in punto, la 5416 ha fatto capolino per ripartire alla volta di Desio. La palazzina uffici della leggendaria casa automobilistica, sita in Via Giuseppe Eugenio Luraghi, nel cui golfo di sosta la vettura ha omaggiato appunto una delle più grandi realtà produttive italiane, è attualmente un rudere in cemento armato, dalle forme avveniristiche, dismesso dopo la chiusura dei relativi stabilimenti, lasciando il tutto nell’incuria e nell’oblio. Tale edificio è stato realizzato da Mario Gardella, detto Ignazio, designer ed architetto, tra il 1967 ed il 1974 a sostituzione della vecchia divisione Alfa Romeo sorta al Portello ormai non in grado di sostenere dei ritmi sempre più crescenti di meccanizzazione del prodotto. Curiosità, al pian terreno, in corrispondenza dell’ingresso dei lavoratori alla fabbrica, sono situate due lapidi in ricordo degli operai caduti e deportati durante la Seconda Guerra Mondiale. Un capolavoro che comunque vale la pena di riconvertire nella sua funzione ad altro impiego, pur di salvaguardarlo a simbolo di una Lombardia prosperosa ed in grado di faticare per concorrere con rivali ben più grandi e potenti, in tantissimi settori.

La seconda parte del tour meneghino ha visto proseguire spedito il BredaBus seguendo nuovamente la linea 166 giungendo nella città brianzola di Desio fiancheggiando le rotaie del collegamento tranviario per Parco Nord, quindi Milano, ormai scollegate dalla rete urbana con la soppressione del servizio viaggiatori diversi anni or sono. Doveroso un omaggio alla MAURI Bus System di Via Caravaggio fondata dall’imprenditore omonimo Carlo Mauri e dal figlio Ambrogio, grande imprenditore nonché paladino della lotta a corruzione ed illegalità nel campo della mala politica infiltrata in appalti e commissioni per la quale, il 21 Aprile del 1997, deciderà di privarsi della stessa vita per via di tangenti che non volle mai pagare pur di rimanere un uomo integerrimo. Un colpo di arma da fuoco al cuore che ne ha stroncato la presenza terrena, ma non l’essenza di una persona capace di innovare e rivoluzionare un intero settore con i suoi prodotti. Così negli anni l’azienda ha saputo reinventarsi più volte con grandi collaborazioni e progetti su misura sempre di grande stile e scelte stilistiche, nonché tecnologicamente avanzate. A memoria di Ambrogio rimangono due interessanti sculture dinanzi il sito, la prima risale al 27 aprile 2008, con l’apposizione nell’antistante area verde di un accrocchio metallico astratto realizzato dallo scultore Luciano Giambelli includendo materiale proveniente dall’ambito meccanico e tecnico industriale ricombinandolo secondo un differente concetto artistico. Essa è intitolata “3,14” per motivi strettamente legati al signor Mauri ed alla sua storia. Un’altra struttura esposta poco distante ed inaugurata nel 2016 riprende una piegatrice degli anni Trenta dalla quale progressivamente si sviluppano le lamiere che vanno a creare il muso di un autobus (non uno qualunque ovviamente, ma un originale Mauri), “targato” riprendendo un motto adatto sicuramente ad un uomo come il sciur padrun Ambrogio, “Laurà, laurà, laurà“, in dialetto brianzolo.

Il viaggio della linea 166 trova culmine presso il piazzale esterno dell’ex deposito interurbano di Desio che ancora conserva edifici amministrativi, rimessa e veicoli abbandonati entro il suo perimetro in attesa di un destino sempre più incerto se pur molto è stato di recente speso per il vincolo storico al quale far ricadere diversi esemplari di motrici risalenti ad oltre mezzo secolo fa. Un tasto dolente per gli appassionati ed i potenziali fruitori di un servizio che aspetta il, promesso ma mai attuato, rinnovo completo della tratta da decenni. Una bella gatta da pelare per l’azienda municipalizzata che sembra provare solo disinteresse verso il suo stesso passato, quasi a rifiutarne una storia gloriosa forse più avvincente di risultati attuali mero frutto di politica espressione interna alla dirigenza. Insomma calza a pennello la frase della compagnia teatrale folkloristica lombarda I Legnanesi “Ricurdevas, genti, che un popolo cal ga minga da memoria, al ga minga da storia…“.

Conquistata ormai anche Desio, la corriera storica si incammina quindi verso Molino Dorino M1 (linea 166), sempre facendo sentire vivo sotto il cofano il gioiellino IVECO costantemente manutenuto e mantenuto in esercizio. Di gran carriera la marcia della 5416 è inarrestabile anche sotto un cielo plumbeo ma stanco di pioggia, lasciando qualche spiraglio ad un tramonto con una luce gialla diffusissima dall’acqua in sospensione, come in un incantesimo, offrendosi ai finestrini umidi agli occupanti del veicolo compiaciuti della giornata trascorsa. Breve sosta votata all’unanimità anche al capolinea tranviario ed automobilistico di Parco Nord sempre per qualche fotografia più ricercata.

A Molino Dorino M1 una foto di gruppo non guasta mai ed ecco che un folto gruppo di appassionati in posa con la poderosa 5416 vale quanto un trofeo, da pubblicare in bella vista sui canali tematici di « Passione Bus » Autobus Storici nonché dei singoli partecipanti. Il BredaBus dalle grandi emozioni ritorna così, con fare soddisfatto insieme ai due promotori dell’evento, ad un fantomatico “Deposito”, meglio però se indicata come vettura “Fuori Servizio” sulla veletta appannata da veramente tanta, tantissima acqua.